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Estate 1993 - Sicilia: Isola di Pantelleria


Un sogno Mediterraneo. Una perla nera in mezzo al mare, a soli 60 Km dalle coste tunisine e a 110 Km da quelle siciliane. Sto x l'intera settimana in un antico dammuso ristrutturato. Queste costruzioni venivano anticamente utilizzate x riporre gli attrezzi agricoli o x riparare gli animali. Sono sparsi x l'isola a mezza collina, con dei terrazzi molto panoramici attrezzati, vista mare o vista collina. Pantelleria è un'isola che profuma di Mediterraneo. In giugno poi c'è la fioritura delle ginestre e le piante dei capperi inebriano l'aria di un aroma indimenticabile. Scogliere meravigliose che si aprono su un mare blu cobalto, trasparente e ricco di pesci. Stupendo il giro dell'isola in barca che porta alla scoperta delle numerose grotte e delle sorgenti termali di Nikà, Cala Gadir... X non parlare poi dell'interno con la montagna grande alta circa 900 mt, le vallate della Ghirlanda e le colline coltivate a uva zibibbo. La sera, sul terrazzo, dopo splendide grigliate di pesce, assaporare i profumi e i sapori dell'isola con il passito locale è un vero relax. Un breve giro della città è stata una scelta fortunata perchè qui sull'isola vi sono pochissimi altri posti dove fare acquisti anche di prima necessità. Immancabile la visita al Lago di Venere, dove si possono fare i fanghi e godere delle calde acque termali. Le grotte di Satarìa sono delle vere e proprie grotte con delle vasche contenenti acqua calda, tutto al buio ma dopo pochi min. di adattamento si vede persino il fondo della vasca! Inoltre la vasca esterna, ampia e riparata, permette di fare il bagno nell'acqua del mare in tutta tranquillità. A pranzo a mangiare a Scauri da U Friscu, una sorta di bar con primi piatti, dove si può mangiare l'insalata pantesca e il cous cous e bere il rinomato passito. Ed eccomi all’Arco dell' Elefante: si trova sulla costa opposta a quella del giorno precedente ( x arrivarci si passa dalla strada che poi, attraverso un percorso accidentato, porta al Laghetto delle Ondine ). Interessante anche il panorama che si gode da Punta Spadillo (la punta che sovrasta il laghetto). Passando da Cala Tramontana e arrivato all' Arco, dove, come in ogni cala, non c'è sabbia ma sassi rocce e scogli (per fortuna spesso piatti!) dove prendere il sole! Il vento mi ha accompagnato x tutto il tempo, ma non è mai stato troppo forte e anzi mi permetteva di stare più a lungo al sole. Dall'arco volevo andare a mangiare alla tavola calda a Cala Levante, ma era chiusa e vado a Tracino in un ristorante dove sono deliziosi gli spaghetti al pesto pantesco e i famosi baci, simili ai cannoli siciliani ma di forma tonda e schiacciata. Al ritorno sosta a Cala Gadir, anche qui acque termali caldissime, e a Cala 5 Denti, molto riparata, ma difficile da raggiungere. Un giorno faccio La Pazzia (con la maiuscola), giro completo in barca e mi hanno detto che è impossibile che la giornata sia perfetta su tutti i lati dell’isola contemporaneamente, ma mari e venti sono fermi ovunque! Tutto gasato decido di fare il giro dell'isola lungo la perimetrale (che è la strada principale), ovviamente con diverse soste. Questa sì Pazzia perchè arrivo a casa distrutto dalla stanchezza, perchè si viaggia molto + dei 51 km della perimetrale, e anche a piedi. Prima tappa Cala Nica (piccola in siciliano), alla ricerca di acque calde x poi scoprire essere raggiungibili solo via mare; alla cala si arriva attraverso un sentiero pavimentato in sassi tipo "via romana". Il pranzo da U Trattu, a Rekahle, gestito da un personaggio tipo mangiafuoco: pesce spada alla brace e insalata pantesca + granita + vino. Pessima l'idea di visitare le Favare che si raggiungono attraverso un percorso tipo trekking, che ho fatto alternando ciabatte e sandali: inoltre mi aspettavo dei geisers, perchè si presentano come degli sbuffi di vapore che esce da una sorta di "casa" fatta di sassi. Ritorno, discesa alla martingana e vedo la balata dei turchi, a detta di molti il punto + bello dell'isola. Infine sosta ancora all'arco dell'elefante e rientro. Al sesto giorno sono in giro con la barca di Franco U Piscaturi sulla sua Futura. A bordo si mangia pesce alla brace fatto sulla barca e pescato da Franco, che è un vero e proprio showman. Non è un pranzo da ristorante, ma è perfetto per un giro in barca. Divertimento al 100%. E' una delle cose che vanno fatte. Settimo giorno: ritorno a Sataria e da U Friscu. Sono quasi le 18 quando una coppia dell'Isola dell' Elba dice che non posso rientrare senza aver visto la sauna natura del Bagno Asciutto, parto alla volta di questa grotta, che non è certo vicina, ma che davvero vale la pena di visitare. Dalla grotta esce vapore caldissimo, può ospitare fino a 15-20 persone, una sorta di bagno turco, ma immerso nella natura! Al ritorno vedo la casa di Armani dall’alto del ciglio sulla strada. Ottavo giorno: il rientro con al seguito Moscato e Passito (5 bottiglie in tutto, acquistate da Benito Patanè - un negozio che vale la pena di visitare, soprattutto x il proprietario, che è l'emblema della gentilezza e dell'ospitalità dei panteschi). “Piccula, piccula ‘st’isulidda, mentre la giri t’attanagghia, cu ‘i so’ biddizzi maravigghia, l’occhi e lu cori di cu’ la guarda…” – Piccola , piccola quest’isoletta, mentre la giri ti conquista, con le sue bellezze meraviglia, gli occhi e il cuore di chi la guarda…. Si dice sempre al turista che x la prima volta visita la piccola perla nera del Mediterraneo che “Pantelleria o si odia o si ama”, perché è un’isola piena di contrasti, difficile, selvaggia, antica, poco italiana, poco accogliente e turistica. Si raggiunge in aereo con molta facilità, ma la sua bellezza si intravede soltanto arrivando in nave, quando all’alba ti avvicini lentamente al piccolo porto in fermento, in movimento x l’arrivo dell’unica nave quotidiana che collega l’isola alla Sicilia. Usciti dal porto, ti accoglie appunto il piccolo paesino, con qualche hotel, i negozi e il centro della vita sociale di tutta l’isola. Ma Pantelleria non è lì, Pantelleria ti aspetta nelle piccole baie di scogli neri che si tuffano nell’acqua blu, subito profonda; ti aspetta nel suo silenzio dopo pranzo, nel suo caldo afoso che ti impedisce di respirare e pensare,nello scirocco e nel vento di tramontana che spazza via nuvole e sporcizia e agita il mare con onde forti e grandi che ti impediscono di fare il bagno. Ti aspetta e ti sorprende con il suo piccolo lago vulcanico di acqua sulfurea celeste e cristallina; ti riempie gli occhi con le sue notti stellate, con le sue feste fino all’alba; ti riempie il cuore con i tramonti silenziosi al mare fino a tardi; e lascia nella mente meravigliosi sapori, specialità di pesce, di cous-cous mediterranean-arabo, di vino rosso e dolce e di uva e il profumo salato dei capperi e dolce del miele, della vaniglia dei pasticciotti. Isola lontana, assurda, contraddittoria e piena di sorprese x sempre nei miei occhi e nel mio cuore come emblema della grande isola madre. (a te, Pantelleria, dedico questa POSTILLA 2005: dopo altri 12 anni di viaggi attraverso le isole degli oceani di mezzo mondo, dal Pacifico all’Indiano, non sono riuscito a trovare niente di così affascinante!)

 
           
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