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Estate 2002 - Sicilia: Isola di Ustica


"Felici voi, che nati a Ustica, vivete a Ustica!" Così scrisse, alla fine del secolo scorso, Ludovico Salvatore d'Asburgo Lorena. Io invece più che mai faccio un viaggio last minute dall’altra sponda marina della grande isola madre…da Agrigento in bus a Palermo, altro bus dal centro x il porto, da dove parte l’aliscafo x Ustica. Oggi le storiche parole dell’Asburgo-Lorena sono più attuali che mai, poiché l'istituzione della Riserva Marina, con rigide norme di tutela ambientale, ha posto valide premesse per salvaguardare un patrimonio naturale da trasmettere alle generazioni. Quando nella lunga estate assolata che il clima assicura ad Ustica, navighiamo a ridosso delle sue coste e ne ammiriamo scogliere e calette, ci tuffiamo in un'acqua cristallina dai vivi toni verdazzurro; non appena arrivati nell’unica stanza libera del bel villaggio di Punta Spalmatore dove con la mia ragazza abbiamo trovato posto all’ultimo dopo l’ultimo tentativo telefonico, essendo l’isola piccolissima e richiestissima proprio a Ferragosto. Ustica si erge, nerastra x le sue rocce vulcaniche, nel basso Tirreno, 36 miglia a nord di Palermo, solitaria, circondata com'è da un mare abissale che a nord scende a 3500 m. Definita come la "Perla del Mediterraneo", costituisce la parte affiorante di un complesso vulcanico che include anche il monte sottomarino Anchise. La sua altezza massima raggiunge i 248 metri. Le sue coste, variegate ed accidentate, sono piene di anfratti e di caverne. Se si parte da Cala di S. Maria, cioè dal porto, dove si affacciano le case del paese, e si prosegue verso occidente s’incontrano fantastiche grotte (Azzurra, della Pastizza, delle Barche, Verde, del Tuono) che si spingono all’interno in un dedalo di cunicoli e cavità fuor d’acqua. Il nome di Ustica, dato all’isola dai romani proviene da ustum, cioè bruciato, x via del suo aspetto vulcanico. Ce ne accorgiamo mentre la giriamo con due motorini a noleggio, anche quelli gli ultimi rimasti come i due posti letto del nostro villaggio dalla pensione completa (date le ridicole distanze è facile tornare ogni volta a mangiare di tutto dopo lunghe nuotate). In passato dopo la caduta dell’impero e un periodo d’abbandono, nel VI secolo vi giunse una comunità di Benedettini, che si installò nella zona ancor oggi chiamata delle "case vecchie". Ma le scorrerie dei pirati barbareschi portarono alla distruzione della comunità. Nel 1763 da Palermo si spedì a Ustica un contingente di soldati e di operai, che iniziarono la costruzione di fortificazioni sul colle della Falconiera, nonché di due torri di avvistamento sui punti opposti della costa: sopra la cala di S. Maria e sopra quella di Punta Spalmatore. Nello stesso anno arrivarono 85 famiglie di contadini e pescatori dalle Eolie, nonché qualche artigiano da Palermo e Trapani, per un totale di 400 persone. Nel 1771 Ustica fu riconosciuta comune autonomo, fu anche costruita la chiesa parrocchiale di San Ferdinando Re, affidata ai padri cappuccini. Nel secolo scorso Ustica partecipò ai moti risorgimentali e accolse con entusiasmo la spedizione di Garibaldi in Sicilia. Durante il fascismo vi furono confinati molti oppositori al regime, tra cui Carlo e Nello Rosselli, Ferruccio Parri e Antonio Gramsci, "turisti" loro malgrado, furono i primi visitatori moderni ad accorgersi della bellezza dell’Isola. Questa è la storia di un’isola i cui fondali non sono descrivibili x bellezze, il piccolo e tutto sommato tranquillo centro ha fatto il resto nel darci un’atmosfera fantastica considerato che eravamo in pieno Ferragosto! Come già detto riuscivamo a tornare al villaggio x pranzo dato che era obbligatoriamente a pensione completa. Ci siamo abbuffati di freschissimo cibo vario che veniva consumato in varie tavolate poste a strapiombo sul mare con una visuale splendida ed incantevole soprattutto di sera con le stelle; ovvio che di giorno in cinque minuti tornavamo al mare (d’istinto stavo scrivendo “in spiaggia”, ma l’unica scomodità di un’isola vulcanica è che devi adattarti alle rocce) Chi era arrivato prima di noi ha trovato mare mosso e pure un paio di cattive giornate, noi invece un incanto cioè il mare che era una tavola ed il tempo splendido…mi sono quasi commosso x la presenza di un solo centro internet e del fatto che ancora qualcuno compra e spedisce (!!) le cartoline. Inutile dire che i gelati e le granite sono quelle di stampo siculo, cioè introvabili nel resto del mondo ed abbiamo trovato sollievo da un’abbronzatura selvaggia! Alla ripartenza x Palermo abbiamo beccato x caso mio cugino Gigi Tropia che era nell’isola nei nostri stessi giorni, dopo che invece all’arrivo nel pulmino che ci aveva portato al villaggio eravamo solo in 6 tra cui una coppia con la nipote ed il suo fidanzato che abitano dalle parti di mia nonna! X la serie quanto è piccolo il mondo, o meglio quanto è piccola Ustica!!

 
           
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