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Partenza da Fiumicino, con un pass aereo x vari voli negli USA, arrivo a New York JFK, trasferimento in città con un autobus. Arrivo in un albergo centrale e per questo perfetto. Comincio a studiare come muovermi ed ho tempo solo x fare un giretto dalle parti della enorme Grand Central Station.
Primo giorno, Times Square con tutte quelle luci, suoni, gente è un grande biglietto da visita. Da lì raggiungo a piedi il Rockfeller center, la Biblioteca, la chiesa di S. Patrick, infine visita dall’alto dell’Empire State. Grandissimo avvio!!! NYC mi piace sempre con il giro in battello fino a Ellis island e sosta, in doverosa adorazione, sotto la Statua della Libertà ( 4 anni fa avevo fatto un giro intorno ma non ero sceso ad Ellis island ). X oggi basta!!!
Secondo giorno, il jet lag mi dà la sveglia all’alba e non trovo di meglio da fare che far colazione fuori pur avendola compresa in camera più tardi, mi faccio pure quella ed ho energie infinite per girare…
Mattina al mercatino di Annex, niente di particolare, poi giù x Greenwich Village, la New York University a Washington Square piena di artisti di strada, poi Soho, ricca di gallerie d’arte e di palazzi raffinati, ad un passo da China Town di cui vedo l’inizio. Mi entusiasma: domani ripartirò da lì, x oggi sono sufficientemente distrutto!
Terzo giorno, Chinatown: negozi minuscoli con articoli di ogni genere, dai souvenir, ai serpenti liofilizzati! E’ una città nella città, una comunità a sé, che colora ogni angolo, che costruisce due templi buddisti in qualche metro. Fantastica!! A fianco resta una via, Mulberry st., che una volta era Little Italy, ora quasi non c’è più. Da lì, sempre a piedi, si va al ponte di Brooklyn che somiglia tanto agli altri ponti della Grande Mela ma, magia delle gomme, Brooklyn è Brooklyn. Da lì Wall Street e visita del tempio della borsa mondiale che avevo già visto con mio padre quando eravamo insieme durante i miei quindici anni. Ancora lavoro x le mie scarpe, destinazione Battery Park, dove vedo le infinite Torri gemelle salendo all’ultimo piano di una di esse: era stato molto più bello, in quanto prima volta, vederle da un elicottero in un tour che feci con mio padre anni prima (vedi foto sui “primi 15 anni di viaggi”). Mi aspetta il Metropolitan, bello tanto in ciò che contiene che nella sua struttura. Poi là dietro c’è Central Park e me lo giro quasi tutto!! Il parco è bello, ma soprattutto enorme e pieno di gente che fa ogni tipo di sport. Nella vicina Harlem faccio un giro in bus, teoricamente sconsigliabile farlo a piedi, chi glielo dice ai miei che nel 1986 ci ho pure giocato?!?! (Postilla 2005: oggi ad Harlem ci vai proprio tranquillo, sempre da solo ma anche in compagnia femminile come feci nel 2000 quando addirittura ci dormivo x sfuggire ai folli prezzi di Manhattan). Quarto giorno ho le cascate da rivedere, anche quelle già viste con mio padre ma adesso ci arrivo con uno scalo aereo nel vicino Canada, sulla strada da Toronto alle cascate vedo la cittadina di Hamilton dove è nata la mia ragazza e le fotografo il caratteristico mappamondo sulla strada. (Postilla 2005: ci sono tornato con lei 10 anni dopo, vedi “giro del mondo 2000-Canada e USA”, quindi x me cascate x la terza volta in quell’occasione, la prima volta ci andai nel 1986). Sono veramente impressionanti stè cascate ma ancora più impressionante è lo sfruttamento turistico-industriale che ne è stato fatto. Comunque valgono la visita e per vederle meglio occorre passare dal lato canadese. Bello salire sull'imbarcazione "Maid of The Mist" che porta fino sotto la cascata. Ci danno un impermeabile sennò si fa la doccia. Ci sono un sacco di prati per piacevoli picnic ma, memore della prima volta, mi sono portato i sandwich dalla colazione perché è tutto veramente caro.
CHICAGO
Chicago è completamente diversa da N.Y. Elvis parla di "cold and grey Chicago" ma non è così. Il centro, almeno, è bello, pulito, funzionale, moderno, con palazzi bellissimi e soluzioni architettoniche ardite.
Quello che caratterizza maggiormente la città è il lago, che la rende ventosa e le dà un prospettiva ampissima. Il lungolago è bellissimo con giardini e un porto lussuoso. Da qui si vede il profilo della città con il grattacielo più alto degli USA, la Sears Tower, dove si consiglia di salire x un panorama mozzafiato.
Avete visto i Blues Brothers? Bene, la metropolitana sopraelevata c'è sempre. E' veramente incredibile, vale un giro. E' antica e obsoleta rispetto ai grattacieli modernissimi ma è veramente caratteristica. Poi Chicago ha anche una moderna metro sotterranea.
E anche Chicago è bella x passeggiare. Il loop innanzitutto se siete architetti. Poi i quartieri nord, pieni di locali e ristoranti divertentissimi.
Poi a Chicago alla stazione c'è la scalinata dove De Palma ha girato la famosa scena della carrozzina di The Untouchables!! E dal centro parte la famosa Route 66 che arriva fino a Los Angeles!! Chi ha tempo e soldi noleggi una macchina e parta!!! Io spero di farla con mio fratello quando crescerà, con la mia e la sua ragazza! Comunque a Chicago ho un solo giorno, mi aspetta la California!
LOS ANGELES
Si fa per dire…in realtà ho la sensazione di essere a Città del Messico, pur non avendola mai vista: tutti ispanici x strada, tanta la gente che sembra tirare a campare e una grande quantità di storpi, chissà perché. Poi in autobus a S. Monica Beach, piena ancora di ispanici ed infine struscio serale x la 3th street, con negozi bellissimi, realizzati da architetti di gran gusto.
Il centro di Los Angeles è abbastanza anonimo, la parte del Pueblo, quella dei primi messicani, finta e costruita per i turisti, ma la Los Angeles che ricorderò è lì vicina, nelle strade piene di gente povera, che se la passa davvero male, a solo qualche chilometro da Beverly Hills. Pomeriggio a Hollywood, non sarà la fine del mondo, ma vale la pena soprattutto spendere una mattinata a Disneyland!!
L’indomani a Disneyland che si trova nel quartiere di Anaheim: come al solito si divertono più i grandi che i bambini, le attrazioni sono davvero simpatiche, ma il parco non è grandissimo e alle 18 sono fuori. Autobus per Rodeo Drive, dove dentro Tiffany c’è un ricevimento con ragazze in abito nero, guanti bianchi e coroncine in testa. Facile capire che i miei pantaloncini corti sbattono con l’arredamento! Poi taxi per Beverly Hills, a vedere le ville dei ricconi ma è calata la notte e quindi non vedo nulla. Ceno in un fast food vicino all’albergo (39 dollari compresa colazione e piscina!!!), dove poveri disperati bussano alla finestra x avere una sigaretta o una bibita. Il mio stato d’animo non è dei più sereni, la loro miseria veramente grande a soli 10 minuti da Tiffany!!
SAN FRANCISCO
Comincio dal mio locale preferito x una vera colazione all'americana: il mitico "Denny's".
Ormai questo tipo di colazione è un rito e mi strafogo con waffles, sciroppo d'acero, uova strapazzate, salsicce, pancakes, orange juice e tè bollente scartando cream and sugar serviti, dando x scontato che prendessi il coffee. Dicono altri italiani che il caffè americano fa schifo, ma non posso compararlo dato che è stato quello italiano a farmi odiare il caffè, sicuramente troppo forte x me da noi, pertanto sto bene senza caffè ovunque e mi godo dappertutto le scene pietose degli italiani in astinenza da vero caffè!
Posso vedere S.Francisco solo in un paio di giorni, per cui effettuo un giro in uno di quei maledetti bus che ti fanno fare il tour della città. Come previsto, il tour non è un granchè, ma la città sembra veramente lontana dalla classica città squadrata. E’ piena di colline su cui ci sono villette vittoriane bellissime, alternate a grattacieli. China Town ed il centro confermano che è una gran bella città di soli 700.000 abitanti! Certo che non ho mancato la visita del carcere di Alcatraz su un’isola davanti alla baia. C’è in dotazione un’audioguida veramente utile e divertente. Vedo che gli americani sono in grado di creare un mito, oggetto di culto turistico anche x un carcere; vedo il mitico Golden Gate, un enorme ponte tutto arancione ed altri quartieri a piedi, originale una strada che si chiama Lombard street!
Una sera, ceno a base di pesce sul porto, Fisherman Wharf, a prezzi abbordabilissimi. Fisherman Wharf , pieno di gente di giorno, di sera si svuota e resta solo un unico rumore: quello di oltre 300 enormi leoni marini che riposano su dei tavolacci vicino alla riva. Era la base dei primi italiani arrivati nell’oceano Pacifico, tra cui il padre siculo di Joe Di Maggio, un campionissimo del baseball che mi ricorda quasi ogni italoamericano quando gli dico semplicemente che vengo dall’Italia. Colazione americana con qualche avanzo di ieri, poi all’ufficio informazioni suggeriscono, prima di entrare a Yosemite, di andare a vedere Bodie, una “gost city”, cioè una città da cui gli abitanti se ne sono improvvisamente andati ad inizio secolo. C’è una miniera chiusa e poi decine di case e negozi in legno, tutto disabitato, con le stoviglie lasciate ancora sui piatti, i vestiti sui letti, i negozi ancora con merce sugli scaffali. Sulle cause di allontanamento immediato degli abitanti ci sono varie ipotesi, ma nessuna convince a fondo. Il risultato è un paesaggio da vero Far West, forse non tutto originale, ma di grandissimo effetto.
Entro poi nel parco di Yosemite e dopo vari chilometri d’auto, un’escursione a piedi di un paio d’ore, sotto una cascata che mi consente di fare pure una doccia nebulizzata fuori programma, con tanto di arcobaleno in omaggio. Al ritorno dei cervi circondano varie auto, a conferma che esiste un rapporto uomo-animale quasi confidenziale in questi Parchi.
Yosemite è bello, soprattutto fanno impressione gli enormi tronchi d’albero.
GRAND CANYON E LAS VEGAS
Da Las Vegas la direzione è quella del Gran Canyon: la serata la passo in un locale veramente tipico, senza turisti, ma solo con cow-boys di ogni età, dal jeans stretto, cappello, camicia appariscente e stivale a punta. Donne pronte a ballare e divertirsi con quei pistoleri d’altri tempi. Mancavano solo i cavalli fuori. Fantastico!! Esco dal locale come se uscissi da un film western. Domani sveglia alle 6.30, mi aspetta il Gran Canyon. Colazione a base di uova e bacon in un locale che sa tanto di Happy Days, compresa la graziosa cameriera. La strada x il Gran Canyon è davvero bella e raggiungo l’ingresso in un’ora e mezzo. Ma a dire il vero mi fermo a Tucayan, un paio di chilometri prima, dove c’è l’aeroporto da cui partono i voli in elicottero e aereo sopra il canyon. Elicottero a 99$ per 30 minuti. Non poco, ma quando ci tornerò?? La prima vista del Gran Canyon avviene proprio dall’alto dell’elicottero, emozione nell’emozione. Ciò che è sotto ai miei occhi è qualcosa di incredibile, che nessun racconto né foto può descrivere. Non sarà un caso se qualcuno lo ha definito “il più grande tempio di Dio sulla terra.” Passo la giornata girovagando x tutti i punti di osservazione, godendo di luci e colori diversi. Una breve escursione di un’oretta, ma soprattutto circa 40 foto. Quando sei lì non puoi che farle, quando torni ti sembrano non rendere x niente, mentre chi le guarda e non lo ha visto di persona rimane incantato. Confuso e felice, scappo verso Las Vegas, la cosiddetta città del peccato. La vedi a 40 chilometri di distanza, luci su luci e l’albergo costa la metà di altrove, pure la benzina costa meno. Perché?? Perché quello che conta è che tu ci vada a Las Vegas, perché i soldi li devi lasciare sui tavoli del casinò. Mi faccio un bel giro di alcuni Casinò, tutto sfavillante, tutto finto!!! La fame mi assale, cena a buffet a 7 dollari, bevande e bistecca compresa! No comment! Penso a copiare quegli americani che mangiano sempre, e faccio un pò di scorta di "donuts", poi choccolate chip cookies e cherry-coke.
NEW ORLEANS
L'esterno della città rispecchia la classica metropoli americana con i suoi palazzoni di vetro e acciaio, notevoli sono lo stadio Superdome ed il World trade center, ma entrando nel centro sembra di passeggiare in una tipica urbe europea.
Downtown mantiene le caratteristiche del periodo coloniale francese, mentre la parte della città più nuova e ricca ha il nome di Uptown, ci si diverte in entrambe le zone ma il delirio lo trovo in Bourbon Street, nel French Quarter: dall'alba al tramonto, dall'inizio alla fine della strada, in entrambi i lati, in ogni porta e finestra, su ogni gradino la gente si diverte ballando, fumando, bevendo, cantando. I locali pullulano e rimane l'imbarazzo della scelta x entrare e dare inizio alla serata che sicuramente non finirà presto, ma attenzione alle tentazioni!
In strada si incontrano personaggi veramente bizzarri che ti inducono in tentazioni che girano sempre intorno al sesso e alla droga e magari fosse solo x scopi di divertimento, ma loro hanno l'unico intento di vuotarti le tasche, ma se riuscite a non farvi spennare in questo modo c'è sempre l'Harrash casinò; dentro si trova ogni genere di persona, da Michael Jordan al barbone, tutti giocano e inseriscono nelle "macchinette" il quarto di dollaro che non rimarrà sicuramente solo.
Al banco bar se giochi anche un solo quarto puoi chiedere drink fin che vuoi, e come si fa a rimaner sobri? Passata la sbronza al mattino si può entrare in un caffè in stile francese e prendersi un cappuccino e brioche e farsi una passeggiata al French Market dove si trovano le innumerevoli spezie della cucina locale ma non solo, tante ma tante teste di coccodrillo di ogni dimensione ed autentiche; interessante può essere una passeggiata in "Garden district"e rimaner meravigliati dagli innumerevoli stili che governano le facciate di queste case. Infatti lo "stile New Orleans" conosciuto negli U.S.A. racchiude un'ecletticità di stili: dalle colonne doriche e ioniche ai merletti francesi, dall'art nouveau al gotico; qui vivono molte persone famose nei campi più disparati.
Andando verso la cattedrale di St. Louis in "Place d'armes" ci si può fermare in Jackson square da qualche chiromante per le news sul nostro futuro o far fare incantesimi voodoo contro i nostri nemici: infatti N.O. mantiene leggende e superstizioni che coinvolgono la magia nera ed i riti voodoo con le note bamboline e gli spilloni. Dopo queste illusioni si riemerge nella realtà attraverso la musica jazz; uno show da non perdere, suona chiunque e con qualsiasi strumento anche se malandato e rattoppato, ma il risultato sbalordisce chiunque si trova nel loro raggio d'azione.
I jazzisti e i cantanti da strada, ma x questo non da meno ai musicisti del favoloso Storyville (ex bordello fine '800 ora locale in di musica Jazz) passano le loro giornate ad intrattenere turisti e ragazze e posso confermare, detto da alcuni viaggiatori che sono qui da due mesi, che loro sono sempre in piazza (almeno in estate...), non stanno a suonare x nulla ma in cambio ricevono dai turisti the tip, la mancia.
New Orleans è considerata la capitale mondiale del jazz: ciò dovuto al fatto che gli schiavi neri della Louisiana godevano di una maggior libertà rispetto agli schiavi degli altri stati soggetti agli inglesi e poterono sviluppare la loro musica folcloristica, e lo "stile New Orleans", in senso più stretto, indica (in contrapposizione al Dixieland) il jazz negro, quella prima genuina forma jazzistica, collettivamente improvvisata, fornita a N.O. tra la fine del sec.19 e il 1917 ( anno in cui fu chiuso Storyville ).
New Orleans sorge alla foce del Mississipi ed intorno alla città si estende un'immensa palude popolata dai redneck cioè “collo rosso”: i campagnoli, gente tranquilla che condivide queste terre e queste acque con i coccodrilli! Sono passato appena fuori il French Quarter, alla 'Dauphine House': una vecchia casa vittoriana con stanze arredate in stile, una padrona di casa molto carina e disponibile, una colazione superba, consigliato vivamente! Su N.O. avevo molte aspettative pur essendo la classica città che non si racconta nelle guide per un fatto di atmosfera, quell’atmosfera di cui mi ha sempre parlato Penny Lucas, una ragazza della vicina città di Baton Rouge, capitale della Louisiana ( lei gioca nella mia città natale di Agrigento e la incrocio spesso nel palazzetto comune alla mia squadra di basket ed alla sua di pallavolo ).
E’ tutto in stile francese e spagnolo, palazzi con balconate piene di fiori e piante (piante tipiche della giungla, grazie alle temperature afose e umidissime!), stradine con gallerie d'arte, negozi con maschere di Carnevale, caffè con tavolini dove si può degustare il famoso cafè au lait e i famosissimi e buonissimi bignet. Arrivo alla HOUSE OF BLUES per il mio brunch gospel (brunch= tarda colazione) trovo un gruppo di cantanti neri con i loro stupendi canti gospel da brividi! Nei giorni successivi: il tour voodoo, solo un'attrazione turistica; una lezione di cucina tipica presso la House of cooking: un'esperienza carina al termine della quale si degustano i piatti tipici cajun (cioè cucina del sud degli USA), ovvero gumbo e jambalaya; la crociera sul Mississippi e l'immancabile concerto presso la PRESERVATION HALL: unico locale di New Orleans dove si respira la vera atmosfera jazz ( un'emozione grandissima x chi come me adora Louis Armstrong e compagni! ).
WASHINGTON
X la colazione mi infilo in uno dei classici baretti americani con tre tavolini in croce che ti propinano il classico bicchierone di tè o caffè bollente oltre ai sempre squisiti muffins.
La giornata la dedico interamente alla visita della città.
In mattinata ri-visito quanto visto 4 anni prima. il Cimitero dei Kennedy, il Lincoln Memorial, The Mall, i monumenti alle varie guerre (Corea, Vietnam ecc.), il Campidoglio ecc.
Davanti ai Musei Smithsoniani entro nel famoso Museo dello Spazio che non avevo visto 4 anni prima ( altro che museo dello spazio sovietico visto 8 mesi fa! ). Qui aerei sospesi al soffitto, stanze di simulazione di volo e filmino su megaschermo sulla conquista dello spazio. Effettuo l’acquisto di una t-shirt bianca e di una spilla (rigorosamente con l’Obelisco) nel vicino Hard Rock Cafè , dopodiché , affamatissimo, vado nella paninoteca francese “Au bon pain”. Il panino ha dimensioni sproporzionate ed è impossibile addentarlo senza che verdure e salse schizzino ovunque sui vestiti e sulla faccia.
Il muffin invece … è sempre il muffin !
L’indomani la priorità viene data alla Casa Bianca che, vista di fronte, è esattamente come ce la propongono i mass media. Niente di speciale, sinceramente dentro mi aspettavo qualcosa di più grandioso considerando la mentalità americana, comunque nel complesso non è proprio da scartare, in fondo 4 anni fa non ci ero entrato x via di una fila lunghissima.
Sempre rigorosamente “by walk” raggiungo Georgetown, il quartiere residenziale di Washington D.C. con le graziose abitazioni in stile vittoriano.
BOSTON
Qui ci vado dopo il mio ritorno a NY giusto per incontrarmi con l’amico Antonio, affittiamo una macchina per un weekend a Boston passando dagli stati del Connecticut e del Rhode Island: vediamo in particolare la piccola ed elegantissima città marina di Newport ed arrivati a Boston poso le mie cose, prendo possesso del mio letto e poi vado alla scoperta della città. La metro è vicinissima, la fermata è North Station ed in pochi minuti mi ritrovo a Park Street, nel cuore di Boston. Boston è semplicemente unica, è si una grande città ma non come la vicina NYC. Le strade sono molto più piccole e tutto sembra più europeo, la gente è più gentile e sembra tutto più lento. Appena arrivato alla stazione, non sapevo come arrivare in un certo posto e mi ero immerso nella lettura, o meglio, nella lettura della pianta della città che ho nella guida. Gentilmente una signora si ferma e chiede se ho bisogno di aiuto, le spiego la situazione e lei mi guida verso la più vicina stazione metro, spiegandomi dove cambiare treno. Questa cosa mi ha colpito. A New York questo non credo potrebbe capitarmi, neanche loro sanno dove stanno andando, ma forse questo è il bello.
Il modo più semplice per visitare Boston è sicuramente quello di seguire la lunga striscia rossa, a volta dipinta o fatta di mattoni, che corre lungo i marciapiedi. E' il Freedom Trail e ti mostra i punti più importanti della storia del New England e degli Stati Uniti.
Pensavo che seguirla fosse semplice, ma in breve mi accorgo che non è così. Mangio qualcosa al Quincy Market, i vecchi mercati generali di Boston, oggi trasformati in negozi e ristoranti. Tantissimi stand e centinaia di persone che comprano da mangiare e poi vanno a sedersi su uno dei tantissimi tavolini in legno, come sto facendo io. Qua intorno è pieno di negozietti di tutti i tipi, ma soprattutto devo stare attento a non cadere in tentazione arrivati al mitico Boston garden, tempio del basket ( purtroppo d’estate siamo in off-season e quindi niente NBA ).
Visito l'Acquario, il New England Aquarium( scritto proprio senza la C), ed all’uscita vorrei mangiare in un pub, l'Irish Embassy, dove avevo programmato di andare; all’entrata non mi fanno entrare perchè, come al solito, ho solo 19 anni e non mi credono dandomene di meno. Ciò vuol dire che mi dovrò accontentare del Mc Donald's in fondo alla via, ma sarà l’unica volta in questi stati così eleganti del New England dove, nonostante il dollaro sfavorevole, il pesce costa poco considerato che anche Agrigento è una città di mare, fralaltro neanche avessi detto Portofino! Ecco, x quanto abbia visto solo in televisione la cittadina ligure, tutte le cittadine degli stati del Massachussets,Connecticut e Rhode Island mi sono sembrate delle piccole Portofino! Ritorno a New York giusto x riconsegnare la macchina e ritornare in Italia dopo un indimenticabile coast to coast degli USA!!
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