ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Primavera 2009: FRANCIA (Parigi), EMIRATI ARABI UNITI (Dubai, Abu Dhabi), OMAN (Muscat), BAHREIN (Manama), QATAR (Doha)


PARIGI - DISNEYLAND
Un veloce weekend familiare in quella che resta sempre la mia città preferita tra le europee (sempre fuori concorso Roma in Italia), nonché la città cui sono forse più legato in assoluto da un punto di vista affettivo tra quelle nel mondo.
A Parigi ho fatto coincidere un weekend con la famosa maratona locale, la terza del mondo x numero di partecipanti, corsa Domenica 5 Aprile ma preceduta dal nostro arrivo due giorni prima, in tarda serata, x spendere tutto il Sabato a Disneyland x la gioia di mia figlia Elena che qui si è divertita come non mai.
Il programma è ovviamente identico alla Disneyland americana di Los Angeles che vidi nel 1990, mentre resta fuori concorso l’enorme Disneyworld che si trova in Florida (visto frettolosamente nel 1996 in due giorni, perché x vederlo tutto ci vorrebbe una settimana!)
Per Disneyland basta invece un giorno, ovunque si trovi, 2 anni fa l’ho trovato persino ad Hong Kong, in Cina e ce n’è uno in costruzione persino a Dubai!.
Questo parigino, dalla sua inaugurazione nel 1992 e x la sua posizione più “centrale “ nel mondo rispetto a Los Angeles, a momenti supera x numero di visitatori quello americano! La sera torniamo stanchi ma felici e l’indomani corro la bellissima maratona di Parigi, con percorso interamente cittadino e, … con la medaglia al collo, me ne vado a pranzo con amici e poi ancora al Musée d’Orsay, che è gratuito la prima domenica del mese.
Fila pazzesca, già quasi in chiusura, ma noi grazie alla bambina sul passeggino riusciamo a precedere tante persone ed a goderci la famosa ex-stazione restaurata dall’architetto italiano Gae Aulenti, col suo trionfo di tele impressioniste. Distrutto, arrivo a piedi appena a St.Germain des prés, vedo la zona di nuovo coi miei amici e poi crollo a letto; l’indomani, prima di tornare in Italia, raggiungiamo con la metro l’avveniristico quartiere della Défense, con la sua famosa Arche da cui si vedono sullo sfondo l’Arc de Triomphe, gli Champs elysées e sulla destra l’immancabile Tour Eiffel!
In serata rientriamo ad Imola convinti, ancora una volta, che…come Parigi non ce n’è veramente nessuna!
DUBAI
Appena dopo una settimana ritorno a Parigi, ma solo come scalo tecnico, x andare a Dubai come tappa iniziale, e finale, del mio giro di quattro stati del golfo persico.
Dubai viene vista in tutto il mondo come una specie di test di città del futuro x l’audacia architettonica ed economica di alcuni suoi folli progetti edilizi, resi possibili dai petroldollari degli sceicchi, ai quali va però dato atto di non aver mai voluto distruggere del tutto la vecchia Dubai.
Accanto al suo Hotel più famoso nel mondo, il Burj Al-Arab, dalla caratteristica forma di vela sulla splendida spiaggia (visitabile all’interno solo a folli cifre x fare un tour di pochi minuti!) è da rimarcare come lo sceicco di turno abbia deciso di restaurare, senza snaturarla, la cosiddetta vecchia madinat, una zona di piccoli ed eleganti negozietti inseriti fra vecchie case restaurate dell’epoca. Da questo punto mi è stato possibile avere magnifiche visuali della “vela”(ovvio soprannome dell’albergo data la sua forma), dopo avere scartato l’idea di entrare al Burj Al-Arab a quei prezzi, Dalla madinat inoltre, con un po’ di fortuna e di scaltrezza, è possibile infilarsi nella spiaggia sotto l’albergo, giochino a me riuscito…
Tutta questa zona moderna di Dubai è lontanissima dall’enorme e vera anima della vecchia Dubai, che è tuttavia facilmente raggiungibile perché sia i taxi che i bus sono frequenti ed economici per via del petrolio in abbondanza: per il tratto più lungo in taxi (mai preso x 45 minuti in vita mia), ho pagato solo l’equivalente di 7 Euro! Almeno così non ti pesa il folle traffico di Dubai, reso ancora più pesante e lento dall’infinita sequenza di cantieri aperti che in continuazione cambiano il profilo della città (manodopera quasi soltanto indiana e filippina, ritmi di lavoro folli e condizioni di sicurezza quasi inesistenti); gli autobus invece li prendi x l’equivalente di 0,20 Euro x qualunque destinazione!
Rimanendo sul mare, vedo già in lontananza la sagoma dell’incredibile hotel Atlantis, posto alla fine di una delle tante “palme” artificiali poste di fronte alla spiaggia!
Trattasi di palme di cemento che, viste da un aereo e/o dal satellite, sono davvero spettacolari! Sono in tutto 6 o 7, di diverse dimensioni e tutte con appartamenti esclusivi costruiti lungo le “diramazioni” che formano il disegno della palma stessa. La palma più vicina all’hotel Burj Al-Arab (che invece è direttamente sulla spiaggia, x la precisione in un’altra isoletta artificiale a pochi metri) è di media grandezza tra le tante (circa 2 km) ed alla cui estremità opposta alla costa troneggia la sagoma dell’Atlantis Hotel.
Trattasi di hotel acquatico, nel senso che enormi vasche alte fino al tetto e piene di bellissimi pesci di ogni forma e razza costituiscono le pareti, sia di gran parte dei corridoi aperti a tutti, sia di alcune delle camere. Le colonne sono interamente scolpite con eleganti conchiglie mentre motivi acquatici e marini sono ripresi un po’dappertutto, dai lampadari alle scale. La costruzione è costata …solo 1,5 miliardi di dollari e la sua stanza più esclusiva, la bridge suite, di 900 mq., costa 18.500 € a notte!!!! Ritornando all’hotel Burj Al-Arab, da lì ci si sposta di pochissimo verso l’interno x andare a vedere l’enorme Emirates Mall, modernissimo centro commerciale di una ricchezza inaudita, con la perla all’estremità finale del famoso complesso sciistico Sky Dubai (sì, parlo di sci alpino, non di sci d’acqua!). Mentre fuori ci sono 35 gradi di media, in un enorme complesso tenuto artificialmente sottozero, dalle vetrate del centro commerciale si possono seguire gli sciatori nella pista artificiale, oppure i bambini che giocano nella sezione a loro riservata con gli slittini o a fare il classico pupazzo di neve! Costa poco entrarvi, noleggio vestiario compreso, ma non scio da più di 20 anni e dopo un duro inverno al freddo romagnolo non ho intenzione di ghiacciarmi di nuovo, quindi mi limito a guardare…
Faccio un lungo giro in bus, sempre verso l’interno, x ammirare dal basso la torre Burj Dubai, ancora in costruzione, la più alta del mondo: già dov’è arrivata adesso supera come minimo i 600 metri, ma la vera altezza finale (si dice oltre gli 800 m.) è tenuta segreta x non farsi superare da altre costruzioni nel mondo! Apprendo che Giorgio Armani ne ha comprato almeno un quarto per realizzare diversi negozi ed un albergo!
Invece il gruppo Versace sta costruendo, x fine 2009/primi del 2010, un hotel con spiaggia, a pochi passi dall'hotel, con un sistema di tubature supertecnologico implementato sotto la sabbia. Questo raffredderà la superficie e grazie ad esso gli ospiti potranno godersi il sole di Dubai senza soffrire per le alte temperature che nelle estati mediorientali raggiungono anche i 50 gradi!. In Australia già esiste un omonimo Palazzo Versace, di proprietà del gruppo italiano. Ma quello che nascerà a Dubai promette di essere un hotel ancora più imponente:e, visto che a Dubai la concorrenza tra posti superchic è molto alta, il gruppo Versace non ha badato a spese e ha deciso di portare a termine l'ambizioso progetto della spiaggia refrigerata il cui sistema di raffreddamento sarà controllato da un termostato collegato a un computer!!!
Mi allontano in bus sempre di più verso l’interno della città x ammirare un altro dei quartieri creati artificialmente (Festival City) con l’immancabile centro commerciale stavolta almeno in una posizione più romantica, ovvero sul famoso creek (”torrente”). Il creek nel punto più alto (dove incrocia il mare) dà luogo alla vecchia Dubai, ma dove sono io adesso è il punto più basso del creek, lato opposto al mare (da queste parti nel 2012 è prevista anche la definitiva costruzione di Disneyworld). Questa zona dove x oggi concludo la mia giornata è appunto Festival City, ancora più giù ci sarebbe da vedere un altro quartiere che hanno ribattezzato Blue Lagoon, ma x oggi ne ho abbastanza di lusso ed eleganza moderna. In serata ceno in un chioschetto, con cucina libanese (una delle mie preferite) e torno nel mio alberghetto posto nella vecchia Dubai, suddivisa a sua volta dal creek in due zone: a sinistra Bur Dubai, a destra Deira; io sto a Bur Dubai.
L’indomani dalle mie parti vedo il bel suq tessile, ci sto a lungo e poi mi sposto a Deira con l’imbarcazione in 5 minuti esatti; qui ci sono tutti gli altri suq, tra cui spicca quello dell’oro (che è l’unico assieme a quello tessile ad avere un’ elegante copertura in legno).
Tutti gli altri suq invece mi hanno deluso, sia perché all’aperto (cioè non in affascinanti cunicoli come quelli che ho visto in altri paesi arabi) sia perché la presenza delle vetrate (che giustifico soltanto x quello dell’oro!) li rende troppo simili a normali negozi occidentali, pur rimanendo fedeli ad ogni tipologia di suq arabo; x tale motivo salvo comunque il suq delle spezie, sempre pieno di colori ed odori. Quest’ultimo suq è il più vicino al molo di Deira, da dove torno a Bur Dubai e mi sposto di poco, a piedi, a Shindagha, lungo il creek, con numerosi edifici in pietra corallina, gesso e pietra calcarea oggi accuratamente restaurati. In passato queste costruzioni erano i forti-residenze dei sovrani di Dubai, mentre oggi molti sono stati trasformati in suggestivi musei. Tra tutti spicca la residenza dello sceicco Said al-Maktoum, una trentina di sale con interessante mostra di fotografie risalenti alla Dubai dagli anni ’40 agli anni ’60: resto impressionato da quanto sia cambiato il sonnolento borgo di pescatori di nemmeno 50 anni fa! Accanto, stavolta con ingresso libero, si visitano i villaggi storici del tempo, ovvero ricostruzioni di villaggi tradizionali, con tanto di recinto dei cammelli, dhow (tipiche imbarcazioni locali), una mostra sulla pesca delle perle ed un suq di souvenir abbastanza autentici rispetto ai troppi “asiatici”(indiani, cinesi, taiwanesi e tailandesi) presenti negli altri suq.
Tutta la zona di Shindaga la sera si riempie di gente piacevolmente seduta ai tavoli a mangiare e chiacchierare fino alle ore piccole. Passo quindi un’altra straordinaria e calda serata nella vecchia Dubai, che x me è la vera Dubai, e ceno stavolta indiano; impressionante a tal proposito la presenza di molti indiani, oltre ai filippini ed in generale agli asiatici, mentre il continente africano è praticamente inesistente.
Consistente infine la massa dei cosiddetti xpat, gli espatriati dell’alta classe lavorativa bianca che hanno scelto di farsi ricoprire di soldi dalle loro aziende e stabilirsi in un posto caldo x 7-8 mesi all’anno, pure all’avanguardia, x fare studiare i propri figli nelle tante università straniere, ma con gli svantaggi (tra gli altri) soprattutto del traffico e del caldo eccessivo x 4-5 mesi dell’anno (in realtà credo che muoiano … di freddo perché la micidiale aria condizionata è già presente dappertutto adesso ad Aprile, figuriamoci d’estate).
L’indomani dopo una rilassante mattinata ancora a Bur Dubai, mi avvio in direzione di un altro stato, ovvero
L’OMAN
Qui vedo soltanto la capitale Muscat, ma l’Oman è uno stato molto più grande e vario degli Emirati Arabi Uniti, tanto che recentemente si sta molto aprendo al turismo, grazie alle sue notevoli bellezze architettoniche e naturali. Consiglio a chi ha più tempo di me di spendere un’intera settimana qui, se non 10 giorni, prima (o dopo) due giorni a Dubai.
A Muscat trovo una bella locanda proprio di fronte al mercato del pesce, all’estremità orientale del lungomare, che trovasi nella cosiddetta corniche di Mutrah. “Corniche” è l’invariabile denominazione del lungomare di tutte le città arabeggianti, mentre Mutrah è il nome del quartiere di Muscat sul mare.
La vecchia Muscat è distante esattamente 3 km., ma x raggiungerla a 36 gradi di media si è costretti a prendere il solito economico taxi, x vedere le sue belle casette, un piccolo museo della storia omanita, i bei fortini a strapiombo sulle rocce, e allontanarsi poi leggermente x vedere l’incredibile lusso dell’hotel Palace e, dopo aver preso il sole tra una spiaggia e l’altra, tornarsene a Mutrah. Qui consumo una bella cena araba nell’unico ritrovo interno al suq (la mia guida Lonely Planet diceva che l’avrei trovata interamente frequentata da uomini, che le donne non potevano entrarvi, ma c’erano più donne che uomini, anche se ovviamente la maggior parte di loro col velo integrale). L’indomani mi concentro quasi esclusivamente nell’incredibile suq, uno dei più belli mai visti, non solo perché è interamente coperto come quelli che più mi sono rimasti impressi in passato, ma anche x le straordinarie decorazioni in legno dei soffitti, che nel punto di “incrocio” tra un suq e l’altro presentano delle splendide vetrate. La merce in vendita come principio è più o meno la stessa di tutti i suq arabeggianti, spezie, tessuti, artigianato ecc, ma ho già notato poi come ogni nazione abbia la sua “specialità”: i suq del Marocco le babbucce, i suq egiziani l’argenteria, quelli della Siria la gastronomia, i suq di Dubai l’oro e questi suq omaniti degli splendidi pugnali intarsiati. Prima di rifugiarmi dentro il suq nelle ore più calde, in mattinata avevo visto la bella moschea locale, un po’ fuori mano: obbligatorio vestito lungo e manica idem, il che a 38 gradi già alle 9 del mattino non è stato molto rinfrescante! Mi cambio immediatamente per andarmene nelle belle spiagge della zona di Qurm, ove spendo tutto il mio ultimo pomeriggio nonchè la serata in un locale sul lungomare. Da qui mi sposto con un aereo interno verso nord, scavalcando gli Emirati Arabi Uniti ed approdando nell’isola-stato del…
BAHREIN
Manama è la capitale del minuscolo stato dove sin dall’arrivo è impossibile non notare l’enorme pubblicità che stanno facendo al gran premio di Formula Uno che si disputerà fra una settimana. Non è il mio sport preferito, il circuito è lontano dalla capitale e quindi nemmeno vado a vederlo, in compenso una Ferrari originale è in bella esposizione all’aeroporto e mi faccio fare una foto quasi più x spirito patriottico che x passione.
Manama è una città parecchio deludente, non solo perché vengo dal lusso di Dubai (anche la parte antica di Dubai resta molto affascinante) e non solo perché Muscat è stata ancora più bella, ma qui a Manama trovo una città polverosa, cadente, poco curata nei particolari, e con un centro assolutamente inesistente; il locale suq è nettamente il peggiore mai visto in vita mia, c’è solo paccottiglia in plastica e solo due o tre botteghe di tessuti, inoltre è inserito in un contrasto tra vecchio e nuovo veramente triste.
A pochi passi, davanti al mare, almeno immagino la solita bella corniche vedendo un centro commerciale che da fuori sembra elegante e che promette una bella visuale dall’alto…. Mai visto un centro commerciale più scadente di questo, costruito con materiale di quart’ordine, e con tre sale su quattro vuote; dalla sommità vedo un’indefinibile corniche senza capo e coda, con molta desolazione intorno! Almeno vedo velocemente la più grande cupola del mondo in vetro nell’immancabile moschea di turno.
Capita in viaggio di non riuscire proprio a vedere qualcosa di positivo in un posto, a me era capitato soltanto nel principato dell’Andorra (posto tra Spagna e Francia): un susseguirsi di centri commerciali senza capo né coda, ma dobbiamo ammettere che non ho visto niente del resto del Bahrein e che sono rimasto così deluso dal centro da non volere nemmeno andare al locale museo delle perle che promette di essere l’unica attrazione cittadina…però venire qui mi è servito come base x spostarmi nel vicino ed interessante stato del….
QATAR
Qui a Doha, la capitale, la corniche è assolutamente meravigliosa, lunga e ben curata con sullo sfondo, dall’altra parte della baia, una serie di grattacieli illuminati alla newyorchese di grande impatto visivo. Doha inoltre vanta un bellissimo suq, esattamente a metà scoperto e coperto in diversi punti, dell’ottimo artigianato locale, ancora una moschea, che stavolta mi risparmio perchè essendo venerdì (giorno sacro degli islamici) le ripetute preghiere giornaliere sono più affollate che mai, con altoparlanti dappertutto che sparano le interminabili litanie. Spendo un giorno e mezzo in questa città, capitale di uno stato veramente minuscolo e, tanto x cambiare, pieno di petrolio. Conosco un gruppo di ragazzi di varie nazionalità e passo l’ultima serata con loro in un pub. Ovunque atmosfera internazionale al massimo, non male davvero chiudere la puntata nel Qatar tra le mille luci di Doha, spostandomi di nuovo negli Emirati Arabi Uniti, ma non a Dubai, bensì a…
ABU DHABI
Pochi sanno che è questa la vera capitale degli E.A.U., e non Dubai. Si vanta di essere una capitale molto ecologica, molto meno affollata pur essendo molto più grande di Dubai (confermo tutto) e con un traffico accettabile riesco ad arrivare agevolmente alla solita bella corniche di turno, ma immediatamente spostandomi sulla sinistra, nella zona del Breakwater, dove campeggiano le massime attrazioni: dapprima un bellissimo centro commerciale, inserito in un contesto quasi naturale dentro la baia, pur con dei curiosi rivestimenti a forma di tendoni; mi riconcilio lì dentro con un minimo di frescura, e mi preparo mentalmente alla passeggiata a circa 35 gradi al vicino ed infinito hotel Emirates Palace! Può sembrare strano andare in giro a vedere alberghi, ma questi degli E.A.U., da Dubai ad Abu Dhabi, superano ogni immaginazione.
In ossequio al suo modello culturalmente più elegante rispetto a Dubai, non solo qui ad Abu Dhabi hanno messo in piedi una notevole partnership coi francesi che trasferiranno qui corsi di laurea della Sorbona ed una succursale del Louvre, ma hanno messo in piedi l’albergo più bello del mondo e non si preoccupano nemmeno di fare pagare x farlo vedere (come invece avviene al piccolo Burj Al-Arab di Dubai).
Aiutati dalle gigantesche dimensioni dell’Emirates Palace (2,5 km.!), che comunque salvaguardano la privacy dei superesclusivi ospiti confinati in suites extralusso con piscine in camera(!!), ecco che i semplici turisti possono girare col naso all’insù e la bocca costantemente aperta dinanzi al felice connubio tra eleganza ed opulenza di questo albergo che ha rifiutato la definizione “a 7 stelle” x farsi definire semplicemente “palazzo”!
Esco leggermente stordito da tutto quanto, e so già che andrò a vedere un’altra meraviglia impareggiabile nel suo campo in tutto il mondo islamico e non: la seconda moschea più grande e più bella del pianeta (dopo quella della Mecca, ovviamente)!
La Sheikh Zayed bin Sultan al-Nahyan, detta semplicemente Grand Mosque (non me ne voglia chi si è sorbito lo scioglilingua iniziale), ha 4 minareti di 107 metri, 82 cupole, più di 1000 colonne di marmo di vario tipo, 142 pinnacoli di cui uno di cristallo, 70 porte monumentali intagliate, scolpite e decorate. La sua costruzione è costata circa 600 milioni di dollari, ha 20mila metri quadrati di superficie e quindi può accogliere circa 40mila fedeli.
Ha il tappeto più grande del mondo (7mila e passa mq.) ed il più immenso lampadario mai realizzato (di oro e cristallo Swarovski, misura 10 m. di diametro e 15 m. di altezza, x un peso di circa 8 tonnellate)!
Migliaia e migliaia di pietre dure, rare e semipreziose sono state utilizzate x la decorazione: onice, lapislazzuli, ecc e mi soffermo a ricordare che un simile sfarzo ed eleganza l’ho visto soltanto (ma su scala minore come dimensioni) al Taj Mahal in India.
Coi soldi del petrolio si può fare tutto, x ultimo due gran premi geograficamente vicinissimi tra loro: dopo la concessione al Bahrein del suo GP sembrava che Abu Dhabi non potesse spuntarla con la sua richiesta, ed invece qui si correrà nel Novembre 2009. Giusto x dare un esempio di come ogni regola, ogni logica ed ogni limite con gli arabi vada semplicemente messo da parte!!!
Il petrolio in abbondanza mi regala l’ultima magia con sole 3 Euro di bus che in 2,30 ore mi porta a Dubai, dove ritorno solo x riprendere il volo che mi riporta in Europa!

 
           
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