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CHI MI HA ISPIRATO.
Voglio raccontare analiticamente come nasce un’impresa come il giro
del mondo nella testa e nel fisico dei viaggiatori che mi hanno
preceduto ed ispirato.
Spero da subito di essere concreto anche nello stimolare altri giri
del mondo ad altri viaggiatori che possono anche scrivere alla mia
email x dei consigli.
Intanto con le seguenti righe ringrazio coloro che hanno ispirato il
mio cominciando da Brian, nippo-americano conosciuto in Svizzera nel
1991 con l’allora ragazza ed oggi moglie, la franco-americana
Anne-Marie.
Ricordo che fu la prima volta che sentii parlare di biglietti aerei
“aperti”, di mesi e mesi lontano da casa, ammesso che quei due ne
avessero culturalmente e fisicamente una sola, date le loro origini.
Io avevo appena cominciato la mia università a Milano e, quando
tornai in Sicilia x le vacanze di quell’estate, trovai un bellissimo
pieghevole tra la posta da parte loro. Come si vede nella sezione
fotografica di tale “post”, un diario di viaggio piegato in 3 parti
che si aprivano con una sottile pressione nello scotch, pardon
sellotape nel vero inglese, x ottenere l’apertura completa del
diario formato da 11 pagine.
Studiai a lungo la terza pagina dove, come si vede, evidenziai le 28
tappe aeree con un asterisco.
Poi mi informai meglio circa la loro combinazione di biglietto aereo
aperto con una sola compagnia aerea e relative compagnie partner, x
un certo migliaggio complessivo che era possibile sforare solo nel
caso di maggiore pagamento ( x intenderci, è la formula attuale di
biglietti aperti x 30.000 o 40.000 miglia ).
L’unica regola da seguire x ogni combinazione di questi biglietti è
di mantenere la direzione iniziale, chi va verso est finisce in tale
direzione e viceversa x chi comincia da ovest. Nella sostanza, sia
in Lira allora che in Euro adesso, con l’equivalente di un’andata e
ritorno dall’Australia è possibile pagarsi l’arrivo nella stessa
nazione con una fermata asiatica ( solitamente Bangkok), e dopo
l’Australia proseguire x paesi del pacifico ed una delle americhe.
Se il biglietto viene fatto con una compagnia asiatica ci sono molte
più fermate nei paesi di quel continente e meno fermate in una delle
nazioni delle tre americhe.
Diversi viaggiatori, negli anni che vanno dal 1991 in cui conobbi
Brian&Anne-Marie al 1999, mi hanno parlato dei loro giri del mondo
nei vari angoli del mondo, dove li trovavo in grado di
autofinanziarsi coi mezzi più disparati (quasi mai del tutto, ma
spesso in buona parte).
La formula più banale, il cosiddetto uovo di Colombo, sarebbe quello
di lavorare sul posto ma, specialmente x chi lo fa x lunghi periodi,
pregiudica la continuità del viaggio e/o lo trasforma in un semplice
trasferimento in un’altra città e/o nazione.
In quel 1999, in cui mi ero laureato da pochi giorni, trovai in
libreria una faccia simpatica che spiccava su una copertina color
verde pisello col titolo “Il grande sogno” e sottotitolo “giro del
mondo senza soldi e senza bagagli”. Non sapevo chi fosse quel
ragazzo che la biografia presentava come un romano già al suo terzo
giro del mondo.
Ricordo che quella sera ero distrutto x motivi sportivi e meditavo
di crollare x 10 ore filate ma pensando di leggere solo le prime
pagine, mi ritrovai a finire il libro in una notte ed a
schematizzare all’alba, sulle mie esigenze e caratteristiche, i
consigli analiticamente esposti alla fine del libro x compiere
un’impresa simile.
C’era anche l’email del romano che, come vedete nel mio diario
australiano, mi ha risposto quando ormai ero partito x il mio giro
del mondo…poi lo conobbi di persona e gli sviluppi successivi sono
tutti raccontati in “Roma 2001”.
Qui continuo a ricordare come pensai di lanciare il mio giro del
mondo: senza sponsor e senza interviste che avventura è?!
Soprattutto come la si può coprire in termini economici e
temporali?!
Fortunatamente l’anno 2000 vede già la copertura mediatica e
tecnologica assortita x i viaggiatori che ne fanno buon uso.
Non avendo ancora un sito internet x dare visibilità in cambio ad
eventuali sponsors, e non avendo nemmeno una telecamera digitale ed
un palmare GPS (global position system), decido di portarmi un
computer portatile che alla fine ho usato più che altro x sistemare
emails e foto in quello che è diventato il mio libro su “L’estate
infinita”. Le foto le facevo con una macchina fotografica normale e
le migliori le scannerizzavo nei vari internet points, spesso usati
anche x le emails, data la comodità di trovare praticamente un
internet point in ogni angolo del globo che girai in questi 8 mesi.
Dunque, se non c’è la tecnologia non ci sono i media, se non ci sono
i media latitano gli sponsors e senza i finanziamenti degli sponsors
anche le più grandi e determinate imprese oggi non superano lo
stadio del sogno.
Pensai alla grande opportunità della emigrazione meridionale nei
paesi che andavo a visitare e proposi ad una televisione regionale
un servizio sugli italiani all’estero: con la mia telecamera
appoggiata di volta in volta ad un muro o affidata al compagno di
viaggio di turno del solito ostello itinerante, ecco che con un
microfono e tanta faccia tosta realizzai diversi servizi televisivi.
( successivamente nel 2002 in Venezuela, dove ero andato
sponsorizzato da un’associazione, conobbi sul posto il giovane
presidente dell’associazione Siciliamondo - della quale invito a
vedere il sito www.siciliamondo.it - ed ebbi un’opportunità ad hoc x
mettere anche x iscritto le storie e le vicende politiche,
economiche e sociale degli italiani in ogni angolo del mondo e
questo rapporto di collaborazione dura tutt’ora ).
Come esempio si veda “Venezuela 2002” come trovai con l’esposizione
garantita al mio sponsor di allora in un sito di viaggi il
finanziamento x allargare il mio viaggio ( inizialmente previsto x
il solo Venezuela) con un’estensione alle isole di Trinidad e di
Barbados, ricordo che mi prestarono la mia prima macchina
fotografica digitale..
Tornando al mio giro del mondo, presi da Pennacchi anche l’idea di
dare visibilità alla mia agenzia viaggi in cambio di una riduzione
sul biglietto, ma soprattutto x ottenere un pass giornalistico che
mi ha aperto le porte a diversi enti ed istituzioni soprattutto in
Australia, nonché ad un pass x girare tutto quel paese con una linea
di autobus.
Il biglietto aereo, x la cronaca, effettuato con una combinazione
tra 2 sole compagnie: l’Alitalia fino a Sydney ed avrei potuto
fermarmi nello scalo tecnico di Singapore, ma volevo cominciare il
mio giro del mondo nel giorno del capodanno 2000 in quella che è
definita la baia più bella del mondo, cioè quella di Sydney, e poi
proseguii lo stesso biglietto con la Canadian airlines che dava uno
scalo tecnico nel suo volo da Sydney a Vancouver alle Hawaii, ove
scelsi di fermarmi x 10 giorni, e poi sempre Canadian da Vancouver x
Calgary, Winnipeg e Toronto. Ripresi l’Alitalia x il volo finale di
ritorno sull’Italia. Da precisare, come si vede dai diari di
viaggio, che x le isole del pacifico più vicine all’Australia
combinai un pass specifico della Polynesian che permetteva un giro
delle isole ( che trovate nell’apposito diario), con un passaggio
nelle navi cargo in cambio del trasporto di merce alimentare,
impresa che poi ripetei in Alaska.
Arrivato a Vancouver appunto dalle Hawaii, i giri dell’Alaska e
dello Yukon li feci a parte, via terra e via mare; altro giro a
parte ( ovviamente solo via terra ) quello del nord-ovest americano
( si vedano i diari canadesi ed americani )..
Ultima precisazione, le compagnie low-cost, oggi attive pure in
Italia, nel 2000 erano già massicciamente presenti nelle nazioni da
me citate, ad esempio nell’ultima tappa di Toronto con Adriana
appena arrivata dall’Italia nel natio Canada, decidemmo di fare un
Buffalo- New York a soli 50 US$ a testa, tasse comprese tra andata e
ritorno, con la neonata Blue-jet. ( Buffalo è confinante col Canada
e New York è ad 1.15 h. di volo! ).
Chiaramente in ogni aspetto del viaggio ci si industria anche nelle
città più care del mondo x spendere poco e “vivere sempre i propri
sogni”!!
Esempio banale, in quest’ultima tappa a New York, giusto di una
settimana, prendemmo un pass settimanale della metro a 17US$ col
quale sin dall’aeroporto arrivammo ad 1.30 h. di metro (!!) ad
Harlem ove dormimmo in un normale alberghetto, ma con bagno in
comune….
Certo, di belle avventure in giro x il mondo ne sono rimaste poche
da fare. Tutti gli angoli della terra sono stati visitati, ed in
tutti i modi possibili. E’sinceramente difficile inventarsi qualcosa
di nuovo x dare visibilità alle linee guida di un determinato
sponsor..
Aggiungo io, difficile ma non impossibile, basta essere dei
sognatori pragmatici! Ecco quindi una schematizzazione del mio GIRO
DEL MONDO:
Biglietto aereo iniziale con Alitalia e Canadian
Milano- Singapore- Sydney- Honolulu-Vancouver- Calgary- Winnipeg-
Toronto- Milano
Arrivo in Australia il 29 Dicembre 1999 a Sydney, Singapore l'ho
utilizzata solo come scalo tecnico……
Lavoro 1 mese a Sydney al Comitato per i giochi olimpici, metto da
parte 600 aus$ ottenendo a parte il pass in bus per il giro di 6
stati australiani (ne aggiungerò un settimo degli 8 esistenti)
Feb-Marzo 2000: Sydney- Canberra- Melbourne- nave andata e ritorno
per la Tasmania- Adelaide- Coober Pedy-
Ayers Rock (o Uluru)- Alice Springs- Townsville- Cairns (Green,
Magnetic e Fraser islands con piccole imbarcazioni)-
Brisbane- Surfers Paradise- Byron Bay- Sydneyy
Aprile 2000: acquisto pass aereo comprendente l'arrivo in Nuova
Zelanda, alle Samoa americane ed occidentali, alle Figi e a Tonga
con A/R da Sydney….
2-15 Aprile: Sydney- Auckland(Nuova Zelanda), in treno Auckland-
Rotorua e Wellington, da lì nave per la Nuova Zelanda del Sud e
tutto in bus A/R da Picton per Nelson- Franz Josef, Queenstown-
Christchurch.
Da Picton nave per la NZ del nord e treno per ritorno ad Auckland
15-25 Aprile: Samoa americane (isola di Tutuila durante i 3 giorni
di festa per il centenario sotto gli USA) e Samoa occidentali (isole
di Upolu e Savaii)
25 Aprile-5 Maggio: Figi, isole di Vanua Levu e Viti Levu, parte
delle isole Yasawas e Mamanucas, infine Taveuni (dove il mondo
cambia data all'altezza del 180° meridiano)
5-12 Maggio: Tonga, tutta l'isola di Tongatapu e le isole di Vava'u
e ritorno a Sydney riprendendo il biglietto aereo iniziale
13-20 Maggio: di nuovo lavoro a Sydney
20-31 Maggio: Hawaii, tutta Oaui(Honolulu e Pearl Harbor), ed anche
le isole di Big Island e Maui
1°-7 Giugno: Vancouver
7-29 Giugno: USA del Nord-Ovest tutto in bus con la Greyhound: stati
di Washington (Seattle), Oregon (Portland), Idaho (Boise), Utah
(Salt Lake City), Wyoming ( parco di Yellowstone), Montana (Bozeman
e Missoula) e ritorno a Vancouver via Seattle
29 Giugno-3 Luglio: Vancouver
4 -15 Luglio sempre con la Greyhound: Yukon ( Dawson City e
Whitehorse) e confine passato con pittoresco treno sul White Pass e
ritorno a Vancouver dopo 4 giorni di nave in Alaska, con brevi soste
( Juneau, Skagway, Sitka, Ketchikan)
16-18 Luglio: Alberta ( Calgary e giro dei parchi di Banff e Jasper)
19-29 Luglio: Manitoba ( Winnipeg, 3 giorni), e Ontario ( Toronto, 1
settimana)
30 Luglio-10 Agosto A/R su New York City
11-19 Agosto giro di Buffalo (USA, sempre stato di New York) e
Hamilton ( Canada) vicino le Cascate del Niagara
Ritorno in Italia il 20 Agosto
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