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ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Tour SICILIA 1993 con amici di Milano


Decido di invitare in Sicilia il compagno di camera del collegio milanese “San Filippo Neri” dove vivo da 3 anni in mini stanza clamorosamente spacciata x doppia dal prete che così ci guadagna appunto il doppio! A Matteo (detto Guz dal vicino di camera Oscar) in questo viaggio si aggiungono Lorenzo da Cuneo e Gianmario da Avellino. Matteo passa x piemontese pure lui dato che vive a Canelli in provincia di Asti da tempo ma in realtà è lombardo della provincia di Cremona.
Un compagno di camera perfetto ( spero di esserlo stato anch’io x lui ), sportivo il giusto (ma non chiedetegli allenamenti individuali) e soprattutto ottimo studente della IULM , la mitica scuola interpreti ( mi guardava fare assurdi esercizi individuali nella palestra sotterranea del collegio opportunamente ribattezzata catacomba!). Sono stato spesso in Piemonte da lui nei fine settimana, ed anche da Lorenzo a Cuneo. Come detto nella sezione “playgrounds italiani”, quest’ultimo ragazzo meriterebbe un sito internet a parte, poi con me ha argomenti in comune su tutto, dato che vive anche lui di pallacanestro ma al tempo stesso si interessa di tutto e di tutti ed infine studia anche lui Giurisprudenza all’università Cattolica come me. Gianmario invece frequenta la Bocconi, università nota x i suoi studi economici, come la maggior parte dei ragazzi in collegio con noi.
Più che mai raccontare un viaggio in questo caso sarebbe riduttivo delle risate e delle emozioni vissute sul momento. Comunque ci provo cominciando dal loro arrivo ad Agrigento dove subito si imbattono in un paio di giocatrici locali di basket che gli fanno girare la testa ma ridimensionano anche le altre sicule. Fatto stà che comunque si parte x un giro dell’isola in 4 sulla mitica Seat Ibiza del sottoscritto: ci sono altri siculi del collegio da vedere e soprattutto una Sicilia che come al solito ho visto solo da sportivo e quindi nella solita solfa ristorante-palazzetto-albergo-ristorante e ritorno.
Stavolta con loro vedo bene il famoso barocco della provincia di Ragusa, e a Noto, già provincia di Siracusa, ci incontriamo con un altro ragazzo del collegio, un geniaccio a nome Ciccio Paternò ed infine, presa una quadrupla x la serata, combiniamo i seguenti danni: chiudiamo Lorenzo nel bagno mettendo davanti un armadio spostato a fatica dagli altri tre, ma l’armadio era più basso della porta pertanto quando Lorenzo spinge x allontanare la porta finisce con lo sfondare la parte centrale della porta che era più interna rispetto al bordo e si vede quindi la sua faccia sorridente dal buco.
Penso che le foto renderanno l’idea! A Siracusa vediamo bene questa città (bellissima l’isola di Ortigia), anche x me nuova da un punto di vista culturale, ci incontriamo con la famosa coppia siracusana del collegio milanese, ovvero Sandro Corso e Ciccio Italia, entrambi capelloni di 1,90 con racconti da morire dal ridere compresa la deficentissima battuta a delle turiste di passaggio che chiedono loro da dove vengono e si sentono rispondere quasi in voce unica “da corso Italia” ( cioè i loro cognomi sono anche il nome della via principale nella cui traversa di via Mercalli si trova il nostro collegio milanese! ).
L’indomani risaliamo la costa est saltando Catania che Lorenzo, Matteo e Gianmario hanno già visto all’arrivo del loro aereo in attesa di spostarsi x Agrigento, e ce ne andiamo nella sempre stupenda Taormina. Ma ci manca ancora il protagonista assoluto dell’intero collegio ( non me ne vogliano gli altri 99 componenti ), cioè Francesco Mandalà, mai chiamato Ciccio a differenza degli altri Francesco in segno di profondo onore x la sua cultura-intelligenza-simpatia. Lo incontriamo al centro dell’isola in una pompa di benzina alla base della ripida salita x il suo paese natale di Calascibetta in provincia di Enna.
Vedo la spia dell’olio rossa dall’inizio del giro ma il meccanico di Agrigento mi aveva rassicurato che era difettosa e ci aveva messo un pieno sotto i miei occhi, ma tra il gran caldo ed il peso di Lorenzo in particolare evidentemente ero all’ultima goccia. Cionostante mi viene l’idea di controllare ugualmente ma mi perdo in discorsi vari e decido di controllare ad Agrigento al ritorno non prima di essere richiamato da Francesco che già fa strada con la sua macchina. Dopo nemmeno 100 metri del cocuzzolo il motore salta e ci pensa un carro attrezzi a fare arrivare l’Ibiza a Calascibetta. Un meccanico ci dà un’occhiata, ci perde su un po’ di tempo e dice che “almeno ad Agrigento ci arriviamo”.
Ma l’indomani, dopo una stupenda serata con Francesco e la sua famiglia, la macchina cede definitivamente nei pressi di Delia, pura campagna nei pressi di Caltanissetta, in un assolatissimo pomeriggio senza l’ombra di una macchina in arrivo o partenza, senza un’ombra nel senso assoluto della parola e non solo del Parola(Lorenzo), senza telefoni o case nel raggio di decine di km e quando ci avvicina un vecchietto pensiamo ad un miraggio causa i 43 gradi all’ombra ( quale ombra?!). Il vecchietto parla solo siculo, ha una papalina di lana pesante in testa e nemmeno suda sotto la maglietta della salute che sembra in lana pure quella e guarda la macchina coi suoi occhi celestissimi da siculo-normanno e pensa di chiamare un meccanico andando a chiamarlo con lo scecco (che in siculo sarebbe l’asino).
(POSTILLA 2005: faccio presente che nel 1993 non esistevano i telefoni cellulari, oggi si andrebbe nel panico fermi senza anima viva in giro ma allora era una cosa che poteva capitare, di certo x ogni emergenza si aguzzava l’ingegno x non dire lo spirito di adattamento).
Parola decide di farsi delle flessioni, vero superatleta indistruttibile, polentone di nascita ma terun nel cuore come nella tolleranza al caldo che permette solo a me di seguirlo nella deficentissima bravata col risultato che arriva questo meccanico e vedendoci ansimanti e sudati pensa che avevamo già lavorato attorno alla macchina nella quale non avevamo la più pallida idea di cosa toccare.
Sono invece allenatissimo nel cambio della ruota bucata, x il resto non chiedetemi altro, e persino lo stesso meccanico in questo caso ci dice che non c’è niente da fare e con la sua macchina andiamo alla prima cabina telefonica a farci raccattare da Agrigento(il vecchietto voleva prestarci lo scecco!)
La macchina ci seguirà l’indomani x poi scoprire che avevamo definitivamente bruciato il motore! Nei giorni seguenti splendidi giri alla scala dei turchi vicino porto Empedocle ( è una meraviglia di roccia bianca detta marna proprio sulla spiaggia ); poi giro al museo archeologico di Agrigento dove ci imbattiamo x caso in meravigliose colleghe universitarie di Milano e ci diamo appuntamento in spiaggia.
Sono la bionda friulana Chiara, la mora leccese Elisa e una loro amica mora dagli occhi verdi, una siciliana che non dimenticherò mai e della quale tengo il nome e l’amicizia esclusivamente e fortunatamente ancora solo x me ( in quel caso fecero strage di cuori in spiaggia ).
I ragazzi ripartono l’indomani x l’aeroporto con un mio amico che buca la ruota ma sa cavarsela anche senza il sottoscritto ed i miei amici riescono a prendere lo stesso il loro aereo con il mix culturale, cromatico, paesaggistico, umano della Sicilia e delle siciliane nel cuore; io rimango a casa mia a pensare a quell’assurdo incontro di ieri al museo ed alla primissima volta che incontrai la sicula a Milano. I miei amici americani, nel bene e nel male, x ogni sofferenza dell’animo in particolare, dicono “the show must go on” cioè lo spettacolo deve andare avanti , ma x me è più bello farlo senza perdere l’amicizia ed il sorriso di una ragazza semplice e solare come poche siciliane, affascinante e magnetica come una vera siciliana!!

 
           
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