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ARCHIVIO FOTOGRAFICO

 
 

Estate 1994 - Francia(Bretagna e Normandia)&Inghilterra(Londra)


Parigi – Le Mans - Angers

Dopo avere visto le brochure nel bed&breakfast, sempre pieni di volantini e informazioni sulle “attrazioni” della zona, coi miei amici decidiamo di dirigerci verso Angers, Oggi il caldo si fa abbastanza sentire, siamo intorno ai 28-29 gradi e la macchina dopo 2 ore al sole non è certo il posto migliore in cui stare a quest'ora.
Concludiamo la giornata prendendo una camera al Village Hotel di Angers e cenando con “Buffalo wing, barbecue ribs e brochettes” (carne alla griglia con spiedini, costine e croccanti ali di pollo) al Buffalo Grill, che dista meno di 400 metri dal bed&breakfast..

Angers - Carnac
Oggi ci apprestiamo a lasciare la Loira e andare in Bretagna.
Partiamo visitando il castello di Angers, che aveva scopi prettamente difensivi, una vera e propria fortezza.
Qui dal giro sulle mura godiamo di una magnifica vista della Loira e della città e all'interno, oltre ai giardini, la cappella, le torri e le abitazione dei Signori dell'epoca è ospitato quello che era l'arazzo più grande del mondo, noto anche come “Arazzo dell'Apocalisse”.
Passando per le magnifiche vie del centro storico notiamo la splendida cattedrale e le bellissime case ristrutturate, con il rispetto x quello che era l'aspetto originario, cioè con un'intelaiatura di legno esterna.
Dopo quasi 2 ore di viaggio arriviamo a Carnac, ci concediamo un oretta di pausa, riposo e pranzo e andiamo a visitare il complesso megalitico più grande d'Europa. Migliaia di grossi massi allineati tra loro su oltre 12 km di terra.
Uno spettacolo veramente mozzafiato e il fatto che i motivi di tali allineamenti siano ancora sconosciuti aiuta a rendere questo posto uno dei più ricchi di fascino e visitati di Francia.
Le ipotesi sono ancora tante, complesso religioso, funerario o astronomico, nascondono una realtà che forse non conosceremo mai. Rimane stupefacente vedere come pietre da diverse tonnellate (alcune anche da 50-60 tonnellate) siano state allineate con un dispendio sicuramente enorme di tempo e fatica oltre 6000 anni fa.
Proprio a causa dell'elevato numero di turisti le visite nel complesso megalitico chiamato “Allineamento di Carnac” non sono più libere ma solo organizzate, dietro appuntamento, 2 volte la settimana.
Il percorso, x evitare il formarsi di sentieri, viene cambiato quotidianamente in un ordine ben preciso stabilito da un computer in modo di rifare lo stesso percorso solo ogni 120 giorni.
L'unico limite di non poter girare in mezzo alle pietre è quello di non poterle toccare, x il resto la visibilità è la stessa, quindi siamo più che soddisfatti dei percorsi intorno ai campi.
Facciamo un bel giro a piedi, andiamo a vedere il centro informazioni di Carnac e andiamo a cercare un albergo in zona.

Rennes - Mont St. Michel - Dol De Bretagne
Dopo un oretta di macchina, superata Rennes, lo spettacolo che vediamo è da lasciare senza fiato.
Ha già smesso di piovere e Mont St. Michel sembra una montagna sospesa nel vuoto che sbuca dal terreno e galleggia sull'oceano.
Mont St. Michel è un'isola-penisola. A causa delle maree più forti del mondo, a seconda dell'alta e della bassa marea quest'isola viene circondata dal mare.
Quello che ora per noi è un parcheggio questa sera sarà mare aperto, anche se in realtà ci sono due alte e due basse maree al giorno ma è d'inverno che il mare riesce a circondare completamente questa rocca, mentre in estate, anche con l'alta marea, non c'è pericolo x la nostra auto e le decine di camperisti presenti.
Parcheggiamo di fronte a questa meraviglia e tra una goccia e uno spiraglio di sole riusciamo a salire per le strette vie che portano all'abbazia, quasi millenaria e tutt'ora nuovamente abitata dai monaci benedettini.
Inutile soffermarci sulla bellezza di questo posto, ritengo, e non solo io, che sia uno dei luoghi più belli del mondo e nessuna foto o video potrà descrivere veramente bene le sensazioni che si provano visitandolo.
Ci fermiamo a mangiare in un ristorantino tipico, sono ormai le 15 passate e tra una cosa e l'altra torniamo verso la macchina, direzione St.Malò.
Ci avviamo verso la seconda tappa, Dol De Bretagne.
Questa piccola cittadina poco distante da Mont St. Michel è famosa per 3 cose.
Il menhir dei “Champ-Dolent”, considerato il più alto dell'Europa continentale, il Mont Dol, una rocca di granito alta 65 metri da cui vedere un bellissimo panorama sulle terre, sui polder e sull'oceano e la Cattedrale di Dol De Bretagne, con il suo nuovissimo sistema informatico chiamato “CathedralScope”, una sorta di ricostruzione al computer dei momenti della creazione e della vita di questa bella cattedrale gotica.
Visitiamo volentieri il menhir, un vero e proprio gioiello megalitico da decine di tonnellate, alto 9 metri e 50 cm anche se le indicazioni per arrivarci sono a dir poco fuorvianti.
Saltiamo Mont-Dol, la rocca di granito, in quanto con un po' di superficialità riteniamo non valga la pena fare 30 km x vedere un panorama meno bello di quello che ci ha offerto l'abbazia di Mont St. Michel.
Vorremmo fare un salto al CathedralScope ma scopriamo con non poca sorpresa che la super ricostruzione 3D è ascoltabile in francese, tedesco, spagnolo, inglese e olandese; visto che gli italiani sono gli stranieri statisticamente più numerosi appare evidente come sia una scelta ben precisa quella di escludere la nostra lingua, qui e in diversi altri posti.
E' evidente che non vogliono turisti italiani perciò riteniamo tale scelta non degna del biglietto di ingresso e oramai appagati da una bellissima giornata ce ne torniamo al bed&breakfast, non prima di una buona cena.

Rennes - Cap Frehel
A nord di Rennes e a Ovest di Mont St. Michel, in Bretagna, su quello che è l'Oceano ma qui definiscono come “Mar del nord”, o “La Manica” ci sono due promontori molto belli.
Oggi decidiamo di visitare il primo, approfittando di una discreta giornata. Oramai abbiamo capito che il tempo varia cento volte al giorno, infatti già solo durante il tragitto troviamo due volte un cielo quasi sereno e due volte la pioggia, portata da scure nubi oceaniche.
Con questo tempo gli arcobaleni sono all'ordine del giorno e riesco addirittura a filmarne uno in arco completo, da terra a terra.
Il viaggio dura un po' di più del previsto, quasi due ore anche a causa della scelta, azzeccata secondo me, di percorrere solo le belle e caratteristiche stradine locali.
Arriviamo a Frehel, la città più vicina al promontorio quasi alle 12 e decidiamo di pranzare con un po' di anticipo prima di procedere oltre.
Dopo avere pranzato, viaggiamo in direzione del capo del promontorio, il bellissimo “Cap Frehel”.
Qui scopriamo che il vento che soffia forte da Nord Ovest è presente 330 giorni su 365, ma fa parte della corrente oceanica della “Corrente del Golfo”, in grado di mitigare notevolmente il clima portando aria tiepida a 14 gradi in pieno inverno e aria fresca d'estate.
Proprio a causa di questo vento molto forte il clima è così fortemente variabile.
Raggiungiamo il capo attraversando un bellissimo sentiero (chiamato GR34) attraverso brughiere e campi di erica. Qui le sabbiose spiagge si alternano ad alte falesie e il verde del mare ci fa capire perchè questo tratto di costa delle Bretagna venga definito la “Cote d'Emeraud”.
Per i patiti delle passeggiate il GR34 (Grand Rendonniere 34) è un percorso che si snoda lungo quasi tutta la costa Bretone, lungo quello che una volta era il “percorso dei doganieri”, tra scogliere ancora incontaminate e bellezze naturali più conosciute e frequentate; apprendiamo che la Bretagna, e in particolare questi tratti di costa e quelli che visiteremo domani, sono stati per oltre 100 anni dominio assoluto dei più famosi e pericolosi pirati europei.
La Bretagna ricorda come siano stati navigatori Bretoni a dominare i mari oceanici del nord, “scoprire” il Canada e arrivare fino in Sudamerica.
Quelle che un tempo erano le locande più malfamate ora sono diventate tipici ristoranti, birrerie o negozi di souvenir.
Seconda tappa: andiamo a cercare un ristorantino tranquillo nell'oramai vicinissima città di Cancale.
Cancale è famosa x essere stata in passato la città dei contrabbandieri e dei pirati x eccellenza ma anche e soprattutto x essere la patria mondiale delle ostriche.
In questo tratto di costa viene ogni giorno raccolto un quarto della produzione mondiale di ostriche.
La baia anche qui risente di forti maree ed è ora un vero e proprio campo di allevamento. Lungo la strada che percorriamo a piedi dal parcheggio al centro storico troviamo decine di banchetti che offrono ai turisti le ostriche appena raccolte.
In base alla dimensione le ostriche vengono divise in 5 categorie. I gentili ambulanti aprono con un coltellino la conchiglia e i turisti, chi con il limone, chi senza, possono assaggiare “al naturale” questa vera e propria specialità.
Sono onestamente tanto incuriosito quanto respinto dall'idea di mangiare molluschi crudi e preferisco provare ad assaggiarli in una trattoria.

Caen - Pegasus Bridge – Caen
Le giornate di oggi e domani sono dedicati allo sbarco in Normandia, di cui quest'anno ricorre il cinquantennale (1944-1994).
Prima tappa “obbligata” è il memoriale di Caen.
Un “museo non-museo” come lo definiscono loro, che vuole essere un inno alla pace tramite testimonianze, filmati e ricostruzioni, un percorso che guida il visitatore in diverse aree tematiche x ricordarci quanto dal 1900 ad oggi sia stata ed è tuttora instabile e precaria la pace.
Ampio spazio viene dato alla seconda guerra mondiale e allo sbarco in Normandia e subito le cifre ci appaiono ancora più impressionanti di quelle che ricordavamo.
50 milioni di morti dal 1939 al 1945 nel mondo a causa della guerra, 60.000 morti in pochi mesi solo in questa regione come conseguenza dello sbarco in Normandia.
Nel guest book all'ingresso, dove ognuno può scrivere ciò che vuole, notiamo subito 2 scritte in italiano, non senza tono polemico.
La prima dice in tono polemico ma ironico “la pace non ha prezzo, ma anche questo museo non scherza” e la seconda dice “dov'è il materiale in italiano ?”.
Ci dirigiamo verso la biglietteria e apprendiamo che il “daily pass” per girare liberamente nelle diverse sezioni costa, con un piccolo opuscolo in italiano che è più una cartina del museo, 80.000 lire a coppia!
L'altra cosa che verifichiamo è la lingua, tutte le documentazioni, con tanto di postazioni audio video e cinema con sottotitoli per due lungometraggi, sono in francese, inglese, tedesco e spagnolo.
Solo in quel momento nell'atrio notiamo una cinquantina di turisti, di cui ad occhio, almeno la metà è italiana. Di spagnoli nemmeno l'ombra e anche i tedeschi, da quando siamo arrivati in Francia, non ne abbiamo incrociati più di tutti quelli che solo in quell'istante sono gli italiani nell'atrio.
Il museo, non fosse per questa seccante e irritante scelta ( che comunque freghiamo dato che non abbiamo problemi col francese essendo noi 3 locali ed io finto-italiano, come dicono loro) è ben strutturato e la visita complessiva dura quasi tre ore.
Alle 12 e 30 cominciamo ad avere un po' fame e scopriamo che il bar chiude alle 11 e riapre alle 15, proprio x “costringere” i turisti a dirigersi verso l'unico ristorante / self-service contenuto all'interno.
Ci assicuriamo di poter uscire e rientrare con i nostri biglietti e, più per ripicca che per i prezzi veri e propri, tutto sommato onesti, prendiamo un Sandwich-Menu nel chiosco di fronte al memoriale.
Rientriamo nel memoriale x la seconda parte della visita e ne usciamo quasi alle 15.
Visto che oramai l'ora non consentiva la visita al cimitero americano o alle spiagge dello sbarco, ci dirigiamo verso la tappa più vicina a Caen, il Pegasus Bridge.
Qui a mezzanotte del 6 giugno 1944 tre alianti con a bordo una sessantina di persone colsero di sorpresa le difese tedesche impadronendosi di un ponte prezioso e strategico, non senza un enorme contributo di sangue versato, segnando la prima operazione dello sbarco in Normandia.
Quando dopo poche ore, alle 7, inizierà lo sbarco massiccio delle truppe, i tedeschi non potranno mandare rinforzi sui ponti già controllati dagli alleati, costringendoli ad un ritardo di diverse ore che diventerà poi fatale.
Con un po' di fortuna scoviamo nel vicino “Café Gondree” la signora, oramai settantenne che all'epoca dello sbarco ebbe la fortuna/sfortuna di vivere l'evento in diretta con i propri genitori.
L'allora ragazzina di dieci anni con la propria famiglia fu la prima francese ad essere liberata dagli alleati e ora il bar è considerato monumento storico, tanto che l'avevamo vista poco più di due mesi fa in televisione con veterani e capi di stato in occasione dell'anniversario esatto della liberazione.

Caen – St. Mere Eglise - “D-Day” Beaches - Coleville - Arromanches – Caen
Oggi è il secondo giorno che dedichiamo allo sbarco in Normandia.
La tappa iniziale è il punto a noi più distante: St. Mere Eglise.
Alle 5 di mattina del 6 giugno oltre cento paracadutisti americani arrivarono su questa città e uno sfortunato di loro, anche a causa del buio e del forte vento, rimase appeso ad una guglia della chiesetta del paese fingendosi morto e rimanendo illeso fino al giorno dopo quando fu liberato..
Ora a ricordare questo evento c'è un paracadute e un manichino che, dicono scherzosamente da queste parti, è uno dei più fotografati del mondo.
Ci dirigiamo ora verso la prima delle spiagge dello sbarco.
Gli alleati, capitanati dall'americano Eisenhower scelsero cinque spiagge su cui sbarcare a cui diedero altrettanti nomi in codice: Utah, Omaha, Juno, Gold e Swing.
Sulle prime due spiagge sbarcarono gli americani, sulle rimanenti sbarcarono inglesi e canadesi, questi ultimi desiderosi di vendicarsi del massacro subito proprio qui 30 anni prima durante la prima guerra mondiale.
Lo sbarco non era previsto dai tedeschi, perlomeno non quel giorno, e fu una vittoria per gli alleati e per l'Europa oppressa che però costò decine di migliaia di morti.
In questa prima spiaggia i rimasti bunker tedeschi si alternano ai monumenti ai caduti e lungo la costa le “cicatrici” causate dalle bombe sono ancora ben visibili.
Prima di pranzo andiamo ancora a vedere “Cap du Hoc” famoso x essere una falesia a picco sul mare, considerata allora inespugnabile, da cui si potevano facilmente difendere le spiagge a est e a ovest (Omaha e Utah).
Un gruppo di rangers statunitensi riuscì nell'impresa di impadronirsi dei bunker tedeschi, non certo preparatissimi ad un assalto via mare, ma qui è impressionante vedere le decine di crateri, alcuni profondi anche diversi metri, segni dei bombardamenti di quel giorno.
Facciamo ancora un giro nella non lontana Omaha Beach e, decisamente affamati, andiamo a mangiare qualcosa nel vicino paese in riva al mare.
Mancano ancora un paio di luoghi da visitare x completare bene questa doverosa visita ai giorni dello sbarco.
Il primo è a Coleville ed è il cimitero Memoriale Americano, qualcosa di impressionante: diciassettemila lapidi bianche, perfettamente allineate, si stagliano su un prato verde nel silenzio e nella sacralità del luogo. E’ difficile, se non impossibile, spiegare a parole lo spettacolo emozionante e commovente che abbiamo di fronte e fa riflettere sugli errori e gli orrori del passato e sull'aiuto, troppo spesso dimenticato, che diedero questi giovanissimi soldati americani.
Su ogni lapide si possono leggere nome, cognome, luogo di nascita e gradi al momento della morte, mentre non viene menzionata la giovanissima età di gran parte dei caduti.
Il cimitero memoriale americano è uno dei più grandi in Europa, mentre canadesi e inglesi, anche loro con un altissimo contributo di vite umane, hanno preferito far riposare i loro caduti in più cimiteri anzichè in uno solo.
Usciamo dal cimitero passando dal muro dei dispersi, dove sono scritti i nomi di altri 3500 soldati di cui non furono mai ritrovati o identificati i resti e, salendo in auto, partiamo verso l'ultima tappa odierna, Arromanches (c’è un piccolo museo pure qui e ce lo vediamo).
Qui, di fronte alla spiaggia denominata “Gold Beach” dove sbarcarono le truppe britanniche, ci sono ancora i resti di quello che fu un vero e proprio capolavoro militare. Un porto lungo diversi chilometri che venne costruito in soli 12 giorni con materiale trasportato dalla vicina Inghilterra e che fu di fondamentale importanza.
Ancora oggi, vedendo l'imponenza di blocchi di cemento lunghi decine di metri e pesanti diverse tonnellate ci si chiede come fu possibile, considerando anche l'epoca, portare al successo un'impresa così grande in così poco tempo e in quelle condizioni.
Si sta facendo tardi e oggi siamo particolarmente stanchi, una buona cena a base di carne alla griglia a Caen, passando prima x Bajeux che ha un’enorme cattedrale.

Deauville – Honfleur - Caen
Un rapido conto mi porta a considerare che, salvo imprevisti, saremo a casa Giovedì pomeriggio con 2 giorni di anticipo, quindi passiamo 1 giorno tra Deauville ed Honfleur, due posticini molto mondani di spiaggia dove si concentrano ricconi vari ma sempre con classe molto francese nelle eleganti spiagge piene di cabine private e villone. La sera arriviamo a Rouen tramite le belle e caratteristiche stradine locali che ci portano a Rouen in nottata.

Rouen
Dopo una veloce colazione cerchiamo un parcheggio in centro. La prima cosa che vediamo è la bellissima cattedrale gotica del XII secolo, famosa per essere “asimmetrica” (la navata est è diversa da quella ovest e anche sul frontale i diversi stili con cui sono state costruite le due torrette lo sottolineano) e famosa anche x contenere le spoglie di Re Riccardo Cuor di Leone.
Decidiamo di fare un pezzetto di viale pedonale (tutto il grande centro storico qui lo è) e vediamo “il palazzo del grosso orologio”, noto x essere stato uno dei più grossi e antichi di Francia.
Il luogo verso cui ci dirigiamo a piedi ora, la vecchia piazza del mercato, è quello che rende Rouen più famosa, anche se non è motivo di vanto, ed è legata alla guerra dei cent'anni e a Giovanna d'Arco.
Fu proprio qui, infatti, che la giovane francese poco più che ventenne venne prima sommariamente processata e poi arsa viva dalla Chiesa nel 1431.
Ora, dal 1921, la giovane è stata dichiarata Santa e nel bel mezzo di una delle più belle piazze di Francia è stata messa una lapide e una croce a ricordare il luogo esatto del rogo ma anche una modernissima chiesa molto bella grazie ai preziosi vetri dipinti presi da una chiesa medievale non molto distante da Rouen. La chiesa ha una stranissima forma di nave vichinga x ricordare le origini normanne di questa regione.
Verso le 21 e 30 ci dirigiamo, verso la piazza della Cattedrale x vedere uno spettacolo di “Sons et Lumières”.
X le 22 la piazza è gremita e lo spettacolo è a dir poco stupefacente; uno spettacolo di luci e suoni che ci lascia senza fiato per tutta la mezz'ora della durata.
I dipinti dell'impressionista Monet che celebrò la cattedrale vengono proiettati sulla splendida facciata gotica con suoni e musica, perfettamente in tema, come accompagnamento.
Ce ne torniamo al bed&breakfast verso mezzanotte sicuramente felici x la giornata trascorsa.

Rouen – Parigi
Il programma di oggi è abbastanza semplice; l’ultima tappa del nostro viaggio ci porta a uscire dalla Normandia x entrare nell'Ile-De-France, la regione di Parigi, dove scorazzo un po’ in centro, rivedo il Louvre x la quinta o sesta volta e la Defense con un’interessante mostra sulla libertà di stampa; giro, credo x la decima o undicesima volta, in città e la sera prendo da solo il treno x andare a Londra. Sempre mitica la Francia ma ho voglia di tuffarmi in mezzo al resto del mondo e la capitale inglese è il mondo tanto quanto forse soltanto New York!

LONDRA
Giro per Londra con degli spagnoli amici di Silvio, l’amico italiano dove mi sono accampato presso il collegio di Wimbledon. Poso lo zaino e parto alla scoperta di Londra. Prima tappa British Museum, gratuito e immenso, visita obbligatoria di questa vera summa dell'archeologia con una delle biblioteche più grandi del mondo e con reperti straordinari di tutte le etnie del mondo: egizi (stupendi sarcofagi e la Stele di Roseta), sumeri, orientali, africani ecc... Altri amici degli spagnoli sono pronti a farci scoprire una delle tante varietà culinarie del mondo che Londra può offrire…il ristorante prescelto è stato l' ADULIS RESTAURANT & BAR con cucina Eritrea: un bel ristorante di cui ho apprezzato la deliziosa cucina: ci hanno servito in una casseruola unica pietanze di riso e verdure o carne da cui tutti noi mangiavamo usando non posate ma bensì una tipica pasta africana. Il servizio è stato impeccabile, la cucina ottima e in più ci siamo divertiti un casino: un'esperienza culinaria da non perdere!! il ristorante si trova al N°44 di Brixton Road, vicino alla fermata del metro OVAL.
L’indomani colazione sublime a base di pane tostato, burro, marmellata, corn flakes, uova e bacon, nel college di Wimbledon.
Partiamo riposati e muniti di mappa (consiglio la Snap-Map, piccola e dettagliata, che si acquista in tutte le fermate metro) alla conquista della città.
Essendo veramente grande e avendo a disposizione 4 giorni effettivi ho preferito girarla x zone, onde evitare lunghi spostamenti in metro e perdite di tempo, inoltre ciò ti permette ti poterti spostare anche a piedi o in bus e perciò di poterla ammirare anche con belle passeggiate tra le vie e i quartieri più caratteristici.
Eccoci alla volta della National Gallery. Anche questo museo è immenso e gratuito.
Splendide sale e quadri.
Uscendo abbiamo praticamente raggiunto l’ora di pranzo e ci dirigiamo verso la chiesa St. Martin in the Field, unicamente x mangiare. Come già altre persone hanno segnalato, devo dire che il self-service risulta ottimo. Gusto una buonissima zuppa del giorno e una fantastica insalata con salmone x una media di $ 8-10 a testa.
Riprendiamo la strada alla volta del parlamento e di Westmister Abbey. Purtroppo questa chiesa è a pagamento ed è abbastanza affollata data la fila, forse ci torniamo domani.
La giornata turistica termina con una visita da Harrod’s e cena greca nel ristorante vicino al college.
Il terzo giorno ormai mi sono abituato alla colazione inglese e devo dire che in questo modo riesco a resistere fino all’una senza problemi.
E’ sabato e un giretto a un mercatino è d’obbligo. La scelta cade sulla più vicina Portobello Road e la quantità di turisti e di italiani è veramente impressionante.
Prendiamo il pullman e raggiungiamo il quartiere della bank per mangiare ma non mi rendo conto che è sabato e che molti bar sono chiusi. Casualmente approdiamo in un bellissimo pub che si chiama J D Wetherspoon. Grandissimo e molto bello. Finalmente riusciamo a sorseggiare la birra Ale e devo dire che è molto buona!! Rientro in albergo per Regent Street e visita al negozio x bambini più grande di Londra, Hamley’s. Metà del piano terra è dedicato ai pupazzi!!!!!! X chi ama l'inusuale, merita una visita il Museo della ROYAL AIR FORCE (gratis), circa 20' di metropolitana, si scende alla fermata Colindale con la Nothern Line (la linea nera, per capirci) 3 hangar enormi, aerei di ogni sorta, dal primo velivolo a pedali ed ali di tela cerata al Typhoon, dai bombardieri della 1a Guerra Mondiale agli Spitfire, tutti veri!!
Oltre ad aree interattive con simulazioni di volo e avvistamento dalle torri di controllo, ci sono reperti fotografici e salette con proiezioni in 3D di filmati l'epoca sull'attività della RAF fino ai giorni nostri.
Noi abbiamo anche assistito all'atterraggio e al decollo di un Chinook nel cortile antistante il museo e allo scarico dei militari dal portellone posteriore: molto emozionante, in stile "Apocalypse Now"!
Cena nuovamente greca al ristorante Santorini. Decidiamo di lasciarci andare all’assaggio di un buonissimo branzino al forno e a una buona e fresca bottiglia di vino bianco per gli spagnoli.
Altra giornata con nuova super colazione e partenza direzione Tower of London. Visitiamo la fortezza e i gioielli. Molto carino e interessante.
X la stanza dei gioielli, che è custodita in un caveau incredibile, ogni accortezza è d’obbligo. Il passaggio davanti ai gioielli più costosi viene effettuato da un tappeto mobile che è però percorribile quante volte si vuole.
Partenza alla volta del Science Museum, ma approdiamo prima alla Natural & history museum, ci fermiamo all’ingresso e ci basta x scattare qualche foto con lo scheletro del dinosauro. Il palazzo devo dire che è splendido e grandissimo. Chiediamo informazioni per il Science e ci dicono di uscire e di girare l’angolo. Purtroppo arriviamo tardi x l’ultimo spettacolo nel cinema 3D. Mannaggia!!!!
Rientriamo al college x un breve sonnellino. Decidiamo di sperimentare una proposta della Lonely Planet (degna compagna di questo viaggio!!!!). Il Mandarina Kitchen, ristorante cinese specializzato in pesce e devo dire che è il miglior cinese che abbia mai mangiato, almeno paragonandolo a quelli che ci sono a Milano (Silvio poi conferma!). La banana caramellata è divina!!!!! Ultimo giorno a Londra. Siamo partiti subito dalla zona centrale attraversando il bel St.James Park ricco di uccelli, in particolare pellicani affamati, e di curiosi scoiattoli che vengono a mangiarti dalle mani x arrivare di fronte alla residenza di Sua Altezza Reale: Buckingham Palace, dove alle 11 in punto c'è il cambio della guardia che non si può proprio perdere. Poi nel pomeriggio visita alla Westminster Abbey (ingresso 8£) costruita nel 960 d.c. e luogo dove avvengono le celebrazioni più importanti della monarchia e al cui interno riposano oltre ai sovrani del passato alcuni tra i più importanti personaggi della scienza (Newton) e dell'arte: l'interno con la navata centrale stretta e altissima è bello e la sua estensione porta via almeno un paio d'ore di visita. Poi una volta fuori abbiamo ammirato l' House of Parliament in tutto il suo splendore e il Grande Ben, continuando la passeggiata lungo White Hall e Downing Street e infine visita alla Cattedrale cattolica di Westminster. Ci siamo spostati a visitare la zona est, senz'altro quella che ci ha colpito di più, partendo dalla Corte di Giustizia (Law Courts), edificio dalla facciata imponente da dove entravano e uscivano giudici e avvocati con in testa le tradizionali parrucche bionde ancora in uso nei tribunali inglesi, qui ci siamo incamminati raggiungendo Temple Church, l'ultima testimonianza giunta fino a noi di una chiesa dei Templari e al cui interno si trovano sdraiate 10 bellissime statue di cavalieri che hanno vegliato per 1000 anni il loro tempio. Infine abbiamo poi raggiunto la cattedrale di St. Paul e visitato il suo interno. All’uscita mi faccio fare una foto ad un insolito canestro proprio al centro della piazza!
L’ultimo giorno resto a Wimbledon con Silvio, vedo il famoso impianto sportivo del tennis passando proprio al centro del campo ma senza la rete, poi finiamo in una palestra di amici suoi quasi tutti neri con cui ovviamente faccio una partita a tutto campo, l’indomani, distrutto, sveglia prestissimo x ritorno in Italia.

 
           
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