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Parigi – Le Mans - Angers
Dopo avere visto le brochure nel bed&breakfast, sempre pieni di
volantini e informazioni sulle “attrazioni” della zona, coi miei
amici decidiamo di dirigerci verso Angers, Oggi il caldo si fa
abbastanza sentire, siamo intorno ai 28-29 gradi e la macchina dopo
2 ore al sole non è certo il posto migliore in cui stare a quest'ora.
Concludiamo la giornata prendendo una camera al Village Hotel di
Angers e cenando con “Buffalo wing, barbecue ribs e brochettes”
(carne alla griglia con spiedini, costine e croccanti ali di pollo)
al Buffalo Grill, che dista meno di 400 metri dal bed&breakfast..
Angers - Carnac
Oggi ci apprestiamo a lasciare la Loira e andare in Bretagna.
Partiamo visitando il castello di Angers, che aveva scopi
prettamente difensivi, una vera e propria fortezza.
Qui dal giro sulle mura godiamo di una magnifica vista della Loira e
della città e all'interno, oltre ai giardini, la cappella, le torri
e le abitazione dei Signori dell'epoca è ospitato quello che era
l'arazzo più grande del mondo, noto anche come “Arazzo
dell'Apocalisse”.
Passando per le magnifiche vie del centro storico notiamo la
splendida cattedrale e le bellissime case ristrutturate, con il
rispetto x quello che era l'aspetto originario, cioè con
un'intelaiatura di legno esterna.
Dopo quasi 2 ore di viaggio arriviamo a Carnac, ci concediamo un
oretta di pausa, riposo e pranzo e andiamo a visitare il complesso
megalitico più grande d'Europa. Migliaia di grossi massi allineati
tra loro su oltre 12 km di terra.
Uno spettacolo veramente mozzafiato e il fatto che i motivi di tali
allineamenti siano ancora sconosciuti aiuta a rendere questo posto
uno dei più ricchi di fascino e visitati di Francia.
Le ipotesi sono ancora tante, complesso religioso, funerario o
astronomico, nascondono una realtà che forse non conosceremo mai.
Rimane stupefacente vedere come pietre da diverse tonnellate (alcune
anche da 50-60 tonnellate) siano state allineate con un dispendio
sicuramente enorme di tempo e fatica oltre 6000 anni fa.
Proprio a causa dell'elevato numero di turisti le visite nel
complesso megalitico chiamato “Allineamento di Carnac” non sono più
libere ma solo organizzate, dietro appuntamento, 2 volte la
settimana.
Il percorso, x evitare il formarsi di sentieri, viene cambiato
quotidianamente in un ordine ben preciso stabilito da un computer in
modo di rifare lo stesso percorso solo ogni 120 giorni.
L'unico limite di non poter girare in mezzo alle pietre è quello di
non poterle toccare, x il resto la visibilità è la stessa, quindi
siamo più che soddisfatti dei percorsi intorno ai campi.
Facciamo un bel giro a piedi, andiamo a vedere il centro
informazioni di Carnac e andiamo a cercare un albergo in zona.
Rennes - Mont St. Michel - Dol De Bretagne
Dopo un oretta di macchina, superata Rennes, lo spettacolo che
vediamo è da lasciare senza fiato.
Ha già smesso di piovere e Mont St. Michel sembra una montagna
sospesa nel vuoto che sbuca dal terreno e galleggia sull'oceano.
Mont St. Michel è un'isola-penisola. A causa delle maree più forti
del mondo, a seconda dell'alta e della bassa marea quest'isola viene
circondata dal mare.
Quello che ora per noi è un parcheggio questa sera sarà mare aperto,
anche se in realtà ci sono due alte e due basse maree al giorno ma è
d'inverno che il mare riesce a circondare completamente questa
rocca, mentre in estate, anche con l'alta marea, non c'è pericolo x
la nostra auto e le decine di camperisti presenti.
Parcheggiamo di fronte a questa meraviglia e tra una goccia e uno
spiraglio di sole riusciamo a salire per le strette vie che portano
all'abbazia, quasi millenaria e tutt'ora nuovamente abitata dai
monaci benedettini.
Inutile soffermarci sulla bellezza di questo posto, ritengo, e non
solo io, che sia uno dei luoghi più belli del mondo e nessuna foto o
video potrà descrivere veramente bene le sensazioni che si provano
visitandolo.
Ci fermiamo a mangiare in un ristorantino tipico, sono ormai le 15
passate e tra una cosa e l'altra torniamo verso la macchina,
direzione St.Malò.
Ci avviamo verso la seconda tappa, Dol De Bretagne.
Questa piccola cittadina poco distante da Mont St. Michel è famosa
per 3 cose.
Il menhir dei “Champ-Dolent”, considerato il più alto dell'Europa
continentale, il Mont Dol, una rocca di granito alta 65 metri da cui
vedere un bellissimo panorama sulle terre, sui polder e sull'oceano
e la Cattedrale di Dol De Bretagne, con il suo nuovissimo sistema
informatico chiamato “CathedralScope”, una sorta di ricostruzione al
computer dei momenti della creazione e della vita di questa bella
cattedrale gotica.
Visitiamo volentieri il menhir, un vero e proprio gioiello
megalitico da decine di tonnellate, alto 9 metri e 50 cm anche se le
indicazioni per arrivarci sono a dir poco fuorvianti.
Saltiamo Mont-Dol, la rocca di granito, in quanto con un po' di
superficialità riteniamo non valga la pena fare 30 km x vedere un
panorama meno bello di quello che ci ha offerto l'abbazia di Mont St.
Michel.
Vorremmo fare un salto al CathedralScope ma scopriamo con non poca
sorpresa che la super ricostruzione 3D è ascoltabile in francese,
tedesco, spagnolo, inglese e olandese; visto che gli italiani sono
gli stranieri statisticamente più numerosi appare evidente come sia
una scelta ben precisa quella di escludere la nostra lingua, qui e
in diversi altri posti.
E' evidente che non vogliono turisti italiani perciò riteniamo tale
scelta non degna del biglietto di ingresso e oramai appagati da una
bellissima giornata ce ne torniamo al bed&breakfast, non prima di
una buona cena.
Rennes - Cap Frehel
A nord di Rennes e a Ovest di Mont St. Michel, in Bretagna, su
quello che è l'Oceano ma qui definiscono come “Mar del nord”, o “La
Manica” ci sono due promontori molto belli.
Oggi decidiamo di visitare il primo, approfittando di una discreta
giornata. Oramai abbiamo capito che il tempo varia cento volte al
giorno, infatti già solo durante il tragitto troviamo due volte un
cielo quasi sereno e due volte la pioggia, portata da scure nubi
oceaniche.
Con questo tempo gli arcobaleni sono all'ordine del giorno e riesco
addirittura a filmarne uno in arco completo, da terra a terra.
Il viaggio dura un po' di più del previsto, quasi due ore anche a
causa della scelta, azzeccata secondo me, di percorrere solo le
belle e caratteristiche stradine locali.
Arriviamo a Frehel, la città più vicina al promontorio quasi alle 12
e decidiamo di pranzare con un po' di anticipo prima di procedere
oltre.
Dopo avere pranzato, viaggiamo in direzione del capo del
promontorio, il bellissimo “Cap Frehel”.
Qui scopriamo che il vento che soffia forte da Nord Ovest è presente
330 giorni su 365, ma fa parte della corrente oceanica della
“Corrente del Golfo”, in grado di mitigare notevolmente il clima
portando aria tiepida a 14 gradi in pieno inverno e aria fresca
d'estate.
Proprio a causa di questo vento molto forte il clima è così
fortemente variabile.
Raggiungiamo il capo attraversando un bellissimo sentiero (chiamato
GR34) attraverso brughiere e campi di erica. Qui le sabbiose spiagge
si alternano ad alte falesie e il verde del mare ci fa capire perchè
questo tratto di costa delle Bretagna venga definito la “Cote d'Emeraud”.
Per i patiti delle passeggiate il GR34 (Grand Rendonniere 34) è un
percorso che si snoda lungo quasi tutta la costa Bretone, lungo
quello che una volta era il “percorso dei doganieri”, tra scogliere
ancora incontaminate e bellezze naturali più conosciute e
frequentate; apprendiamo che la Bretagna, e in particolare questi
tratti di costa e quelli che visiteremo domani, sono stati per oltre
100 anni dominio assoluto dei più famosi e pericolosi pirati
europei.
La Bretagna ricorda come siano stati navigatori Bretoni a dominare i
mari oceanici del nord, “scoprire” il Canada e arrivare fino in
Sudamerica.
Quelle che un tempo erano le locande più malfamate ora sono
diventate tipici ristoranti, birrerie o negozi di souvenir.
Seconda tappa: andiamo a cercare un ristorantino tranquillo
nell'oramai vicinissima città di Cancale.
Cancale è famosa x essere stata in passato la città dei
contrabbandieri e dei pirati x eccellenza ma anche e soprattutto x
essere la patria mondiale delle ostriche.
In questo tratto di costa viene ogni giorno raccolto un quarto della
produzione mondiale di ostriche.
La baia anche qui risente di forti maree ed è ora un vero e proprio
campo di allevamento. Lungo la strada che percorriamo a piedi dal
parcheggio al centro storico troviamo decine di banchetti che
offrono ai turisti le ostriche appena raccolte.
In base alla dimensione le ostriche vengono divise in 5 categorie. I
gentili ambulanti aprono con un coltellino la conchiglia e i
turisti, chi con il limone, chi senza, possono assaggiare “al
naturale” questa vera e propria specialità.
Sono onestamente tanto incuriosito quanto respinto dall'idea di
mangiare molluschi crudi e preferisco provare ad assaggiarli in una
trattoria.
Caen - Pegasus Bridge – Caen
Le giornate di oggi e domani sono dedicati allo sbarco in Normandia,
di cui quest'anno ricorre il cinquantennale (1944-1994).
Prima tappa “obbligata” è il memoriale di Caen.
Un “museo non-museo” come lo definiscono loro, che vuole essere un
inno alla pace tramite testimonianze, filmati e ricostruzioni, un
percorso che guida il visitatore in diverse aree tematiche x
ricordarci quanto dal 1900 ad oggi sia stata ed è tuttora instabile
e precaria la pace.
Ampio spazio viene dato alla seconda guerra mondiale e allo sbarco
in Normandia e subito le cifre ci appaiono ancora più impressionanti
di quelle che ricordavamo.
50 milioni di morti dal 1939 al 1945 nel mondo a causa della guerra,
60.000 morti in pochi mesi solo in questa regione come conseguenza
dello sbarco in Normandia.
Nel guest book all'ingresso, dove ognuno può scrivere ciò che vuole,
notiamo subito 2 scritte in italiano, non senza tono polemico.
La prima dice in tono polemico ma ironico “la pace non ha prezzo, ma
anche questo museo non scherza” e la seconda dice “dov'è il
materiale in italiano ?”.
Ci dirigiamo verso la biglietteria e apprendiamo che il “daily pass”
per girare liberamente nelle diverse sezioni costa, con un piccolo
opuscolo in italiano che è più una cartina del museo, 80.000 lire a
coppia!
L'altra cosa che verifichiamo è la lingua, tutte le documentazioni,
con tanto di postazioni audio video e cinema con sottotitoli per due
lungometraggi, sono in francese, inglese, tedesco e spagnolo.
Solo in quel momento nell'atrio notiamo una cinquantina di turisti,
di cui ad occhio, almeno la metà è italiana. Di spagnoli nemmeno
l'ombra e anche i tedeschi, da quando siamo arrivati in Francia, non
ne abbiamo incrociati più di tutti quelli che solo in quell'istante
sono gli italiani nell'atrio.
Il museo, non fosse per questa seccante e irritante scelta ( che
comunque freghiamo dato che non abbiamo problemi col francese
essendo noi 3 locali ed io finto-italiano, come dicono loro) è ben
strutturato e la visita complessiva dura quasi tre ore.
Alle 12 e 30 cominciamo ad avere un po' fame e scopriamo che il bar
chiude alle 11 e riapre alle 15, proprio x “costringere” i turisti a
dirigersi verso l'unico ristorante / self-service contenuto
all'interno.
Ci assicuriamo di poter uscire e rientrare con i nostri biglietti e,
più per ripicca che per i prezzi veri e propri, tutto sommato
onesti, prendiamo un Sandwich-Menu nel chiosco di fronte al
memoriale.
Rientriamo nel memoriale x la seconda parte della visita e ne
usciamo quasi alle 15.
Visto che oramai l'ora non consentiva la visita al cimitero
americano o alle spiagge dello sbarco, ci dirigiamo verso la tappa
più vicina a Caen, il Pegasus Bridge.
Qui a mezzanotte del 6 giugno 1944 tre alianti con a bordo una
sessantina di persone colsero di sorpresa le difese tedesche
impadronendosi di un ponte prezioso e strategico, non senza un
enorme contributo di sangue versato, segnando la prima operazione
dello sbarco in Normandia.
Quando dopo poche ore, alle 7, inizierà lo sbarco massiccio delle
truppe, i tedeschi non potranno mandare rinforzi sui ponti già
controllati dagli alleati, costringendoli ad un ritardo di diverse
ore che diventerà poi fatale.
Con un po' di fortuna scoviamo nel vicino “Café Gondree” la signora,
oramai settantenne che all'epoca dello sbarco ebbe la
fortuna/sfortuna di vivere l'evento in diretta con i propri
genitori.
L'allora ragazzina di dieci anni con la propria famiglia fu la prima
francese ad essere liberata dagli alleati e ora il bar è considerato
monumento storico, tanto che l'avevamo vista poco più di due mesi fa
in televisione con veterani e capi di stato in occasione
dell'anniversario esatto della liberazione.
Caen – St. Mere Eglise - “D-Day” Beaches - Coleville -
Arromanches – Caen
Oggi è il secondo giorno che dedichiamo allo sbarco in Normandia.
La tappa iniziale è il punto a noi più distante: St. Mere Eglise.
Alle 5 di mattina del 6 giugno oltre cento paracadutisti americani
arrivarono su questa città e uno sfortunato di loro, anche a causa
del buio e del forte vento, rimase appeso ad una guglia della
chiesetta del paese fingendosi morto e rimanendo illeso fino al
giorno dopo quando fu liberato..
Ora a ricordare questo evento c'è un paracadute e un manichino che,
dicono scherzosamente da queste parti, è uno dei più fotografati del
mondo.
Ci dirigiamo ora verso la prima delle spiagge dello sbarco.
Gli alleati, capitanati dall'americano Eisenhower scelsero cinque
spiagge su cui sbarcare a cui diedero altrettanti nomi in codice:
Utah, Omaha, Juno, Gold e Swing.
Sulle prime due spiagge sbarcarono gli americani, sulle rimanenti
sbarcarono inglesi e canadesi, questi ultimi desiderosi di
vendicarsi del massacro subito proprio qui 30 anni prima durante la
prima guerra mondiale.
Lo sbarco non era previsto dai tedeschi, perlomeno non quel giorno,
e fu una vittoria per gli alleati e per l'Europa oppressa che però
costò decine di migliaia di morti.
In questa prima spiaggia i rimasti bunker tedeschi si alternano ai
monumenti ai caduti e lungo la costa le “cicatrici” causate dalle
bombe sono ancora ben visibili.
Prima di pranzo andiamo ancora a vedere “Cap du Hoc” famoso x essere
una falesia a picco sul mare, considerata allora inespugnabile, da
cui si potevano facilmente difendere le spiagge a est e a ovest (Omaha
e Utah).
Un gruppo di rangers statunitensi riuscì nell'impresa di
impadronirsi dei bunker tedeschi, non certo preparatissimi ad un
assalto via mare, ma qui è impressionante vedere le decine di
crateri, alcuni profondi anche diversi metri, segni dei
bombardamenti di quel giorno.
Facciamo ancora un giro nella non lontana Omaha Beach e, decisamente
affamati, andiamo a mangiare qualcosa nel vicino paese in riva al
mare.
Mancano ancora un paio di luoghi da visitare x completare bene
questa doverosa visita ai giorni dello sbarco.
Il primo è a Coleville ed è il cimitero Memoriale Americano,
qualcosa di impressionante: diciassettemila lapidi bianche,
perfettamente allineate, si stagliano su un prato verde nel silenzio
e nella sacralità del luogo. E’ difficile, se non impossibile,
spiegare a parole lo spettacolo emozionante e commovente che abbiamo
di fronte e fa riflettere sugli errori e gli orrori del passato e
sull'aiuto, troppo spesso dimenticato, che diedero questi
giovanissimi soldati americani.
Su ogni lapide si possono leggere nome, cognome, luogo di nascita e
gradi al momento della morte, mentre non viene menzionata la
giovanissima età di gran parte dei caduti.
Il cimitero memoriale americano è uno dei più grandi in Europa,
mentre canadesi e inglesi, anche loro con un altissimo contributo di
vite umane, hanno preferito far riposare i loro caduti in più
cimiteri anzichè in uno solo.
Usciamo dal cimitero passando dal muro dei dispersi, dove sono
scritti i nomi di altri 3500 soldati di cui non furono mai ritrovati
o identificati i resti e, salendo in auto, partiamo verso l'ultima
tappa odierna, Arromanches (c’è un piccolo museo pure qui e ce lo
vediamo).
Qui, di fronte alla spiaggia denominata “Gold Beach” dove sbarcarono
le truppe britanniche, ci sono ancora i resti di quello che fu un
vero e proprio capolavoro militare. Un porto lungo diversi
chilometri che venne costruito in soli 12 giorni con materiale
trasportato dalla vicina Inghilterra e che fu di fondamentale
importanza.
Ancora oggi, vedendo l'imponenza di blocchi di cemento lunghi decine
di metri e pesanti diverse tonnellate ci si chiede come fu
possibile, considerando anche l'epoca, portare al successo
un'impresa così grande in così poco tempo e in quelle condizioni.
Si sta facendo tardi e oggi siamo particolarmente stanchi, una buona
cena a base di carne alla griglia a Caen, passando prima x Bajeux
che ha un’enorme cattedrale.
Deauville – Honfleur - Caen
Un rapido conto mi porta a considerare che, salvo imprevisti, saremo
a casa Giovedì pomeriggio con 2 giorni di anticipo, quindi passiamo
1 giorno tra Deauville ed Honfleur, due posticini molto mondani di
spiaggia dove si concentrano ricconi vari ma sempre con classe molto
francese nelle eleganti spiagge piene di cabine private e villone.
La sera arriviamo a Rouen tramite le belle e caratteristiche
stradine locali che ci portano a Rouen in nottata.
Rouen
Dopo una veloce colazione cerchiamo un parcheggio in centro. La
prima cosa che vediamo è la bellissima cattedrale gotica del XII
secolo, famosa per essere “asimmetrica” (la navata est è diversa da
quella ovest e anche sul frontale i diversi stili con cui sono state
costruite le due torrette lo sottolineano) e famosa anche x
contenere le spoglie di Re Riccardo Cuor di Leone.
Decidiamo di fare un pezzetto di viale pedonale (tutto il grande
centro storico qui lo è) e vediamo “il palazzo del grosso orologio”,
noto x essere stato uno dei più grossi e antichi di Francia.
Il luogo verso cui ci dirigiamo a piedi ora, la vecchia piazza del
mercato, è quello che rende Rouen più famosa, anche se non è motivo
di vanto, ed è legata alla guerra dei cent'anni e a Giovanna d'Arco.
Fu proprio qui, infatti, che la giovane francese poco più che
ventenne venne prima sommariamente processata e poi arsa viva dalla
Chiesa nel 1431.
Ora, dal 1921, la giovane è stata dichiarata Santa e nel bel mezzo
di una delle più belle piazze di Francia è stata messa una lapide e
una croce a ricordare il luogo esatto del rogo ma anche una
modernissima chiesa molto bella grazie ai preziosi vetri dipinti
presi da una chiesa medievale non molto distante da Rouen. La chiesa
ha una stranissima forma di nave vichinga x ricordare le origini
normanne di questa regione.
Verso le 21 e 30 ci dirigiamo, verso la piazza della Cattedrale x
vedere uno spettacolo di “Sons et Lumières”.
X le 22 la piazza è gremita e lo spettacolo è a dir poco
stupefacente; uno spettacolo di luci e suoni che ci lascia senza
fiato per tutta la mezz'ora della durata.
I dipinti dell'impressionista Monet che celebrò la cattedrale
vengono proiettati sulla splendida facciata gotica con suoni e
musica, perfettamente in tema, come accompagnamento.
Ce ne torniamo al bed&breakfast verso mezzanotte sicuramente felici
x la giornata trascorsa.
Rouen – Parigi
Il programma di oggi è abbastanza semplice; l’ultima tappa del
nostro viaggio ci porta a uscire dalla Normandia x entrare nell'Ile-De-France,
la regione di Parigi, dove scorazzo un po’ in centro, rivedo il
Louvre x la quinta o sesta volta e la Defense con un’interessante
mostra sulla libertà di stampa; giro, credo x la decima o undicesima
volta, in città e la sera prendo da solo il treno x andare a Londra.
Sempre mitica la Francia ma ho voglia di tuffarmi in mezzo al resto
del mondo e la capitale inglese è il mondo tanto quanto forse
soltanto New York!
LONDRA
Giro per Londra con degli spagnoli amici di Silvio, l’amico italiano
dove mi sono accampato presso il collegio di Wimbledon. Poso lo
zaino e parto alla scoperta di Londra. Prima tappa British Museum,
gratuito e immenso, visita obbligatoria di questa vera summa
dell'archeologia con una delle biblioteche più grandi del mondo e
con reperti straordinari di tutte le etnie del mondo: egizi
(stupendi sarcofagi e la Stele di Roseta), sumeri, orientali,
africani ecc... Altri amici degli spagnoli sono pronti a farci
scoprire una delle tante varietà culinarie del mondo che Londra può
offrire…il ristorante prescelto è stato l' ADULIS RESTAURANT & BAR
con cucina Eritrea: un bel ristorante di cui ho apprezzato la
deliziosa cucina: ci hanno servito in una casseruola unica pietanze
di riso e verdure o carne da cui tutti noi mangiavamo usando non
posate ma bensì una tipica pasta africana. Il servizio è stato
impeccabile, la cucina ottima e in più ci siamo divertiti un casino:
un'esperienza culinaria da non perdere!! il ristorante si trova al
N°44 di Brixton Road, vicino alla fermata del metro OVAL.
L’indomani colazione sublime a base di pane tostato, burro,
marmellata, corn flakes, uova e bacon, nel college di Wimbledon.
Partiamo riposati e muniti di mappa (consiglio la Snap-Map, piccola
e dettagliata, che si acquista in tutte le fermate metro) alla
conquista della città.
Essendo veramente grande e avendo a disposizione 4 giorni effettivi
ho preferito girarla x zone, onde evitare lunghi spostamenti in
metro e perdite di tempo, inoltre ciò ti permette ti poterti
spostare anche a piedi o in bus e perciò di poterla ammirare anche
con belle passeggiate tra le vie e i quartieri più caratteristici.
Eccoci alla volta della National Gallery. Anche questo museo è
immenso e gratuito.
Splendide sale e quadri.
Uscendo abbiamo praticamente raggiunto l’ora di pranzo e ci
dirigiamo verso la chiesa St. Martin in the Field, unicamente x
mangiare. Come già altre persone hanno segnalato, devo dire che il
self-service risulta ottimo. Gusto una buonissima zuppa del giorno e
una fantastica insalata con salmone x una media di $ 8-10 a testa.
Riprendiamo la strada alla volta del parlamento e di Westmister
Abbey. Purtroppo questa chiesa è a pagamento ed è abbastanza
affollata data la fila, forse ci torniamo domani.
La giornata turistica termina con una visita da Harrod’s e cena
greca nel ristorante vicino al college.
Il terzo giorno ormai mi sono abituato alla colazione inglese e devo
dire che in questo modo riesco a resistere fino all’una senza
problemi.
E’ sabato e un giretto a un mercatino è d’obbligo. La scelta cade
sulla più vicina Portobello Road e la quantità di turisti e di
italiani è veramente impressionante.
Prendiamo il pullman e raggiungiamo il quartiere della bank per
mangiare ma non mi rendo conto che è sabato e che molti bar sono
chiusi. Casualmente approdiamo in un bellissimo pub che si chiama J
D Wetherspoon. Grandissimo e molto bello. Finalmente riusciamo a
sorseggiare la birra Ale e devo dire che è molto buona!! Rientro in
albergo per Regent Street e visita al negozio x bambini più grande
di Londra, Hamley’s. Metà del piano terra è dedicato ai
pupazzi!!!!!! X chi ama l'inusuale, merita una visita il Museo della
ROYAL AIR FORCE (gratis), circa 20' di metropolitana, si scende alla
fermata Colindale con la Nothern Line (la linea nera, per capirci) 3
hangar enormi, aerei di ogni sorta, dal primo velivolo a pedali ed
ali di tela cerata al Typhoon, dai bombardieri della 1a Guerra
Mondiale agli Spitfire, tutti veri!!
Oltre ad aree interattive con simulazioni di volo e avvistamento
dalle torri di controllo, ci sono reperti fotografici e salette con
proiezioni in 3D di filmati l'epoca sull'attività della RAF fino ai
giorni nostri.
Noi abbiamo anche assistito all'atterraggio e al decollo di un
Chinook nel cortile antistante il museo e allo scarico dei militari
dal portellone posteriore: molto emozionante, in stile "Apocalypse
Now"!
Cena nuovamente greca al ristorante Santorini. Decidiamo di
lasciarci andare all’assaggio di un buonissimo branzino al forno e a
una buona e fresca bottiglia di vino bianco per gli spagnoli.
Altra giornata con nuova super colazione e partenza direzione Tower
of London. Visitiamo la fortezza e i gioielli. Molto carino e
interessante.
X la stanza dei gioielli, che è custodita in un caveau incredibile,
ogni accortezza è d’obbligo. Il passaggio davanti ai gioielli più
costosi viene effettuato da un tappeto mobile che è però
percorribile quante volte si vuole.
Partenza alla volta del Science Museum, ma approdiamo prima alla
Natural & history museum, ci fermiamo all’ingresso e ci basta x
scattare qualche foto con lo scheletro del dinosauro. Il palazzo
devo dire che è splendido e grandissimo. Chiediamo informazioni per
il Science e ci dicono di uscire e di girare l’angolo. Purtroppo
arriviamo tardi x l’ultimo spettacolo nel cinema 3D. Mannaggia!!!!
Rientriamo al college x un breve sonnellino. Decidiamo di
sperimentare una proposta della Lonely Planet (degna compagna di
questo viaggio!!!!). Il Mandarina Kitchen, ristorante cinese
specializzato in pesce e devo dire che è il miglior cinese che abbia
mai mangiato, almeno paragonandolo a quelli che ci sono a Milano
(Silvio poi conferma!). La banana caramellata è divina!!!!! Ultimo
giorno a Londra. Siamo partiti subito dalla zona centrale
attraversando il bel St.James Park ricco di uccelli, in particolare
pellicani affamati, e di curiosi scoiattoli che vengono a mangiarti
dalle mani x arrivare di fronte alla residenza di Sua Altezza Reale:
Buckingham Palace, dove alle 11 in punto c'è il cambio della guardia
che non si può proprio perdere. Poi nel pomeriggio visita alla
Westminster Abbey (ingresso 8£) costruita nel 960 d.c. e luogo dove
avvengono le celebrazioni più importanti della monarchia e al cui
interno riposano oltre ai sovrani del passato alcuni tra i più
importanti personaggi della scienza (Newton) e dell'arte: l'interno
con la navata centrale stretta e altissima è bello e la sua
estensione porta via almeno un paio d'ore di visita. Poi una volta
fuori abbiamo ammirato l' House of Parliament in tutto il suo
splendore e il Grande Ben, continuando la passeggiata lungo White
Hall e Downing Street e infine visita alla Cattedrale cattolica di
Westminster. Ci siamo spostati a visitare la zona est, senz'altro
quella che ci ha colpito di più, partendo dalla Corte di Giustizia (Law
Courts), edificio dalla facciata imponente da dove entravano e
uscivano giudici e avvocati con in testa le tradizionali parrucche
bionde ancora in uso nei tribunali inglesi, qui ci siamo incamminati
raggiungendo Temple Church, l'ultima testimonianza giunta fino a noi
di una chiesa dei Templari e al cui interno si trovano sdraiate 10
bellissime statue di cavalieri che hanno vegliato per 1000 anni il
loro tempio. Infine abbiamo poi raggiunto la cattedrale di St. Paul
e visitato il suo interno. All’uscita mi faccio fare una foto ad un
insolito canestro proprio al centro della piazza!
L’ultimo giorno resto a Wimbledon con Silvio, vedo il famoso
impianto sportivo del tennis passando proprio al centro del campo ma
senza la rete, poi finiamo in una palestra di amici suoi quasi tutti
neri con cui ovviamente faccio una partita a tutto campo,
l’indomani, distrutto, sveglia prestissimo x ritorno in Italia.
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