ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Estate 2006 MAROCCO- Casablanca, Essaouira, Agadir, Taroudannt, Ouarzazate, Valle del Draa, Marrakesh


CASABLANCA
Arriviamo in ritardo perché c’era un terrorista a bordo(!!), e bisognava farlo scendere: il bello è che era in libera uscita e senza cattive intenzione, a dimostrazione ancora una volta della sicurezza del mondo aereo! Gli perquisiscono il bagaglio e non viene trovato niente, ma ugualmente in quanto schedato l’amico rimane a casa.
Chiedo indirettamente a tutti quelli che si spaventano degli aerei: ma quante volte viene perquisito e controllato un autobus o un treno, mezzi che fra l’altro prendiamo molto più frequentemente?!
Alitalia in Marocco porta solo a Casablanca, arriviamo in albergo con l’unico tassista che mi permetto di segnalare di questo viaggio x vera pazzia, simpatia e guida totalmente fuori dal normale. Circa 70 anni, coppola in testa e soprannome  Pipa, che si trova pure sul biglietto da visita del quale vi riporto il n. del cell 066265904 x contattarlo assolutamente se un giorno andate nella città soprannominata Casà.
Città famosa x l’omonimo film del quale in teoria rimane solo il bar nella hall dell’albergo Hyatt, in pieno centro (piazza delle nazioni unite); ma lo stesso bar lo stanno restaurando e ci tocca ri-uscire! Andiamo verso il lungomare, dove si erge la seconda moschea al mondo x grandezza, che è quella di Hassan II, costruita x due terzi sull’oceano!!
Da dentro non la vediamo perché siamo fuori orario x l’ultima visita concessa ai non-islamici, ma intanto noto il divertente contrasto di tantissimi giovani che giocano lì accanto, molto bene, sia a calcio che a basket. Nel calcio li sento dire tante parolacce italiane, nel basket sono vestiti come rapper americani con conseguente slang dell’altro lato dell’oceano: il tutto all’ombra dell’imponente moschea!
Ancora più grande il contrasto con la lunga corniche (lungomare) dove, aggiungendo anche quelli in centro, arrivo alla cifra di ben 6 McDonalds in città. Quello sul lungomare con tanto di servizio McDrive, cioè che non scendi nemmeno dalla macchina, è enorme e stona con un paio di eleganti gelaterie. Una delle gelaterie però ha sotto il terrazzo, e quindi di fronte la spiaggia, un’enorme parete vetrata dove si vedono a mezzanotte circa diversi fanatici della corsa su tanti tapis-roulant allineati!
Questa zona della corniche si chiama Ain-Diab e presenta anche tante discoteche, x fortuna troviamo una città un po’ più normale nel tratto a piedi che va dal porto al faro, con appunto la moschea a metà strada circa.
Ancora prima, x andare dal centro verso il mare avevamo attraversato il piccolo suq cittadino: niente di particolare…soprattutto se comparato a quelli del troppo recente viaggio siriano-giordano (qui in Marocco sappiamo che troveremo più avanti dei veri suq!).
La nostra serata sul lungomare si conclude al ristorante Port de pêche dove con un totale di 25 E(!!) ci sbafiamo due antipasti di pesce e due piattoni sempre a base di pesce. L’indomani prestissimo un bus ci porta ad…

ESSAOUIRA
un lungo viaggio di 6 ore, ma con aria condizionata, una pittoresca sosta x pranzo ed accanto a noi un australiano troppo simpatico e due splendide inglesi che scopriamo all’arrivo  dormiranno nel nostro stesso riad.
Australiano direttamente in spiaggia e quindi taxi collettivo x gli altri 4, col ruffianissimo tassista marocchino che mi chiede se tengo un harem, ma senza sapere che Adri è mia moglie si permette pure di dirmi all’arrivo che Adriana era la migliore delle 3 compagne di viaggio (x strada aveva capito che le 3 ragazze il francese non lo sapevano mentre io sì, quindi vai coi commenti liberi del tipo nella lingua del paese che li aveva colonizzati!).
Il riad di Dar al bahar è straordinariamente pittoresco nella sua posizione sull’oceano e nella sua semplicità e bellezza, piccolino e proprio x questo la piccola terrazza ci offre il tramonto che si vedrà nelle foto! La proprietaria Liz è simpaticissima, e finalmente troviamo la prima marocchina che parla un buon inglese cosicché da coinvolgere pure Adriana, che pure sta memorizzando velocemente le parole base della quasi esclusiva lingua francese.
Tra il nostro arrivo ed il sunnominato tramonto al riad (posto in fondo alla vecchia medina), siamo stati 3 ore circa al mare con un sole caldissimo ma un vento pazzesco che ha reso caratteristica la cittadina come una delle patrie del windsurf.
Pare che questo vento non se ne vada mai, ma almeno ci regala due giorni di gabbiani che volano a grappoli, prendono una sorta di spinta forzando la loro azione e poi volando “in folle” x diversi metri assumendo una posa veramente maestosa.
Cena al solito sulle 25 E da Chez Sam, proprio sul porto dove l’indomani vediamo come viene pescato a quintali il pesce, ma viene fregato x un buon 20% dai velocissimi ed imprendibili gabbiani.
Vediamo bene, sia di notte il primo giorno che in mattinata, la caratteristica vecchia medina di origini totalmente portoghesi, poi ancora un lungo bagno al mare e nel pomeriggio prendiamo un bus x….

AGADIR
La capitale mondana del Marocco e forse di tutta l’Africa sembra riportarmi alla St. Tropez alla quale è paragonata, bianchi invariabilmente francesi in massiccia presenza già nel bus che costeggia l’oceano x circa 3 ore e ci fa arrivare all’ennesimo bellissimo tramonto in una sorta di villaggio turistico dove abbiamo trovato via internet la soluzione più economica in città.
La sera il lungomare ancora di più mi riporta alla “douce France”, ancora mangiatona di pesce, e finchè siamo sul mare sappiamo di non sbagliare mai e di trovarlo freschissimo ed in quantità tali che ci riportano alla mente l’unico viaggio dove il portafoglio consentiva tali exploit, ovvero la Croazia!
Qui ad Agadir mi aspettavo prezzi più alti in generale, rispetto a Casà o Essaouira, ma siamo nella media marocchina anche se la passeggiata serale si rivela veramente troppo affollata con marocchini a momenti in minoranza!
La spiaggia l’indomani si presenta straordinaria, lunga, larga, pulitissima, piena di tanti (troppi?!) club valtur o simili che almeno hanno avuto la decenza di dipingersi nell’esclusivo colore bianco col quale sono fatti gli edifici di tutta la città.
Delle poche donne INTERAMENTE col velo, una fa jogging in spiaggia, una fuma tranquillamente, una ha una marea di figli vestiti come i bimbi occidentali, ma ormai x i bimbi dovrei aprire un capitolo a parte: persino in Giordania e Siria, laddove la posizione della donna mi è sembrata chiaramente meno integrata rispetto al Marocco, ecco che persino quelle velate pure in bocca e con i guanti neri (guanti visti solo nel medioriente, velo in versione completa molto meno qui in Marocco), hanno tutte dei figli che mangiano, vestono, e soprattutto parlano tranquillamente come i ragazzi bianchi di mezzo mondo (fra trent’anni ci saranno ancora dei veli x le donne?!).
Strepitosa alla stazione di Essaouira una bambina vestita come una Barbie, ma ricoperta di hennè ( i tipici arabeschi dipinti sul corpo, tipo tatuaggi ma non permanenti) da sua madre molto velata accanto a lei ( ma che se la rideva con noi del tutto), nel vedere sua figlia che voleva insegnare a tutti alcune cose di arabo traducendole dal francese. Gli immancabili francesi vicini a noi faticavano a ripetere i numeri in arabo, però poi la bimba a noi li ha chiesti in italiano e dire che li ha imparati subito non è esagerato, mentre sfidava gli stessi francesi negati nel ripeterli in italiano; alla fine diventando il nostro idolo assoluto con la frase che ci ha ripetuto mezzo Marocco: “italiens champions du monde”, detto volutamente sempre con almeno due o tre francesi nei paraggi!
Qui  a tal proposito si inserisce la battuta ad Essaouira di un tipo da film nel senso letterale della parola: infatti accanto a noi in un caffè avevo riconosciuto il marocchino protagonista della scena della bici in “Marrakesh express” di Salvatores e lui ovviamente è passato subito all’invito a casa sua x dormire e mangiarci finchè volessimo, ma ci aspettava il bus x Agadir con altri francesi accanto cui Jawad (nome dell’attore, a tempo perso o meglio guadagnato anche guida turistica, tel.066367110) chiese con tono fintamente ingenuo: “questi sono amici miei italiani campioni del mondo, ma non ricordo contro chi ha vinto l’Italia…”.
Sorvoliamo sulla ridicola e divertente simulazione che ci hanno fatto diversi francesi della leggendaria testata di Zidane; poi quando dicevo che mi chiamo Marco, come il grande Materazzi, rischiavo veramente la testata!
Agadir è  elegantissima, bella, pulita e non capisco perché molti debbano insistere SOLO sul fatto che è troppo occidentale come se x forza di cose l’Africa, e nello specifico il Marocco, debba essere solo i famosi suq di Marrakesh che troveremo più avanti e/o le casbah vicine al deserto.
Questo è nei fatti la nazione climaticamente più fredda dell’Africa, dove d’inverno è possibile sciare in diverse e bellissime stazioni sciistiche, dove è però possibile vivere una gran bella vita di mare per una lunga estate, e non a caso con 6 milioni di turisti è il secondo paese più visitato d’Africa dopo l’insuperabile Egitto “aiutato” in tale statistica dalla presenza delle leggendarie Piramidi.
Vicino ad Agadir  visitiamo in mezzo pomeriggio TAROUDANNT che presenta delle mura che costeggiano una cittadina polverosa e sonnolenta come un paese dell’interno della Sicilia, con un piccolo suq che una banale protezione superiore fa somigliare più ad un mercatino di periferia europea, ma da subito le caratteristiche babbucce marocchine cominciano ad essere oggetto dell’attenzione di Adri e delle sue innumerevoli prove. Sorvoliamo sulle spezie che ormai conosciamo bene dopo i viaggi passati in Africa e nel Medioriente ed andiamo alla scoperta delle mura e dei palmeti che bordeggiano la piccolissima cittadina.
Un bus notturno ci porta da Agadir ad….

OUARZAZATE
Un paesaggio desertico, ma anche pieno di tanti tornanti di montagna ha accompagnato il nostro viaggio sotto una clamorosa luna piena che rischiarava le pietre ed i pochi profili distinguibili, facendomi immaginare di essere in un pianeta marziano, x arrivare nella cosiddetta “città rosa” in un albergo di una bellezza clamorosa rispetto al basso prezzo e pure vicinissimo alla famosissima casbah di Taourirt, tanto da andarci a piedi in 1 minuto nei giorni successivi!
Ci organizziamo dall’albergo con un privato che con una scassatissima macchina è disposto a farci fare la gita verso la valle del Draa, restiamo sui 700 dirham in totale x 2 (circa 70 E) quando nessuno sembra disposto a scendere sotto le 1000! C’è da dire che gli altri hanno l’aria condizionata ed in alcuni casi sono pulmini che portano varie persone, ma sempre e comunque mai sotto le 1000. Noi  ce ne andiamo dunque con questo ragazzo sia x la gita alla Valle del Draa, sia l’indomani x la gita alla casbah di Ait Benhaddou (25 E, minimo richiesto agli altri 50 E), ed il fatto che il nostro amico debba chiedere l’indicazione dell’unica città oltre Zagora (nostra meta principale) ci fa capire che è un pivellino inesperto. Ma siamo sicuri sia come autista perché guida veramente bene sui numerosi tornanti, sia come persona perché ce lo ha segnalato uno dei camerieri dell’albergo, che non avrebbe interesse a far sparire dei clienti (inoltre il nostro autista saluta il portiere dell’albergo con grandissima confidenza, segno che è del posto).
Queste sono le piccole cose che danno un’ emozione ad un viaggio senza arrivare alla paura dello sconosciuto come capita a tanti, forse troppi, amici che mi chiedono come faccio a capire di chi mi devo fidare ( x dare un’idea anche l’indomani alla casbah la supera di 100 m. x chiedere informazioni e scoprire che un patrimonio dell’UNESCO l’aveva appena superato senza nemmeno avere il buon senso di guardare quel minimo di segnaletica).
Torniamo dunque alla bellissima gita in giornata alle porte del deserto, macchina di Abdel senza aria condizionata e con interni in pelle che hanno visto giornate migliori e che col caldo si appiccicano alla pelle col caratteristico SQUEC di pelle umana ed artificiale ad ogni nostro minimo movimento, ma x il resto cosa volete che sia il deserto x 2 figli di siculi abituati, quando vanno nell’isola dai genitori, a prendere macchine  anch’esse senza aria condizionata con immancabile spostamento post-pranzo alle 15 circa sotto la canicola da una casa all’altra.
Qui siamo ben oltre i 40 gradi già alla prima sosta alla piccola, ma elegantissima, casbah di Agdz (pronuncia Agades), ma i finestrini aperti fanno il loro lavoro, non sudiamo nemmeno tanto perchè qui è inesistente l’umidità che nelle isole del Pacifico o in India mi faceva sudare pure da fermo, nemmeno mettiamo i cappellini che pure abbiamo con noi, e nemmeno mettiamo la crema solare essendoci già ben rosolati al sole romagnolo nei weekends. La fine ufficiale della splendida valle del Draa avviene nella cittadina di Zagora, abbiamo visto alti palmeti a bordeggiare il letto asciutto del corso di un fiume lungo la strada parallela x tutti gli 80 Km..
Per il ritorno, se uno non ha un fuoristrada, non può allungare x le gole del Dades, quindi si rifanno gli 80 km iniziali x tornare ad Ouarzazate.
A Zagora, ufficialmente città di frontiera, mangiamo a pochi passi dal famosissimo cartello, o meglio murales, che indica che mancano 52 giorni di cammello x Timbouctou, la leggendaria città del vicino stato del Mali, vera quintessenza del profondo deserto africano. Meno male che siamo solo alle porte del deserto, verrebbe da dire, che qua comincia a far calduccio anche x noi, ormai sui 45 gradi, quando superiamo pure Zagora e ci avviamo alla piccolissima frazione di Tamegroute, dove in un buon italiano ci viene illustrata una bella biblioteca con incredibili corani dorati, poi lì vicino c’è una casbah sotterranea che si visita in pochi minuti e proseguiamo ancora in un’aria ormai diventata un incrocio tra un phon di una parrucchiera (dice Adri) ed un motore di un aereo acceso (dico io), x dirigerci alle pittoresche dune di Tinfou dove veramente comincia il deserto! Qui becchiamo un cammello e ci salgo solo io x la foto di rito, x fortuna qua e là avevamo fatto scorta di bottiglie d’acqua ed al ritorno alle 18 circa ad Ouarzazate facciamo la conta di essercene scolate 5 in due, sinceramente pensavo peggio dopo quello che mi avevano detto tutti coloro che mi avevano vietato il Marocco d’estate, ed in particolare l’interno….In Australia superai i 50 gradi e come sempre me ne andavo a spasso felice alla faccia di tutto il freddo che mi devo sorbire d’inverno! Alle 18 circa siamo nella piscina dell’albergo ed in serata a piedi di nuovo alla vicinissima casbah di Taourirt, altro patrimonio mondiale dell’Unesco e sede, tra i tanti film, di “Thè nel deserto” di Bertolucci. Il fatto che il Marocco sia il terzo paese al mondo (dopo USA e Canada, ma solo x ragioni di vicinanza con le compagnie del cinema, quasi tutte USA) come location di film famosi  si spiega anzitutto con la stabilità politica del governo, poi con il basso costo delle comparse locali ed infine con la bellezza di questi paesaggi!
La sera ceniamo x strada: tajine, ovvero il tipico stufato marocchino, poi omelette berbera e un tipico dolce marocchino, ovvero arance con una spolverata di cannella, davvero buone!
La mattina lasciamo l’Hotel verso le 8.30, dopo un’abbondante colazione a base di frittelle con miele e marmellata. Ci dirigiamo a bordo della stessa macchina che ieri ci aveva portati ai confini col deserto verso Ait Benhaddou.
Dopo circa mezz’ora di viaggio vi arriviamo e visitiamo la kasbah, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Si tratta di una delle kasbah più affascinanti e meglio conservate di tutta la regione dell’Atlante, famosa x essere stata il set di alcuni famosi film (da “Lawrence d’Arabia” a “Il Gladiatore”, da “Sodoma e Gomorra” a “Il diamante del Nilo”, e ne dimentico altri!).
Per raggiungere la kasbah dobbiamo attraversare l’Oued Ounila, un piccolo fiume praticamente asciutto dove sono stati sistemati alcuni sacchi di sabbia per facilitare il passaggio, ci addentriamo nelle strette viuzze piene di negozietti. Poi raggiungiamo la sommità della kasbah passando in una casa privata, ovviamente dopo aver sborsato qualche dirham di mancia, con grande contrarietà della padrona che avrebbe preferito essere pagata in euro. Il panorama davvero splendido, la vista spazia dalle piccole e stupefacenti costruzioni di fango sottostanti fino ai rigogliosi palmeti circostanti e, oltre ancora, all’implacabile deserto di roccia.
Tornati ad Ouarzazate, abbiamo ancora tempo di ripassare vicino la casbah di Taourirt, ancora non vista da dentro: è molto più lavorata al suo interno, inevitabilmente più turistica anche x la sua vicinanza col centro, e verso le 13 siamo già sul bus destinazione…

MARRAKESH
Il viaggio dura circa 4 ore. Ci inerpichiamo sulle montagne dell’Alto Atlante, toccando anche i 2600 m. in una suggestiva sosta dove ci rifocilliamo di spremute d’arancia e frutta secca locale che ben conosciamo dato che ci accompagna sin dai tempi siciliani (ceci, mandorle e semi) x poi ridiscendere verso la pianura dove si trova la città più magica e suggestiva di tutto il Marocco. Il primo impatto con Marrakech è abbastanza spiazzante, senza accorgercene ci troviamo inghiottiti dal traffico cittadino, allucinante nella sua varietà e caoticità: automobili sgangherate, camion sfasciati, taxi inferociti, motorini ondeggianti, biciclette arrugginite, cavalli, carretti trainati da asini… Nonostante tutto, arriviamo sani e salvi all’Hotel, stavolta assolutamente commerciale dati gli altissimi prezzi x riad ed alberghi medi, tanto qui ci dormiremo in media 6 ore a notte, non di più!
Siamo vicini alla porta cosiddetta Bad Doukhala, a piedi andiamo alla scoperta della medina, ci addentriamo nel suq, tra viuzze strette e vicoli tortuosi, un vero e proprio labirinto. C’è davvero di tutto - dalle stoffe ai tappeti ai prodotti in cuoio alle spezie agli oggetti in ferro battuto - e riusciamo ad assaporare tutte le sfaccettature di questo enorme mercato all’aperto. Le mura che racchiudono tutti i suq comprendono uno spazio all’aperto insolitamente ampio: è la famosa Djemaa el-Fna, la piazza principale situata nel cuore della città vecchia. Ci sediamo sulla terrazza di uno dei tanti caffè della Djemaa el-Fna. Adri mangia avidamente un piatto di couscous con verdure ed io delle ottime “brochettes”, ovvero spiedini di carne.
Torniamo a dormire tardissimo assolutamente entusiasti e ansiosi di proseguire, domani, la visita di questa città fuori dal comune.
Di mattina  facciamo un giro dei pochi monumenti e poi non crediamo ai nostri occhi nel vedere un bus panoramico della stessa compagnia  con la quale avevamo effettuato il giro anche a Londra (chi fa il biglietto qui e lo conserva poi ha il 50% di sconto se lo prende a Londra!). Può sembrare fuori di luogo, ma prenderlo significa andare alla scoperta dell’elegante zona moderna, piena di alberghi e giardini bellissimi. Di questi autobus ce ne sono tanti e tu puoi salire e scendere quante volte vuoi con lo stesso biglietto. Prima a piedi avevamo visto le tombe saadiane, poi il palazzo El badii, poi la Place des ferblantiers(dei lattonieri).Il giro passava anche dai giardini Mènara, che rivedremo in tutt’altra luce in serata!
Ma il richiamo della Djemaa el-Fna è troppo forte… Sono le 4 del pomeriggio e la piazza è ancora tranquilla, ma tra poco comincerà a riempirsi di colori, suoni, odori, in un’atmosfera davvero unica. Da qui, sorseggiando un ottimo tè alla menta, assaporiamo lo spettacolo della piazza che si anima e prende vita. È un continuo andirivieni di persone, un susseguirsi mai uguale di rumori, suoni e musica, mentre vengono montate file e file di chioschi all’aperto dove vengono preparati cibi di tutti i tipi (dal couscous alle teste di pecora) e l’aria si riempie di odori invitanti. Giocolieri, cantastorie, incantatori di serpenti, ammaestratori di scimmie, acrobati, venditori d’acqua occupano il resto della piazza, circondati da spettatori – sia marocchini sia turisti – che assistono rapiti. Sembra di essere al cinema. Decidiamo di lanciarci e di provare i totani fritti, che a prima vista sembrerebbero un vero e proprio attentato per il nostro stomaco. Invece sono davvero buoni e – incredibile ma vero – digeribili e, visto che l’appetito vien mangiando, ci buttiamo anche su un bel piatto di brochettes.
La piazza è stata eletta “patrimonio mondiale orale dell’umanità” dall’Unesco, una classifica diversa da quella classica dei reperti archeologici o naturali del mondo: dove si incrociano tante culture, tante storie, tanti racconti e tante musiche in un caleidoscopio di sentimenti e di emozioni, come nella magica piazza marocchina. Giusto x dare un’idea, dell’enorme patrimonio orale e musicale italiano, soltanto una tradizione è stata inserita in questa classifica dell’Unesco: il ballo dei pupi siciliani!
La visita di Marrakesh potrebbe essere alquanto rapida se non fosse per il sole cocente e x il fatto che tutto si ferma dalle 12.45 alle 14.30 circa.
Indico x un tour fai da te con i nostri tempi, visto che già ricevo richieste di info x Marrakesh!
Monumenti e posti di interesse:
Saadian Tombs- costo entrata 10dh: (15 minuti) tombe di principi e re del Marocco. Uno dei padiglioni è di ispirazione Andalusa.
Badii Palace- costo entrata 20dh: (25 minuti) In realtà x una visita accurata, magari con una guida, si può trascorrere anche più tempo nelle rovine di questo palazzo…. Se riesci a resistere sotto il sole!
Bahia Palace- costo entrata 10dh: (35 minuti) Bellissimo palazzo ornato con decorazioni incise sulla pietra. Peccato che non ci siano più ne’ mobili ne’ accessori.
Majorelle Gardens- costo entrata 30dh: (15 minuti) Ci vogliono 15 minuti per visitarli ma noi siamo stati là in realtà un’ora perchè c’è un fresco paradisiaco! I giardini sono stati creati dal pittore Majorelle e acquistati successivamente dallo stilista Yves St Laurent.
Museo d’arte islamica, dentro i giardini Majorelle, (15 minuti)- costo entrata 15dh: vale la pena visitarlo visto che siete qui. Contiene sia oggetti ornamentali, sia armi, sia vestiti, porte di moschee ecc.
Les Tanneries (le concerie), gratuito, (15 minuti): Sono di sicuro un’esperienza provante. Qui preparano, lavorano e colorano la pelle x la quale il Marocco è famoso. La puzza è inimmaginabile. Consiglio scarpe chiuse. Da vedere anche x valutare in giro come mai alcune cose in cuoio non puzzano ed altre sì e regolarsi x acquisti a casa (noi solo un minicammello).
Ristoranti:
Una sera con dei ragazzi del Belgio, ci siamo avventurati in una cena nella piazza Jemaa El Fna. Era interessante e molto caratteristico. Abbiamo mangiato in uno di quei posti dove preparano gli spiedini e li cuociono davanti a te (costo 80dh per due). Cercate un posto affollato, magari con la coda laterale e che ci impiega un po’ per trovarvi un posto, perchè ho saputo di altri turisti che si sono sentiti male dopo aver mangiato in piazza. Abbiamo anche bevuto una spremuta d’arancia buonissima dal venditore ambulante numero 16 (costo per due 6dh).
Si poteva e si doveva alternare con dei veri ristoranti. Vi elenco quei pochi che abbiamo provato:
Già detto del normalissimo ristorante Argana, che però ha una vista insuperabile sulla piazza e non costa neanche tanto rispetto alla posizione,  consiglio poi Casa Lalla (Costo 600dh per due): cibo marocchino rivisitato in maniera internazionale. E’ stata l’esperienza culinaria più soddisfacente. Una cena ottima. Assolutamente da provare. Vi consiglio di prenotare con largo anticipo perchè hanno solo 4 tavoli. E’nella medina, laddove però puntavamo all’esclusivo Dar Marjiana, ma lì la selezione solo x la prenotazione era davvero spietata e comunque ho riportato il biglietto da visita tra le foto perché se c’è stato Berlusconi un mese fa…a proposito al bazar più esclusivo, cioè la Porte d’Or campeggia già la foto di Mister B. a braccetto col proprietario, tra foto di divi e politici di mezzo mondo, e noi x fare l’unico regalo consistente che dovevamo fare abbiamo chiesto qualcosa sulle 50 E. Con un sorriso il proprietario ci ha fatto intendere che lì forse a 50 E ci poteva dare le saponette del cesso!

SPA ed intrattenimenti:
Quasi nessuno è così scemo da rinunciare dopo le fatiche fisiche e climatiche della città al relax, noi non ne abbiamo avuto bisogno ma comunque ho raccolto delle informazioni casomai ci fossimo cotti all’ultima giornata!
Les bains de Marrakesh (Costo del pacchetto individuale 600dh): Ci sono massaggi, bagni anti stress ed il famoso hammam in questa bellissima spa. E’ all’interno del Ryad Medi. Prenotare in anticipo. Appena fuori dalle mura della Medina.
Comptoir: Nel Gueliz si trova questo bar/ristorante molto trendy. C’è da bere e del bar food, cioè dei piccoli assaggini, in italiano quegli aperitivi coi quali i pezzenti ci fanno anche pranzo e cena insieme. Il posto è alla moda, ha le danzatrici del ventre e la musica ad alto volume.
Jad Mahal: Sempre nel Gueliz altro bar/ristorante tailandese. Carino per un paio di drinks fino a tardi.
Shopping:
A parte, ovviamente, i vari mercatini, vorrei suggerire due negozietti che ho trovato molto interessanti:
Miloud El Jouli – Souk Smat El Marga n.6/8 – vende prodotti di proprio design in pelle. Si comprano delle belle cinture a 200dh circa. Ci sono anche caftani, scarpe, babbucce super rifinite (anche in pelle di serpente!). Non è il solito mercatino. I prodotti sono meglio rifiniti e si vede. Da non perdere.
Kifkif – Rue de ksour Bab Laksour numero 8 – Ha delle cosine carine. Ci sono dei ferma tovaglioli molto originali e ben rifiniti a 200dh. Il negozio ha anche altri accessori come diari, anelli, collane, cinture, maglie e prodotti per bambini. Da visitare.
Altro:
I taxi cercheranno sempre di fregarvi quanti più soldi possibile. Ricordatevi che dovunque andiate a Marrakesh, il massimo ammontare da pagare è di 20dh.
I calessi  sono un’esperienza carina. Ti portano in giro per un’ora o più attorno alle mura della città. Il prezzo x ora per calesse è stabilito dallo stato ed è di 90dh. Loro cercheranno sempre di partire da almeno 300 o 100 a testa. Contrattate con determinazione, anche troppa nel nostro caso che stavamo salendo nel calesse e poi ci è sfilato davanti quel bus panoramico e che x giunta è costato meno.L’ultima sera dunque l’abbiamo passata ai giardini Mènara x uno spettacolo di folklore marocchino con una fantastica luna piena e dei giochi d’acqua e di luce notevoli, lì andammo con i belgi conosciuti in giro e con i quali andammo pure a cenare in piazza dopo lo spettacolo, è stata la degna conclusione di un viaggio affascinante, ufficialmente concluso tra un suq e l’altro x gli ultimissimi acquisti, pochi x ragioni di budget. Abbiamo ripreso ancora una volta l’indomani mattina il solito bus della CTM x tornare a Casablanca dove ci è toccato dormire un’altra notte in un fatiscente albergo x un volo prestissimo l’indomani x l’Italia, ovviamente all’aeroporto ci siamo andati con lo stesso tassista dell’arrivo, che ha così idealmente chiuso il cerchio del nostro viaggio.
 

 
           
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