|
Decido di invitare in Sicilia il compagno di camera del collegio
milanese “San Filippo Neri” dove vivo da 3 anni in mini stanza
clamorosamente spacciata x doppia dal prete che così ci guadagna
appunto il doppio! A Matteo (detto Guz dal vicino di camera Oscar)
in questo viaggio si aggiungono Lorenzo da Cuneo e Gianmario da
Avellino. Matteo passa x piemontese pure lui dato che vive a Canelli
in provincia di Asti da tempo ma in realtà è lombardo della
provincia di Cremona.
Un compagno di camera perfetto ( spero di esserlo stato anch’io x
lui ), sportivo il giusto (ma non chiedetegli allenamenti
individuali) e soprattutto ottimo studente della IULM , la mitica
scuola interpreti ( mi guardava fare assurdi esercizi individuali
nella palestra sotterranea del collegio opportunamente ribattezzata
catacomba!). Sono stato spesso in Piemonte da lui nei fine
settimana, ed anche da Lorenzo a Cuneo. Come detto nella sezione
“playgrounds italiani”, quest’ultimo ragazzo meriterebbe un sito
internet a parte, poi con me ha argomenti in comune su tutto, dato
che vive anche lui di pallacanestro ma al tempo stesso si interessa
di tutto e di tutti ed infine studia anche lui Giurisprudenza
all’università Cattolica come me. Gianmario invece frequenta la
Bocconi, università nota x i suoi studi economici, come la maggior
parte dei ragazzi in collegio con noi.
Più che mai raccontare un viaggio in questo caso sarebbe riduttivo
delle risate e delle emozioni vissute sul momento. Comunque ci provo
cominciando dal loro arrivo ad Agrigento dove subito si imbattono in
un paio di giocatrici locali di basket che gli fanno girare la testa
ma ridimensionano anche le altre sicule. Fatto stà che comunque si
parte x un giro dell’isola in 4 sulla mitica Seat Ibiza del
sottoscritto: ci sono altri siculi del collegio da vedere e
soprattutto una Sicilia che come al solito ho visto solo da sportivo
e quindi nella solita solfa ristorante-palazzetto-albergo-ristorante
e ritorno.
Stavolta con loro vedo bene il famoso barocco della provincia di
Ragusa, e a Noto, già provincia di Siracusa, ci incontriamo con un
altro ragazzo del collegio, un geniaccio a nome Ciccio Paternò ed
infine, presa una quadrupla x la serata, combiniamo i seguenti
danni: chiudiamo Lorenzo nel bagno mettendo davanti un armadio
spostato a fatica dagli altri tre, ma l’armadio era più basso della
porta pertanto quando Lorenzo spinge x allontanare la porta finisce
con lo sfondare la parte centrale della porta che era più interna
rispetto al bordo e si vede quindi la sua faccia sorridente dal
buco.
Penso che le foto renderanno l’idea! A Siracusa vediamo bene questa
città (bellissima l’isola di Ortigia), anche x me nuova da un punto
di vista culturale, ci incontriamo con la famosa coppia siracusana
del collegio milanese, ovvero Sandro Corso e Ciccio Italia, entrambi
capelloni di 1,90 con racconti da morire dal ridere compresa la
deficentissima battuta a delle turiste di passaggio che chiedono
loro da dove vengono e si sentono rispondere quasi in voce unica “da
corso Italia” ( cioè i loro cognomi sono anche il nome della via
principale nella cui traversa di via Mercalli si trova il nostro
collegio milanese! ).
L’indomani risaliamo la costa est saltando Catania che Lorenzo,
Matteo e Gianmario hanno già visto all’arrivo del loro aereo in
attesa di spostarsi x Agrigento, e ce ne andiamo nella sempre
stupenda Taormina. Ma ci manca ancora il protagonista assoluto
dell’intero collegio ( non me ne vogliano gli altri 99 componenti ),
cioè Francesco Mandalà, mai chiamato Ciccio a differenza degli altri
Francesco in segno di profondo onore x la sua
cultura-intelligenza-simpatia. Lo incontriamo al centro dell’isola
in una pompa di benzina alla base della ripida salita x il suo paese
natale di Calascibetta in provincia di Enna.
Vedo la spia dell’olio rossa dall’inizio del giro ma il meccanico di
Agrigento mi aveva rassicurato che era difettosa e ci aveva messo un
pieno sotto i miei occhi, ma tra il gran caldo ed il peso di Lorenzo
in particolare evidentemente ero all’ultima goccia. Cionostante mi
viene l’idea di controllare ugualmente ma mi perdo in discorsi vari
e decido di controllare ad Agrigento al ritorno non prima di essere
richiamato da Francesco che già fa strada con la sua macchina. Dopo
nemmeno 100 metri del cocuzzolo il motore salta e ci pensa un carro
attrezzi a fare arrivare l’Ibiza a Calascibetta. Un meccanico ci dà
un’occhiata, ci perde su un po’ di tempo e dice che “almeno ad
Agrigento ci arriviamo”.
Ma l’indomani, dopo una stupenda serata con Francesco e la sua
famiglia, la macchina cede definitivamente nei pressi di Delia, pura
campagna nei pressi di Caltanissetta, in un assolatissimo pomeriggio
senza l’ombra di una macchina in arrivo o partenza, senza un’ombra
nel senso assoluto della parola e non solo del Parola(Lorenzo),
senza telefoni o case nel raggio di decine di km e quando ci
avvicina un vecchietto pensiamo ad un miraggio causa i 43 gradi
all’ombra ( quale ombra?!). Il vecchietto parla solo siculo, ha una
papalina di lana pesante in testa e nemmeno suda sotto la maglietta
della salute che sembra in lana pure quella e guarda la macchina coi
suoi occhi celestissimi da siculo-normanno e pensa di chiamare un
meccanico andando a chiamarlo con lo scecco (che in siculo sarebbe
l’asino).
(POSTILLA 2005: faccio presente che nel 1993 non esistevano i
telefoni cellulari, oggi si andrebbe nel panico fermi senza anima
viva in giro ma allora era una cosa che poteva capitare, di certo x
ogni emergenza si aguzzava l’ingegno x non dire lo spirito di
adattamento).
Parola decide di farsi delle flessioni, vero superatleta
indistruttibile, polentone di nascita ma terun nel cuore come nella
tolleranza al caldo che permette solo a me di seguirlo nella
deficentissima bravata col risultato che arriva questo meccanico e
vedendoci ansimanti e sudati pensa che avevamo già lavorato attorno
alla macchina nella quale non avevamo la più pallida idea di cosa
toccare.
Sono invece allenatissimo nel cambio della ruota bucata, x il resto
non chiedetemi altro, e persino lo stesso meccanico in questo caso
ci dice che non c’è niente da fare e con la sua macchina andiamo
alla prima cabina telefonica a farci raccattare da Agrigento(il
vecchietto voleva prestarci lo scecco!)
La macchina ci seguirà l’indomani x poi scoprire che avevamo
definitivamente bruciato il motore! Nei giorni seguenti splendidi
giri alla scala dei turchi vicino porto Empedocle ( è una meraviglia
di roccia bianca detta marna proprio sulla spiaggia ); poi giro al
museo archeologico di Agrigento dove ci imbattiamo x caso in
meravigliose colleghe universitarie di Milano e ci diamo
appuntamento in spiaggia.
Sono la bionda friulana Chiara, la mora leccese Elisa e una loro
amica mora dagli occhi verdi, una siciliana che non dimenticherò mai
e della quale tengo il nome e l’amicizia esclusivamente e
fortunatamente ancora solo x me ( in quel caso fecero strage di
cuori in spiaggia ).
I ragazzi ripartono l’indomani x l’aeroporto con un mio amico che
buca la ruota ma sa cavarsela anche senza il sottoscritto ed i miei
amici riescono a prendere lo stesso il loro aereo con il mix
culturale, cromatico, paesaggistico, umano della Sicilia e delle
siciliane nel cuore; io rimango a casa mia a pensare a quell’assurdo
incontro di ieri al museo ed alla primissima volta che incontrai la
sicula a Milano. I miei amici americani, nel bene e nel male, x ogni
sofferenza dell’animo in particolare, dicono “the show must go on”
cioè lo spettacolo deve andare avanti , ma x me è più bello farlo
senza perdere l’amicizia ed il sorriso di una ragazza semplice e
solare come poche siciliane, affascinante e magnetica come una vera
siciliana!!
|