|
Ancora un viaggio in tre x la famiglia Penna, con Marco ed Adriana c’è di nuovo Elena che dopo la straordinaria adattabilità del recente viaggio americano è una garanzia di divertimento anzitutto per lei stessa, poi x i genitori ed infine x i fortunati che la incrociano!
Impostiamo ancora una volta un viaggio aereo con le miglia premio Alitalia, scegliendo di arrivare a Lisbona e ripartire dopo 17 giorni da Malaga, viaggiando on the road da una città all’altra: non saranno i 2650 km americani, ma comunque 1800 km di tutto rispetto.
Prendiamo addirittura due macchine perché in Europa, almeno nello specifico portoghese-spagnolo, noleggiare la stessa macchina da uno stato all’altro costa quasi il triplo che noleggiarne due distinte!
Quindi il primo noleggio da Lisbona, dove appunto arriviamo in aereo dall’Italia, ha coperto quasi 1000 km fino alla città portoghese di Faro, ma in realtà il nostro confine portoghese lo abbiamo fissato nella città di Tavira ( x lasciare la prima macchina sono andato a Faro da solo, 20 km da Tavira, e sono tornato a Tavira in bus, dove mi attendevano moglie e figlia in una pensione: tutta l’operazione è durata appena 1,20 h.)
Da Tavira un comodo bus ci ha portato alla prima città spagnola (Huelva) per cominciare un secondo noleggio di circa 800 km fino a Malaga, attraversando la regione dell’Andalusia.
Invece in Portogallo abbiamo visto la regione di Lisbona, poi le regioni dell’Alentejo e dell’Algarve.
LISBONA
Arrivo nel tardo pomeriggio, la macchina è una Clio nuovo modello che parcheggiamo il più vicino possibile all’albergo sito proprio al centro dell’isola pedonale tra le due piazze principali del centrale quartiere della Baixa. Ottimo rapporto qualità-prezzo all’hotel Duas Nacoes! Però x chi ha bagagli non è facile trascinarseli fino all’albergo, ma x fortuna abbiamo solo una valigia ed un trolley in tre, mentre tutte le altre piccole borse della bimba le appendiamo al suo passeggino (pensate che in mattinata con gli stessi pesi abbiamo comodamente preso l’aereo da Bologna arrivandoci col treno Imola-Bologna x poi prendere dalla stazione ferroviaria la navetta x l’aeroporto)
Lisbona ci accoglie con un bel freschetto serale che rischia di bloccare la digestione dei primi magnifici piatti di pesce locale, sarà una costante della nostra 3 giorni nella capitale: bel tempo di giorno, ma senza troppo caldo, e quasi freddo la sera considerato che siamo in pieno ferragosto!
L’indomani ci inerpichiamo senza macchina al quartiere dell’Alfama, vicino alla Baixa.
Subito notiamo i tipici azulejos, piastrelle di marmo x lo più azzurre, ma anche di altri colori che formano delicati disegni geometrici su gran parte degli edifici. Attraversiamo la caratteristica Rua San Pedro, arriviamo su alla chiesa di San Estevao con bellissima visuale del fiume Tago, così largo da sembrare l’oceano, che in realtà in effetti è a due passi, dietro un’enorme insenatura.
Ci spostiamo, stavolta in macchina, all’altezza del ponte Vasco da Gama nella bella zona dell’acquario che visitiamo x poi concederci una passeggiata al vicino parco Duas Nacoes e, ripresa la macchina, torniamo a farci un’altra serata sempre in zona Baixa a due passi dall’albergo.
L’indomani, mattinata dedicata al quartiere di Belem, noto soprattutto x il monastero di San Geronimo, veramente enorme, bello ed elegante, da noi x fortuna apprezzato maggiormente nel primo paio d’ore dall’apertura; quando usciamo, verso le 10.30, la folla in fila è impressionante ed anche dentro comincio a vedere troppe macchine fotografiche e troppa cagnara in generale. Suggestiva la tomba di Pessoa posta tra le navate esterne del monastero; usciamo e troviamo a meno di 2 km la piccola torre di Belem; la fila è già tanta ma x fortuna il biglietto x la torre l’avevamo già fatto al monastero ( soluzione che consiglio vivamente ).
La torre è sul fiume, al di là del quale una sottile striscia di terra non ferma gli impetuosi venti dell’oceano atlantico presenti x tutto l’anno. Sempre sulle rive del fiume e stavolta proprio di fronte al monastero già visto, troviamo il monumento alle scoperte, una bella scultura anch’essa visitabile all’interno. Decidiamo comunque di non entrarvi immaginando che il panorama sia lo stesso che dalla torre di Belem, che ha la stessa altezza. Ci concentriamo invece sul bellissimo mappamondo con la rosa dei venti intarsiato sul pavimento in marmo davanti al monumento alle scoperte.
Grande appassionato di planisferi, ritrovo con piacere, indicate nel mappamondo in elegante marmo rosa, tutte le conquiste portoghesi nel mondo: un popolo di grandi navigatori di cui ho già apprezzato dal vivo alcune colonie:Goa in India, Macao in Cina ed Essaouira in Marocco.
E’ proprio l’imponenza di queste tre ex colonie portoghesi, sia come dimensioni sia come incredibili bellezze naturali (soprattutto Goa) che mi lasciano quasi deluso da Lisbona.
Quella che dovrebbe essere la capitale mondiale di un impero costruito sull’acqua, con migliaia e migliaia di miglia marine solcate da Vasco da Gama e soci, si presenta quasi in versione tascabile, seppur abbastanza elegante nella sua artistica decadenza (ma trascurata nei punti turistici e ….maleodorante ai lati di varie chiese e monumenti!).
Gli inglesi hanno conquistato mezzo mondo, i francesi ne hanno colonizzato un’altra buona parte, e le loro capitali sono straordinarie e multietniche; qui a Lisbona, nonostante i tanti turisti, io sento quasi soltanto ed orgogliosamente “falar” portoghese, ed i tanti neri delle ex-colonie lusitane (provenienti perlopiù da Angola e Mozambico) non hanno un solo vestito caratteristico che sia uno del mondo africano, cosa che invece continua a distinguere buona parte dei neri di Parigi o di Londra.. Qui molti locali non sanno l’inglese e non è un problema x un italiano arrangiarsi con un penoso italiano-spagnolo, ma la legge del contrappasso x gli ignorantoni d’oltremanica che sanno solo l’inglese è sconcertante.
Dopo la mattinata a Belem, nel pomeriggio non poteva mancare il caratteristico castello con fortino e cannoni tipico dei portoghesi, e qui quasi ti riconcili con Lisbona dato che il castello di San Giorgio è in cima all’Alfama (stavolta ci saliamo in macchina, che si deve lasciare però a circa 2 km di impegnativa salita su acciottolato, pure con passeggino della bimba…) e tutta la zona è fantastica.
La visuale anzitutto è da togliere il fiato, si vede fino al ponte del 25 Aprile, che non sarà imponente come quello di Vasco da Gama, dall’altra parte della città, ma è più elegante. Poi tra un cannone e l’altro ci si può liberamente affacciare senza feritoie o piccole finestre perché il castello vero e proprio è molto più indietro. Dai bastioni è tutto “open air” e vediamo benissimo il sottostante quartiere della Baixa, dalla grande ed affollata piazza del commercio (proprio sul fiume) fino alla piazza Dom Pedro IV, circa 2km all’interno, e con tutta l’isola pedonale nel mezzo, riconoscendo pure il tetto del nostro albergo.
In serata, a piedi dalla sunnominata piazza Dom Pedro IV vediamo dipanarsi un’altrettanto bellissima zona pedonale piena di ristoranti e negozi, ancora più su verso le viscere delle viuzze di una città che credo sia molto più bella da vivere che da visitare.
Come punti a favore x viverla credo ci siano il clima rilassato ed informale, quasi da paese più che da moderna capitale europea, con la gente cordialissima e fin troppo tranquilla occupata in infinite e sommesse chiacchere sempre accompagnate da qualcosa da bere e da eterne sigarette. Non è un caso che Lisbona sia una città amata da poeti e cantautori: ripassando da ogni bar o locale dopo un giro da qualche parte ritrovavo sempre le stesse persone che, molto probabilmente, portavano avanti lo stesso filosofeggiamento da ore…( invece una settimana dopo in Spagna vedremo ovunque gente che urla, mangia e beve come se dovessero morire l’indomani).
Come punti a sfavore di Lisbona la già citata sporcizia, la mancanza di infrastrutture moderne in diversi contesti che, soprattutto x chi ha figli, ti danno qualche problema x spostarti, pensando poi a chi si è abituato in viaggio con figlia all’eccezionale modello logistico americano.
Quanto detto sopra è il bello ed il brutto del cosiddetto capitalismo: dove la città è più moderna ed efficiente da un punto di vista materiale, tanto più frettolose ed informali saranno le sue persone: non esiste una città perfetta e bisogna prendere solo il meglio da ciascuna di esse!
L’indomani dovremmo puntare verso Sintra, che dicono imperdibile, però non solo sono parecchi km fuori da Lisbona, ma pure in direzione opposta al resto del nostro viaggio ed infine siamo in piena Domenica, quando tutti vanno proprio a Sintra lungo una piccola e lentissima strada.
Decidiamo perciò a malincuore di scartarla perché avremmo anche voglia di fare del mare come si deve e veniamo premiati uscendo, sulla nostra strada verso l’interno, a…
SETUBAL
Qui siamo ancora dalle parti dell’oceano con una spiaggia meravigliosa, detta dell’Albarquel, attrezzatissima ed incredibilmente tranquilla (considerando che è Domenica); e qui pranziamo divinamente a base ovviamente di pesce, che prende pure Elena!
Come vedremo in tutto il Portogallo, a causa dell’impetuoso vento, sono vietati i colorati ombrelloni classici: tutte le spiagge hanno una doppia o tripla fila di ombrelloni in legno già ben incastrati sulla sabbia; al ridicolo prezzo di 8 E ne affitti uno, compresi due lettini con tanto di materassini imbottiti, mentre il “palo” in legno con un tettuccio di frasche ben saldato con del filo di ferro su una raggiera in metallo fa molto isola del pacifico!
Questo vento è una benedizione d’estate, perché ti consente di prendere tranquillamente il sole anche dalle 12 alle 17 senza sudare e sbuffare…è come avere l’aria condizionata accanto! Come detto, il vento poi porta un po’ di freschetto la sera, ed io partito in piena estate senza neanche una felpa di cotone a maniche lunghe, ho già rimediato a Lisbona comprandomi un maglione di cotone, che debutta al nostro arrivo serale da Setubal a…
EVORA
Qui siamo proprio all’interno del Portogallo, la città è patrimonio dell’Unesco e, date le ridotte, dimensioni, ci passiamo una sola notte; quanto basta x vedere l’indomani mattina in un fazzoletto di terreno la bellissima cattedrale del Sé, le rovine romane e la piazza cittadina tutte a 50-100 m. dal nostro carinissimo hotel Riviera, ottima colazione inclusa, ma solite difficoltà logistiche x muoversi col passeggino.
Molto caratteristici i balconi gialli su sfondo di pareti bianchissime che saranno una costante di tutte le cittadine che incrociamo nella nostra giornata di viaggio più lunga x attraversare la regione dell’Alentejo e finire nella più meridionale regione dell’Algarve.
Attraversando l’tejo, tale e quale la Sicilia all’interno, compreso il sorprendente verde delle famose aziende vinicole, ci fermiamo x pranzo nel minuscolo paese di Castro Verde, x poi arrivare poco prima di cena nella prima delle città dell’Algarve che visiteremo, cioè…
LAGOS
Stavolta, rispetto a Lisbona, che il fiume Tago allontana un po’ dall’oceano, siamo in pieno oceano con vento più impetuoso che mai (e dire che abbiamo saltato tutta la costa occidentale che viene letteralmente schiaffeggiata frontalmente dall’oceano). Qui a Lagos siamo vicini all’estremità sud-occidentale del Portogallo, e di conseguenza dell’intera Europa!
Lagos è un paese che diventa città ogni estate x l’enorme boom turistico dell’Algarve in generale, si quadruplica tutto in nome del mare, del sole e della mondanità che, pur non raggiungendo gli eccessi della movida spagnola, si fa pur sempre rispettare da queste parti.
A Lagos spendiamo la nostra prima giornata all’immensa a Meia, lunga e larga da farmi addirittura un lungo jogging serale, non prima della quasi intera giornata spaparanzati sotto il solito ombrellone in legno a giocare con la bimba; in questa giornata non abbiamo nemmeno toccato la macchina perché il nostro ostello è a due passi dalla spiaggia, che però è divisa dall’immancabile fiume cittadino, pertanto con un € a testa in 5 minuti ti portano dall’altra parte, poi altri 5 minuti a piedi e sei al primo chiosco di praia Meia. Solo ostello qui, sia pure con doppia e bagno in camera, x i prezzi proibitivi degli alberghi, pur cercati come al solito mesi prima x beccare le migliori offerte. Alla fine l’ostello Residencia Sol fa il suo dovere, non c’è nemmeno la colazione compresa, ma è quasi un sollievo avendo scoperto a 10 metri dal suo ingresso una straordinaria pasticceria tedesca, che viene visitata da me tutte e tre le mattine, per portare poi caffè e paste in camera a moglie e figlia al risveglio ( sì, perché la bimba di un anno ed un mese già vuole la sua parte di dolci ed affini! ).
Al nostro secondo giorno qui ci spostiamo in macchina proprio sulla punta estrema dell’intera Europa, andando al..
CABO SAN VICENTE
Dove, come era prevedibile, il vento è più che mai simile ad una incessante simil-tempesta tanto da avere x alcuni attimi la sensazione di poter volare verso il mare, che si ammira da altissime scogliere. Tutto molto bello e soleggiato, ma quasi freddo in pieno giorno con tantissima gente sul promontorio in felpa a maniche lunghe.
Scendendo verso la sottostante bellissima, indescrivibile spiaggia del Tonel, capiamo perché tra vento, mancanza dei soliti ombrelloni in legno e fauna media sui 20 anni questo è il regno dei surfisti e ce ne torniamo a Lagos, però invece di praia Meia ce ne andiamo verso le bellissime spiagge ad est di Lagos.
Sono tutte vicine tra di loro, ma non comunicanti, ognuna col proprio accesso dall’alto: praia Dona Ana, praia do Camilo e praia Grande, tutte molto piccole (a dispetto del nome dell’ultima), bellissime e tranquille (un po’ più incasinata praia Dona Ana).
Solita serata in giro x l’enorme isola pedonale di Lagos, strapiena di turisti da tutto il mondo, con molti spettacoli soprattutto x bambini, che Elena dimostra di gradire molto, seguendo il ritmo e persino ballando. L’indomani, faccio da solo il breve giro alle grotte da ade, una serie di insenature visibili in 40 minuti di A/R da Lagos. Adriana ha preferito rinunziare temendo un bagno fuori programma x la bimba; invece piccolo motoscafo a passo d’uomo x non urtare gli sportivi che giravano in kayak, mare piatto come una tavola e splendidi fondali che avevamo già notato dall’alto della praia Dona Ana, dove abbiamo pranzato addirittura due volte di fila x la sua bellezza.
Verso le 14 arriviamo a …
PORTIMAO
Dove si va solo x vedere l’enorme praia da Rocha, bellissima , più lunga che larga. Il particolare che ne fa un’elegante spiaggia è la presenza di enormi costoni rocciosi di rocce rosse che ci riportano x un attimo alla mente le infinite rocce rosse viste nel nostro recente viaggio americano.
Un buon pranzetto sul mare e nel tardo pomeriggio già siamo di nuovo in macchina verso la vicina…
ALBUFEIRA
Qui la spiaggia di turno si chiama praia da Falesia, ancora più romantica di praia da Rocha; in generale, mi sembra tutto meno commercializzato nel lungomare, ed anche in spiaggia c’è meno casino. Il centro della cittadina poi, a differenza di Portimao di cui praticamente esiste solo il lungomare, è molto ben raccolto. Elena fa il verso a delle curiose sculture in sabbia di vari animali, esposte ben lontane dalle spiagge ed in una specie di giardino in pieno centro. Solita rilassante passeggiata nell’immancabile isola pedonale ed ancora in macchina, sempre x pochi altri km. (scartando le mondane Vilamoura e Quarteira) verso…
TAVIRA
Qui prendiamo una pensione raccomandata da mio fratello, che ci ha dormito 2 anni fa in un viaggio quasi identico al nostro e x il quale non ha mancato di darci tanti apprezzati suggerimenti; è la più informale “pensao” mai vista in assoluto nel mondo! Nessun cartello che ne annuncia la presenza, nessuna accettazione di prenotazioni online e di pagamenti con carte di credito, una cucina indescrivibile x confusione dalla quale liberamente servirsi la “colazione compresa”, ma x fortuna le camere sono pulitissime ed anche, al momento, la più grande del nostro viaggio…e poi siamo in pieno centro, pertanto segnalo questa “pensao Castelo”, che x due sere di fila ci permette di arrivare a piedi al di là ed al di qua del fiume cittadino x sbafarci delle cene di pesce clamorose x quantità e qualità. Ricordo sempre la legge non scritta che in piena estate se vai in una località di mare un ostello o una pensione ti costano quanto un albergo da altre parti, pertanto meglio scartare gli alberghi veri e propri ( oh, quanto ci manca il dollaro americano!).
A Tavira andiamo alla vicina ed omonima “ilha” (isola) alla quale arriviamo con una piccola imbarcazione da 50 turisti al massimo, spendendo l’unica rilassante giornata piena a Tavira sotto l’immancabile ombrellone in legno.
L’indomani altra mezza giornata di mare, poi la mia sunnominata operazione solitaria x lasciare la macchina alla Hertz alla vicina città di Faro e ritorno a Tavira in bus locale.
L’indomani la medesima compagnia di bus ci permette di realizzare un Tavira-Huelva x sconfinare in Spagna e noleggiare un’altra macchina, sempre con Hertz, al ridicolo costo di 233 € x 9 giorni fino a Malaga (stranamente sarebbe costata molto di più noleggiarla più avanti a Siviglia, quando sarebbe stato molto inferiore il chilometraggio essendo Siviglia più vicina a Malaga!).
Ma qui vale la legge dell’importanza della città, e quindi a Huelva facciamo questo colpaccio (invece Lisbona-Faro in 8 giorni ci è costato 374 €…inoltre ho fatto solo due pieni di benzina, quello portoghese mi è costato 70 €, come in Italia; piacevole sorpresa spagnola il pieno da 55 €).
Stavolta ci tocca una Opel Astra con la quale raggiungiamo in un’ora il nostro albergo di Siviglia, assolutamente clamoroso x lusso ed eleganza ultramoderna.
Per la solita legge “vicino= costoso/lontano= economico” (dal mare nel mese di Agosto), qui a Siviglia, ed anche a Cordoba e Granada che sono tutte e 3 lontane dal mare, riesco a trovare alberghi a 5 stelle, sempre via Internet 3-4 mesi prima, a prezzi inferiori degli ostelli ed a maggior ragione degli hotels sul mare! Poi in tutta la costa del sol x i nostri ultimi ed unici 3 giorni sul mare spagnolo sono riuscito a beccare 4 mesi prima l’unica offerta x famiglia, limitata ad una sola coppia con bimbo/a sotto i due anni, nella città di Torremolinos!!
Siamo arrivati dunque a…
SIVIGLIA
Qui stiamo al Sevila center: bella stanza e splendida piscina sul tetto. Il nostro giro in macchina ci fa scendere prima nella zona della Macarena; bellissima la chiesa x giunta con elegante matrimonio in corso, donne vestite molto più colorate che in Italia e uomini tali e quali usciti dai matrimoni siculi…Ci spostiamo poi in centro x passeggiata attorno all’enorme cattedrale della quale cerchiamo gli orari x trovarla aperta l’indomani, e ci concediamo una cena con le tipiche tapas spagnole.
L’indomani, cominciamo la nostra giornata anzitutto rimanendo a letto fino alle 10.30, dato che x il gioco dei fusi orari, da Pechino comincia alle 8.30 del mattino la finalissima olimpica di basket tra gli USA e la Spagna, votata come una delle più belle partite di tutti i tempi e da me vista nella nazione che stava facendo il mezzo miracolo di battere lo squadrone americano.
Usciamo in macchina, x lasciarla dalle parti della cattedrale ed iniziare a passeggiare dalla bellissima calle Sierpes: essendo Domenica è tutto chiuso, e quasi è meglio così perché non è il lusso dei negozi che c’interessa, ma l’originalissima composizione dell’intero quartiere che giriamo con un’andata e ritorno dalla piazza san Francesco, proprio accanto alla cattedrale; x fortuna è aperto il caratteristico bar alla fine di questa calle.
Dopo il riposo post-pranzo in albergo x sfuggire alla canicola, aiutati anche in tardo pomeriggio dalla piscina del medesimo albergo, ci rimettiamo in macchina x lasciarla davanti l’enorme piazza di Spagna: un rifacimento, tramite murales, dell’intera cultura di tutte le città spagnole; qualcosa di impressionante x dimensioni e delicato al tempo stesso x eleganza.
Nel tardo pomeriggio, x restarvi fino a sera, ci spostiamo dall’altro lato del fiume, precisamente nel quartiere di Triana, pieno di giovani sparsi in centinaia di tavoli che degustano e bevono veramente di tutto; suggestivo vedere la cattedrale dall’altro lato del fiume!.
Prima di tornare in albergo, ormai quasi a mezzanotte, con la bimba già dormiente, trovo spazio x un veloce amarcord dei miei irripetibili, incoscienti ed insuperabili vent’anni! Ne avevo x la precisione 21 quando venni a Siviglia nel 1992 in treno proveniente direttamente da Barcellona dove stavo seguendo dal vivo i Giochi Olimpici, sapendo che a Siviglia c’era l’expo e che x me era un’occasione unica di vedere (almeno x la prima volta) tutto il mondo sotto un unico padiglione.
Arrivai colà e trovai ben più di un padiglione, col risultato che passai due intere giornate all’Expo senza nemmeno immaginare, nella mia utopistica voglia di voler vedere tutto il mondo, quali tesori celasse la città di Siviglia (della quale non vidi assolutamente nulla).
L’amarcord questa sera è dovuto al fatto che arrivai appunto in treno, e ci ritrovammo in una lunga notte dell’agosto 1992 un centinaio di viaggiatori senza la minima possibilità di poter dormire in un ostello perché erano tutti occupati x via dell’expo! Verso mezzanotte ci buttarono tutti fuori dalla stazione di Santa Justa, dove mi reco con moglie e figlia a far vedere il mio trucchetto x essere l’unico sotto una parvenza di tetto, sia pure con sacco a pelo come tutti gli altri ( se volete, si vedano tutte le foto del 1992 col sacco a pelo fisso sotto il mio zaino…).
Mentre gli altri viaggiatori erano sparsi x il resto della città a dormire sotto i ponti o nelle panchine, in una quasi romantica ed irripetibile epoca di viaggio senza prenotazioni via internet, via cellulari e quant’altro, ecco che trovai una gradinata solo sul lato destro della stazione, coperta proprio dalla parte finale del tetto della stazione.
Risalgo con grande emozione 16 anni dopo i pochi gradini e…trovo in cima un letto di cartone!! Filmo con la telecamera la scena del letto di cartone, con Adriana che sostiene che a suo tempo col sacco a pelo ero troppo comodo!
L’indomani mattino, finalmente la famosa cattedrale, giro completo all’interno in 3 e veloce salita solitaria alla torre della Giralda x me: andiamo via da questa meravigliosa e stupefacente città (non oso immaginare quanto possa essere caratteristica durante la famosa settimana santa a Pasqua), e riprendiamo la strada x arrivare a…
CORDOBA
Albergo ancora una volta eccezionale, ancora più da urlo in nottata la visione della famosa moschea locale al di là del fiume…la città la giriamo x un po’ a piedi, dopo esserci spostati in macchina verso il centro cittadino, di una normale modernità; la porta almodovar però ci apre il passaggio alle viuzze dei cunicoli del vecchio quartiere ebraico, fino ad arrivare proprio sotto la cattedrale dove ceniamo in un tavolino all’aperto in una caratteristica calle de las flores, con tanti bei vasi di fiori appesi alle pareti, poco sotto delle finestre tutte senza balconi, date le ridotte misure di ogni calle…
La moschea la vediamo da dentro l’indomani mattino, arrivandoci a piedi dall’albergo attraversando il bel ponte romano sopra il fiume Guadalquivir: semplicemente straordinaria ogni navata, ogni facciata ed ogni scultura dentro la stessa moschea, ed in particolare la foresta di colonne.
Lasciamo Cordoba, stavolta la strada è di poco più lunga delle precedenti e pure “nacional” e non “autopista”(ovvero autostrada), quindi spezziamo un viaggio un po’ lungo con un pranzo x strada, prima di arrivare a…
GRANADA
La città si presenta a noi con una marea di sensi unici sparsi su varie colline che ci fanno perdere tempo x trovare l’albergo, di suo già un po’ fuori mano, ma comunque sempre di ottimo livello con la perla della piscina più grande del nostro viaggio, dove ci tuffiamo subito dopo la doccia all’arrivo. Non fa caldo feroce nelle ore di punta come nelle precedenti due città dell’interno, perché qui siamo a circa 2000 m sul livello del mare.
La nostra prima sera ci vede contattare il mio amico Davide che vive qui x un incontro in plaza nueva ed in perfetto stile spagnolo facciamo aperitivo già oltre le 23 e cena che finisce molto dopo mezzanotte, in un locale dal quale si vede (molto più alto) parte della famosa Alhambra.
La fauna locale, date le numerose borse di studio, è di età media molto bassa, ma dato che è anche una delle città più economiche della Spagna ci vengono a vivere molti squattrinati che passano le loro giornate a drogarsi o ad elemosinare. Tutti dicono di visitare ad esempio la calle elvira, che è tra l’altro il collegamento tra plaza del triunfo e plaza nueva.
Noi abbiamo fatto l’errore di passare x calle elvira in serata (sia pure x fortuna senza scendere dalla macchina) e la presenza di gente “alternativa” (eufemismo) è scioccante; molto meglio x chi deve collegare le due piazze allungare un po’ x via de colon!
Ho prenotato due notti in città, albergo sulla più alta collina cittadina, pertanto l’indomani la nostra unica giornata piena ci vede andare subito alla famosa Alhambra solo x vedere la situazione dei biglietti e degli orari disponibili x visitarla. Ci rincontriamo con Davide in centro che viene su con la nostra macchina, saltiamo l’infinita coda x i biglietti col mio tesserino da giornalista e troviamo il biglietto x l’ingresso alle 15.30!
Dato che sono ancora le 11 il buon Davide ci consiglia di scendere a piedi, una bella e rilassante discesa attraversando un bosco, x vedere un po’ il centro e poi risalire con un bus (lasciando quindi la macchina al parcheggio dell’Alhambra).
In centro vediamo la zona della piccola cattedrale locale, diverse piazze ed il bel quartiere arabo, pranzando presso dei tavolini all’aperto. Verso le 14.30, lasciato da solo Davide che ha già visto 3 volte l’Alhambra, risaliamo in collina x la visita dell’indescrivibile Alhambra.
E’un palazzo in stile arabo che lascia senza fiato, e non solo x la lunga strada sotto il sole che collega l’ingresso col primo monumento (il banale palazzo di Carlo V), poi ci sono i palazzi nasridi che sono il cuore dell’Alhambra ed accanto i giardini del Generalife. Abbiamo saltato soltanto la visita alla vicina Alcazaba.
Ma si resta senza fiato a vedere la notevole eleganza dei palazzi nasridi in perfetta armonia con i giardini e con gli specchi d’acqua che celebrano a meraviglia la tradizione musulmana dell’Eden coranico.
Ci riposiamo di nuovo nella piscina dell’albergo e ci rivediamo ancora una volta con Davide x la nostra ultima serata qui: lui conosce praticamente quasi ogni persona che incrociamo; lo salutiamo e lo ringraziamo x averci mostrato la vera Granada, e gli auguriamo ogni fortuna x il suo lavoro di web designer.
L’indomani siamo stanchi, quindi ci alziamo con comodo, andiamo via dall’albergo poco dopo mezzogiorno e già alle 14 siamo già con le valigie in camera del nostro albergo di….
TORREMOLINOS
Ancor più di Granada, questa è la città dei giovani x eccellenza; noi siamo qui soltanto come base x vedere quella parte della famosa costa del sol che va da Malaga a Marbella; al Pinar Hotel abbiamo trovato una mezza pensione in un albergo a 4 stelle non proprio sul mare (comunque a 5 minuti di navetta gratuita dell’albergo), ma comunque eccezionale nelle sue 4 (!!) piscine di ogni forma, con particolare attenzione ai bambini e nel rapporto qualità/prezzo.
La colazione e la cena erano a buffet, facile immaginare che abbiamo praticamente saltato il pranzo in tutti i nostri 3 giorni qui.
Sono anche gli ultimi 3 giorni del nostro viaggio, che passiamo tra la spiaggia di Torremolinos (un solo giorno), una giornata quasi intera nella vicina e splendida Marbella, con spiagge ancora migliori di Torremolinos ed un paio di passeggiate serali in quest’ultima cittadina di mare, dove il turismo galoppante ha creato alcuni mostri di cemento proprio sulla spiaggia.
Ma la tranquillità e l’informalità della gente spagnola, nonché dei turisti di mezzo mondo che qui vogliono soltanto sole e mare, ne fa lo stesso una località adatta alle famiglie.
Dal vicino aeroporto di Malaga la famiglia Penna riprende un aereo che, col solito cambio a Roma, ci riporta a Bologna nell’ultima Domenica di Agosto: da domani si ricomincia a lavorare…
|