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Inverno 1990 - Germania:Berlino


BERLINO: TRA MEMORIA E FUTURO
La voglia di conoscere la grande Berlino est’anno si è fatta sentire così acutamente che a dicembre sono andato lassù, addirittura ripassando subito dopo Natale dall’università dove ho appena finito i primi due mesi di frequenza! Naturalmente al 29 dicembre mi fa impressione trovare Milano vuota e quasi apprezzo di più piazza s. Ambrogio….
Dunque il 30 parto per Berlino dove passerò una settimana e dove non avrei nemmeno pensato di poter andare se non ci fossero stati degli amici milanesi (ma il cui padre è agrigentino come me), Sebastiano e Camilla,che vivono là con la famiglia. Grazie anche alla loro simpatia e disponibilità, alla loro carica umana, alla loro voglia di godere insieme di questa occasione di conoscenza, il viaggio si è rivelato straordinario, ricco di sensazioni e fertile di emozioni.
Un viaggio vissuto con fantasia: sull’itinerario preparato con cura su una guida scritta, si è innestata una robusta dose di improvvisazione, di scelte fatte di istinto. Insomma il giusto mix per vivere un viaggio come una perenne sorpresa e una continua scoperta anche da parte di viaggiatori esperti della Vecchia Europa, sia pure in relazione alla nostra giovane età. Con Sebastiano siamo quasi gemelli dato che festeggiamo i nostri 20 anni proprio in questi giorni ( in passato solitamente sempre insieme nelle tante vacanze sulla neve a Cortina coi rispettivi genitori). Un viaggio sospeso tra passato e memoria da lasciare al futuro. Se devo scegliere una immagine per sintetizzarlo: il monumento alla memoria che sta nascendo a Berlino, il segno che qui la guerra è ferita ancora aperta e sanguinante. Il monumento alla memoria, per ricordare gli stermini della Germania nazista, è tuttora in costruzione. Una serie di monoliti neri, di diverse altezze. Credo che, nel pensiero di chi l’ha progettato, alla fine debba diventare una sorta di enorme altare dilatato e spezzettato, quasi invocazione e preghiera a non ripetere l’orrore.
La porta di Brandeburgo è proprio a due passi da qui. E sull’asfalto, a pochi metri, il segno bianco che ci ricorda che lì passava il muro che frantumava fino a pochi anni fa una città e ne sfregiava l’identità. Cominciamo a girare la città nel lato Ovest, quello più moderno e “occidentale” (siamo al primo anniversario della caduta del muro, ma la differenza tra le due Berlino è ancora evidentissima!).
Cominciamo il nostro giro dal castello di Charlottenburg, in Spandauer Damm, proprio in faccia al Museo egizio. Nostro obiettivo: la visita allo stesso museo (quel mondo non lo dimenticherò mai anche se in effetti sono passati solo pochi anni dal mio viaggio egiziano). A catturare l’attenzione e le emozioni è soprattutto il bellissimo volto di Nefertiti, inquietante, forse il più bel ritratto di donna che io abbia mai visto. La bellissima moglie di Amenofi IV, vissuta 15 secoli prima di Cristo, ha sul volto il mistero e l’enigma eterno della femminilità. Torno più volte nella sala dove Nefertiti guarda il mondo da una dimensione senza tempo. Difficile sottrarsi al suo fascino.
Ma la grande Berlino ci aspetta! E cominciamo a girare questa città moderna dalle larghe e animatissime vie. Il cui sistema di trasferimenti risulta dall’integrazione di tram, autobus, metrò di superficie e metrò sotterranei. Ma tutto funziona alla perfezione e girare la città, dopo un po’, diventa perfettamente agevole. Conviene fare base alla stazione del Giardino Zoologico (Zoologischer Garten) che apre tutte le possibilità (…anche quella di cominciare a muoversi a piedi: qui si affacciano tutte le grandi arterie di questa parte della città, fra cui la Kurfürstendamm -o Ku’damm, come la chiamano qui familiarmente). Chi, come noi, sceglie come base berlinese la stazione di Zoologischer Garten (vicino la fermata della metro di banhoff-zoo, resa celebre dal film “christiana f.-Noi i ragazzi dello zoo di berlino”) non può fare a meno di alzare gli occhi e notare una torre campanaria ridotta ad un moncherino annerito dal fumo: si tratta di tutto ciò che rimane della Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche dopo il bombardamento del 22 novembre 1943.
Qui è stata scartata l’idea di ricostruire e si è voluto lasciare allo stato di rovina questo monumento all’orrore bellico. Accanto è stata costruita una chiesa moderna a base ottagonale, suggestione indimenticabile per i visitatori, avvolti dalla luce blu filtrata dalle vetrate. Da questa piazza, vero cuore della nuova Berlino, parte tutta una serie di negozi sfavillanti, fra cui il celebre Ka-de-vé, il più grande centro commerciale, che visitiamo divertiti. Lasciando poi l’animazione della nuova Berlino, percorriamo il Tiergarten, il grande parco dove tutti gli spazi sono occupati da famiglie intente al picnic domenicale e da ragazzi che giocano. Percorriamo la dritta e ampia Strasse des 17 Juni, l’antico viale della Vittoria (i miei genitori proprio da pochi mesi si sono trasferiti in un viale che si chiama della Vittoria!), lungo il quale Hitler faceva marciare le sue armate! C’ è anche ,al centro di una grande piazza rotonda, la colonna della Vittoria. Eretta nel 1873, si trovava un tempo davanti al Reichstag; poi è stata smontata e portata qui nel 1939. Vediamo anche un modernissimo Centro Congresssi ed una elegante struttura destinata ai concerti di musica classica, un cult per la capitale tedesca, patria dei Berliner. Vediamo poi il Monumento all’Armata e ai caduti sovietici dell’ultima guerra e poi il Reichstag, sede del governo e del Parlamento Ovest.
Ed eccoci davanti alla mitica Porta di Brandeburgo che segnava fino a poco tempo fa il confine fra le due Berlino: davanti alla celebre Porta correva infatti il famigerato Muro, il cui tracciato si può vedere segnato a terra da una linea bianca. Nei pressi, un piccolo cimitero molto commovente ricorda coloro che hanno lasciato la vita tentando di superare il terribile Muro. Ma la Porta è bellissima, con le sue belle colonne e la piazza è immensa, animatissima. Artisti di strada, ambulanti, suonatori…Un altro punto-chiave di Berlino che mi ha colpito, parlando di barriere, è il Chekpoint Charlie, con le bandiere degli Alleati e l’interessante Museo; oggi, al celebre posto di blocco, restano solo le bancarelle dei souvenirs e anch’io mi lascio tentare da cappelli militari e improbabili pezzetti di muro… Mangiamo in giro, scopro la mostarda Bautzener ed i biscotti Otello mentre impazzisco per la stranezza del ruolo dell’ampelmann, l’omino del semaforo che gestisce il traffico delle Trabant in giro con le loro sagome da cartone animato!
Faccio varie foto a ciò che rimane del muro in vari punti della città, bellissimi i murales con Breznev e Reagan che si baciano! Ma, superata la Porta, eccoci nella ex Germania-Est, sulla Unter den Linden,che rivela la ricchezza della storia tedesca e berlinese ad ogni scorcio. Fino a prima della guerra era la più bella strada di Berlino, tracciata nel 1647 da Federico Guglielmo di Hohenzollern e ampliata e resa maestosa da Federico II. I tigli che si vedono ai bordi sono un pallido ricordo di quelli, secolari, fatti abbattere da Hitler per dare maggior risalto e impatto visivo alle sue parate. Su questo bel viale, si avverte subito che ….la musica è cambiata, anche dalle facciate dei palazzi che vi si affacciano: in rapida successione ecco la cattedrale cattolica, la chiesa di santa Hedwigs che richiama un po’ il Pantheon romano, la Alte Bibliothek e la zona dell’università, la Accademia e il dirimpettaio Duomo francese con le facciate gemelle, il teatro dell’Opera, il Museo delle Arti e la Neue Wache, la prima realizzazione del grande architetto Schinkel, che proprio a Berlino ha firmato edifici importantissimi per la storia e la cultura della città. La Neue Wache, che è stata usata perfino come prigione , è oggi un monumento ai caduti in guerra. Ospita, nella sua desolata ed efficacissima nudità, una pietà che campeggia in mezzo all’area interna e prende luce da un’unica apertura sul soffitto. Ma soprattutto, è in questa parte della città che si trovano i più importanti musei della città: il Museo Nazionale con la sua facciata classica e la scenografica scalinata e soprattutto il grande Museo del Pergamo che, da solo, merita una puntata a Berlino! Lo si raggiunge seguendo il corso della Sprea su cui si affacciano tanti palazzi neobarocchi.
Il Pergamon Museum trae il suo nome dal fatto di ospitare la ricostruzione in grandezza naturale dell’altare di Pergamo, capolavoro assoluto dell’arte ellenistica, risalente alla prima metà del II secolo avanti Cristo. Ad entrare nella enorme sala che ospita la scalinata, il sentimento è duplice, contrastante anzi. Grande stupore ed ammirazione davanti a tanta bellezza ma, di contro, amara riflessione su come la cultura museale europea si basi soprattutto su enormi “furti” come questi. Percezione acuita anche quando si visita il resto del museo che ha un patrimonio immenso e propone anche la porta del mercato di Mileto e soprattutto la porta di Isthar e la Strada delle Processioni: era la via che percorreva chi entrava in Babilonia, con le sue piastrelle smaltate e i suoi fregi, dai colori vivissimi ancor oggi. Una suggestione irripetibile.
E, per finire in bellezza, la Unter den Linden ci porta alla celeberrima AlexanderPlatz, una piazza immensa dove ci immortaliamo subito davanti al monumento a Marx e Engels e poi ammiriamo la piccola, suggestiva chiesa Marienkirche; la torre girevole col suo pinnacolo dell’antenna Tv chiude la prospettiva e , nell’angolo moderno della grande piazza, notiamo un curioso orologio internazionale e la beneaugurante Fontana della Gioventù e dell’Amicizia! Chiudiamo il nostro giro…proprio nella zona più antica di Berlino, là dove è nata la città: nel silenzioso quartiere di S. Nikolai, dove si trova il vecchio Kloster e. nei pressi, il Rathaus (municipio) della ex Berlino-est. Malgrado i recenti sviluppi politici, capiamo ancora una volta che c’è ancora tanto da fare per “unire” le due Germanie!
Nei dintorni di Berlino, visita obbligatoria a POSTDAM, la Versailles tedesca…..fermi tutti, direbbero i miei amici francesi: Versailles resta un’altra cosa! Sulla strada per Postdam, attraversiamo il famoso “ponte delle spie”, immortalato in tanti film (In realtà qui è avvenuto un solo scambio tra due spie, una del blocco sovietico, l’altra del blocco occidentale). Poi ci appare il bellissimo, scenografico Park Sans souci, voluto da Federico II come residenza estiva e realizzato su una superficie di 270 ettari! Ma il vero motivo della nostra escursione a Postdam è “toccare la storia” nella vicina residenza di Cecilienhof, dove visitiamo la famosa sala della Conferenza di Postdam conclusasi con gli accordi di pace russo-anglo-americani che misero fine alla II° Guerra mondiale: nel piccolo Museo campeggiano le foto di Stalin, Churchill e Truman! Insomma, A BERLINO LA STORIA SI TOCCA CON MANO!

 
           
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