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La terza parte del mio giro del mondo si sviluppa passando esattamente 22 volte (!!) il confine tra questi due paesi, dall’estremo ovest fino al confine più famoso, quello ad est segnato dalle cascate del Niagara, dove ero già stato due volte.
Andando con ordine, nei racconti delle isole del Pacifico si vede che ero già entrato in USA avendo toccato le Hawaii ( x la verità avevo “toccato” prima gli USA con l’altra isola delle Samoa americane ma ufficialmente queste Samoa sono un protettorato e non uno dei 50 stati degli USA ).
Arrivo dunque nelle Americhe del nord con un volo Hawaii- Vancouver: la capitale del British Columbia è un’ordinatissima e linda città che offre in un colpo solo mare e montagne. Il centro è tipicamente inglese, come spesso in Canada che sino a poco tempo addietro faceva parte del commonwealth britannico ( escluso il Quebec che però non farà parte di questo viaggio).
Nello stesso stato della British Columbia parte dalla città di Dawson Creek la famosa Alaskan highway che percorro in 2 giorni di bus in un paesaggio fiabesco di montagne e laghi x arrivare nella quasi omonima cittadina di Dawson City in un altro stato canadese: lo Yukon!
Qui faccio la conoscenza con i fenomeni meteorologici della luce infinita di chi si trova esattamente sul circolo polare artico, non è una luce forte o calda data l’altissima longitudine a due passi dal Polo Nord, ma è un sole che non va via quasi mai! La cittadina è la classica città fantasma tipica di chi prima veniva qui in cerca delle pepite d’oro; esauritosi il filone restano solo delle testimonianze di casino, bische, saloons e persino un teatro, anche quello in legno, dove spicca la bandiera inglese! Dalla capitale dello Yukon, che si chiama Whitehorse, passo il confine con lo stato americano dell’Alaska con il panoramico treno che attraversa lo spettacolare White Pass con cimiteri ai lati di banditi e cercatori d’oro incastonati in verdissime vallate che immagino ammantate di neve d’inverno.
In Alaska è assolutamente spettacolare la cittadina di Skagway dove si trova quello che forse è stato l’ostello più bello di anni ed anni di viaggi, ma lascio la maggiore originalità a quello nelle grotte di Coober Pedy in Australia.
L’Alaska ha il soprannome di Last Frontier e non potrebbe essere diversamente; prendo da Skagway un ferry dove mangio e dormo su un pontile x tre giorni facendo ritorno a Vancouver, attraversando e visitando in brevi soste cittadine dell’Alaska che erano russe fino a 150 anni fa, ( addirittura Sitka era la capitale della Russia ) x cui ogni angolo anche di Ketchikan ricordava i fasti del grande impero russo.
Vancouver diventa la base di un altro mio giro stavolta solo in bus, il mitico Greyhound, e solo in America, di cui attraverso le bellissime ed al tempo stesso modernissime città del nord-ovest sull’oceano Pacifico come Seattle e Portland: difficile trovare un connubio perfetto tra capitalismo ed eleganza quasi da Rinascimento!
Mi addentro nel Midwest con un lungo giro che mi riporterà a Vancouver attraversando prima la capitale dell’Idaho, Boise, poi la capitale dello Utah, cioè Salt Lake City famosa x i mormoni, poi sconfino nello stato del Wyoming x vedere l’indescrivibile parco di Yellowstone, poi lo stato del Montana con i suoi cieli infiniti attraverso le piccole città di Bozeman e Missoula.
A Vancouver saluto definitivamente l’oceano Pacifico che mi ha finora accompagnato dall’inizio del mio viaggio e saluto pure la splendida famiglia Cutaia, agrigentini residenti da tanti anni a Vancouver, che tanto mi hanno aiutato da quelle parti x riprendere il mio biglietto aereo iniziale del giro del mondo che prevede tappe negli stati canadesi dell’Alberta, del Manitoba e dell’Ontario prima del ritorno in Italia.
Nel primo, vedo la moderna città di Calgary nella serata conclusiva del più grande rodeo del Midwest in un festival chiamato Stampede, poi una festa incredibile in una delle Chinatown più belle mai viste ed infine decido di allontanarmi un po’ x i famosi parchi di Banff e Jasper che visito con un piccolo pulmino organizzato dall’ostello.
Siamo in 6 a vedere delle meraviglie tali di cui possono parlare solo le foto!!
Da Calgary passo dunque al Manitoba, di cui è capitale Winnipeg, altra città canadese con un’emigrazione da tutto il mondo perfettamente integrata ed orgogliosa di tenerla pulita ed ordinata come solo le città ma anche le grandi metropoli canadesi possono esserlo.
Ultimo stato canadese, il famoso Ontario di cui Toronto è la massima espressione: amplificazione al massimo del concetto sopra riportato di ordine, efficienza, pulizia e modernità.
Qui mi incontro con Adriana, proveniente dall’Italia, ed insieme giriamo la sua città natale di Hamilton, la stessa Toronto e soprattutto facciamo una settimana nella capitale del mondo: New York!!
Di NY si può dire tutto ed il contrario di tutto, basta ripetere uno dei suoi soprannomi più azzeccati e veritieri: “la città che non dorme mai”. Vediamo da cima a fondo in tutti i suoi famosi 5 distretti di cui uno ( Brooklyn) da solo con i suoi 4 milioni di abitanti potrebbe essere la quarta città d’America! Forse è Brooklyn con la sua vera Little Italy, con i suoi scenari dal famoso ponte e con la sua spiaggia di Coney island la parte di NY che ci rimarrà più impressa, persino x me che ci torno tante volte.
Si torna a Toronto dove il Boeing x l’Italia ci offre un irripetibile panorama della famosa CNN tower, ma con le indimenticabili torri gemelle di NY ancora e x sempre nel cuore dopo esservi saliti all’ultimo piano ed aver avuto la sensazione di dominare il mondo!
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