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Costa Azzurra – Camargue – Provenza (22-30 Maggio 2010).
Formazione familiare inedita per un viaggio tutto francese, si va infatti nel sud della Francia, paese che mi piace sempre sottolineare al primo posto al mondo per numero di visitatori, grazie soprattutto alla presenza della città più visitata (Parigi,con 13 milioni di turisti all’anno), nonché il paese più visitato al mondo (Lourdes, 8 milioni di persone all’anno), ed infine la costa e le relative spiagge più frequentate (che sono quelle del nostro viaggio, con 7 milioni di persone all’anno).
Viene pure mia madre cosicché siamo in 5 con Adriana seduta dietro nella mia Focus, lei in mezzo ai due ovetti dove mettiamo Elena ed Elisa!
Portabagagli pieno zeppo,comprese tutte le scorte di cibo e soprattutto di acqua,dati gli assurdi prezzi di quest’ultima nel paese di M. le Président Sarkozy…
Il 22 maggio, compleanno di Adriana, tappa di spostamento da Imola a Nizza, primi 500 km secchi tutti in autostrada con mamma che si fa trovare all’aeroporto di Genova: arriviamo appena in tempo a Nizza per sistemarci e pernottare, il sottoscritto festante per l’Inter da poche ore campione d’Europa!
23 maggio:
Giro completo di Nizza: a piedi, attraversando un elegante isola pedonale, si va verso la bella place Massena ricca di fontane e getti d’acqua; bastano poi pochi metri dalla piazza fulcro di Nizza per arrivare alle spiagge, lungo la famosa Promenade des Anglais sulla quale si affacciano rinomati hotel di lusso, come il Negresco.
Il lungomare è bellissimo ed ordinatissimo, ma la spiaggia lascia a desiderare perché stretta, con poca sabbia e molti ciottoli, ma ugualmente essendo Domenica è più piena che mai. Noi, dopo una passeggiata nei bellissimi mercatini dei fiori e della gastronomia, prendiamo un ascensore che ci porta alla Torre Bellande e poi, ancora più sù, al bel parco del Castello, punto spettacolare d’osservazione di Nizza dall’alto, da cui si ammira la celeberrima Baie des Anges (baia degli angeli, appunto!).Già in cima avevamo digerito il nostro pranzo cosicché al ritorno io, Adri e le bimbe ci riposiamo in albergo nel tardo pomeriggio mentre mia madre riesce ad infilarci pure il museo Chagall (qui i musei sono aperti pure di Domenica!) Serata, solita isola pedonale, ma con suggestivi giochi di luce in notturna ed esibizioni di artisti di strada, soprattutto in place Massena.
24 maggio:
Da Nizza ci addentriamo nell’entroterra per cominciare ad assaporare le atmosfere e il paesaggio della Provenza: con un giro ad anello di circa 50 km andiamo prima a Grasse, bel paesino conosciuto come la capitale dei profumi; visitiamo le famose fabbriche, soprattutto l’imperdibile ed onnipresente (per tutto il nostro viaggio) profumeria agonard; ci lasciamo anche tentare dagli acquisti e da robuste baguettes….Lasciata Grasse poco dopo pranzo, è la volta della splendida St.Paul de Vence, borghetto medievale arroccato su un colle, un posto veramente carino ed originale, come può esserlo solo un borgo medievale ben tenuto, anche se i prezzi delle vetrine e soprattutto dei quadri esposti fanno capire che il posto è stato trasformato in un borgo…di lusso! Ma vale veramente la pena di andarci, anche solo per guardare! Ritornando a Nizza chiudiamo con un’altra cena ottima la positiva impressione di questa città.
25 maggio:
È la tratta interna più lunga sulla strada verso Marsiglia. Ci fermiamo prima nella vicina
Cannes, dove troviamo appena finito il famosissimo festival, ne respiriamo lo stesso l’atmosfera ed al tempo stesso riusciamo decentemente a muoverci, cosa che sarebbe stata impossibile fino a due giorni fa. Il Palazzo dei Festivals ha ancora il suo famoso tappeto rosso davanti (lo stanno smontando praticamente davanti a noi) ed il lungomare, la celebre Croisette dei divi, è anch’esso carino e ben tenuto, con begli alberghi, le immancabili palme e spiagge ampie e…finalmente sabbiose!
Lasciata la macchina, un bel trenino con tanto di audioguida in meno di un’ora ti fa vedere tutto il lungomare e ti porta sù nella parte alta della città, nell’antico quartiere del Suquet, da dove la vista sul porto e sulla città è superba!
Pranziamo prima di ripartire e affrontare due ore di guida lungo le spettacolari coste del rosso massiccio dell’Esterel; lungo la “corniche”, uno strapiombo più bello dell’altro con stop a St.Tropez (dopo aver attraversato anche St.Raphael e St.Maxim, bellissime spiagge per entrambe!)
A St.Tropez, scarse, se non quasi inesistenti, le spiagge che vanno ricercate con gli yacht dei famosi miliardari che qui vengono giusto per l’atmosfera del posto e per fare acquisti nelle boutiques dei più famosi stilisti, soprattutto italiani! Insomma, un posto mondano con un porticciolo animato da tanti locali per VIP oziosi che si crogiolano al sole, sorseggiando qualcosa.
All’interno la cittadina non è niente di speciale: case dall’intonaco rovinato vicinissime al famoso porto, nessun albergo degno della fama cittadina (per forza,vivono negli yacht) ed un anonimato generale notevole…Altre due ore di macchina per arrivare a Marsiglia in tempo per cenare vicino ad un albergo della catena Citadines (che ritroveremo più avanti) e che consiglio come imbattibile per il prezzo di una quadrupla (77 euro!)
26 maggio:
Marsiglia ha una fama affascinante ma anche equivoca per via della criminalità, ma sinceramente noi non abbiamo minimamente questa impressione, forse perché l’abbiamo girata soltanto di giorno
e tutto ci è sembrato molto meglio del previsto, soprattutto per chi,come noi, comincia dalla bellissima chiesa di Notre Dame de la Garde, posta in cima ad una panoramicissima collina, dalla quale si vede nell’ampio golfo anche il gruppo delle tre isole di Frioul., fra cui la più vicina è quella che ospita il castello-fortezza d’If, la prigione del conte di Montecristo.(Queste isole sono per il resto meno note delle Lérins, di fronte Cannes, e del gruppo di fronte Hyerès, fra cui la più nota Porquerolles, veri paradisi ecologici). Dopo la visita del suggestivo interno del santuario, ricco di mosaici rilucenti e di tanti ex-voto, segno della devozione dei marinai marsigliesi, scendiamo al famigerato “vieux port” che troviamo coloratissimo e ricco di atmosfera: fra imbarcazioni di ogni tipo, venditori di pesce guizzante sul molo e gabbiani, scopriamo ogni angolo del vecchio porto, mangiando pure in un ristorante lì vicino la famosa bouillabaisse, la tipica zuppa di pesce di queste parti! I tantissimi gabbiani, gli odori ed un filo di vento ci riportano alla magica atmosfera di Essaouira,cittadina marocchina che vedemmo con Adriana 4 anni fa, e non a caso Marsiglia è nota per la più forte emigrazione africana in terra di Francia, praticamente da tutte le nazioni del continente nero, ma la successione di ristoranti etnici da mezzo mondo proprio uno accanto all’altro dimostra che c’è stata un’emigrazione mondiale da queste parti.
Concludiamo la nostra visita con una puntata al Jardin des Vestiges: i resti (veramente tali….) della antica Massalia romana e con una passeggiata sulla Canebière, l’elegante strada principale della città, dove troviamo …..l’immancabile giostra, per la gioia delle bimbe.
Nel tardo pomeriggio siamo già arrivati alla tappa successiva, Arles, dove troviamo la camera più bella dell’intero viaggio, con una panoramicissima veduta (esattamente 10 metri in linea d’aria dalla famosa Arena!). Dato l’orario, ci concediamo una riposante sosta al Jardin des enfants, un bel parco pieno di bambini, ceniamo accanto al nostro albergo” Le Calendal”, e si vede che non siamo più in una grande città perché ci dicono che alle 21.30 avrebbero chiuso la cucina,quindi se fossimo arrivati come ieri a Marsiglia dopo le 22 non avremmo mangiato! Per fortuna, le bimbe non creano problemi a tavola: Elena mangia di tutto con noi adulti, mentre per Elisa, per tutto il viaggio,avevamo portato vari pranzi, merende e cene tutte preconfezionate della Mellin che furono già ottime per Elena quando andammo in USA 2 anni fa.
27 maggio:
Dedichiamo la mattinata alla visita di Arles che, oltre alla splendida Arena, una specie di piccolo Colosseo, conserva molte tracce della sua origine romana: un teatro con una buona parte delle gradinate, colonne, fregi di marmo, necropoli ecc. Attorno all’Arena, tanti negozietti di prodotti tipici, fra cui i famosi tessuti provenzali, le ceramiche e gli immancabili sacchetti profumati di lavanda. Oltre alle importanti vestigia romane, Arles vanta anche un vero gioiello medievale: si affaccia sulla piazza del municipio la splendida facciata della chiesa di St Trophime, con un elegante portale ed un chiostro annesso al Monastero di notevole fattura.
Lasciamo Arles per dirigerci verso la selvaggia Camargue, la regione del delta del Rodano: una zona semipaludosa, habitat naturale di moltissime specie di uccelli inesistenti da altre parti della Francia, per non dire di tutta Europa, ed addirittura tanti fenicotteri rosa, allevamenti di tori ed un impressionante serie di cavalli bianchi! Attraversando il delta del fiume si arriva alla cittadina di
Saintes Maries de la Mer, spiaggia bianca eccezionale ed atmosfera splendida con tante basse e bianchissime casette. In questo posto remoto, lontano dalla civiltà cittadina, vivono molti gitani e apprendiamo che si è concluso da pochi giorni il festival internazionale della musica gitana.
Un pranzetto veloce, e partenza per l’altro centro caratteristico della Camargue, la spettacolare città di
Aigues-Mortes! Il nome di “acque morte” tradisce l’origine marinara della cittadina, che ora è invece a circa 20 km dalla costa, ma il perché è dovuto al fatto che tanti secoli fa il mare arrivava fin qui poi, con la sua potentissima azione il Rodano ha portato tanti detriti da creare un’intera regione. Ad Aigues-Mortes ci imbattiamo in una specie di fortezza medievale, dalla caratteristica forma delle mura che ne disegnano il profilo perfettamente quadrato per chi la vede dall’alto; torrette e bastioni costellano il perimetro della piccola cittadina dove il tempo pare essersi fermato.Girando in poco tempo il piccolissimo centro, ricco di negozietti coloratissimi di souvenirs, si arriva alla chiesa di Notre Dame des sablons ed alla piazza principale, ombreggiata da tigli, dove spicca il monumento a St. Louis (al secolo re Luigi IX, detto “il santo”) che proprio da qui partì per la VII e VIII crociata, in cui poi trovò la morte).
Lasciata anche Aigues Mortes è la volta di allungare verso la nostra meta serale, che è Avignone, ma sulla strada riusciamo a fare una deviazione di pochi km. per vedere il famoso
Pont du Gard, con incredibile organizzazione turistico-logistica per poterlo ammirare: è un patrimonio dell’Unesco che ogni giorno richiama centinaia di visitatori, un acquedotto imponente con arcate a tre livelli, ennesimo regalo del grande impero romano ai francesi!
Arrivati ad Avignone troviamo proprio appena fuori dalle immancabili mura perimetrali della città il nostro hotel Le Cube; veloce spostamento in centro solo per cenare all’aperto con un patè di anatra divino, pure accompagnato da finissima crema di nocciole…praticamente l’anatra vera e propria servita dopo non l’ho nemmeno considerata dopo aver preso il patè pure di Adriana e di Elena che lo gradivano meno. Abbiamo ancora il tempo di inerpicarci con i nostri passeggini verso la principale attrazione di Avignon, il Palazzo dei Papi. Di sera, illuminato, l’effetto è fantastico!
28 maggio:
La mattina ci rendiamo conto che dalla stanza del classico “petit déjeuner”, all’ultimo piano dell’albergo già si vede sullo sfondo il famosissimo Palais des Papes con le sue torri!
Presa la macchina, parcheggiandola in centro, con i soliti passeggini andiamo ovviamente al sunnominato palazzo con la grande sorpresa di…non poter usare i passeggini per visitarlo con le bimbe! Infatti, data la struttura con continui sali e scendi, devo convenire che in effetti sarebbe stato difficile, se non impossibile, quindi la direzione all’ingresso ci fornisce l’alternativa: il classico marsupio che per i 15 chili e passa di Elena viene sistemato dietro le mie spalle, mentre per i pochi Kg. di Elisa (si fa per dire…) basta un marsupio con la bimba posizionata davanti Adriana.
Il palazzo si rivela interessantissimo e pieno di sale immense, con affreschi, bassorilievi, statue e pochi mobili. La grandiosità di certi ambienti, delle sale del Tesoro, del Concistoro (il tribunale ecclesiastico), l’enorme cappella del Conclave ecc. danno l’idea delle grandi cerimonie durante il regno dei sette Papi ad Avignone. Nei grandi cortili del palazzo, vediamo allestiti dei teatri “en plein air” che ci ricordano l’animata attività teatrale del Festival di Avignone, noto nel mondo.
Elena sembra divertirsi molto ma, come tutti i bei giochi, dura poco (mica tanto veramente, 2 ore con lei sulle spalle!) e, ripresi i passeggini, saliamo la breve ma ripida salita accanto al palazzo dei Papi che ci porta in cima al Rocher des Doms, un bel giardino panoramico da dove si può ammirare l’altra curiosa attrazione di Avignon, l’originale ponte interrotto di St. Bénezet, che immortaliamo con belle foto. Il centro d Avignone praticamente non presenta altro di notevole, cosicché riprendiamo la macchina sulla strada per Aix en Provence e, per strada, ci fermiamo nel carinissimo borgo medievale di
Les Baux de Provence. In verità, dovremmo dire fra i ruderi di Les Baux, essendo il paesino disabitato e frequentato solo da turisti. La passeggiatina fra le casupole diroccate, le stradine strette che si inerpicano verso i ruderi di un fantomatico castello, un Municipio “fantasma”, armerie e negozietti di artigianato, ateliers artistici attirano frotte di turisti, affascinati anche dal paesaggio pietroso e misterioso dei paraggi, dove grandi massi rocciosi sembrano statue naturali. Ancora un po’di autostrada per arrivare ad
Aix en Provence, dove pernottiamo nel secondo hotel Citadines del nostro viaggio: è un po’distante dal centro, ma è il primo con la piscina che provo immediatamente! In serata ci spostiamo in centro giusto per cenare, ma scopriamo anche un bel viale alberato dove si svolge lo struscio serale..
29 maggio
Il bel viale che avevamo scorto la sera prima è proprio il più importante della città, Cours Mirabeau, con tre belle fontane molto scenografiche e tanti tigli che ombreggiano la passeggiata. Anche di giorno la zona è molto animata da turisti mescolati ai locali. Ci addentriamo poi nel centro antico della cittadina, che si conferma una vera sorpresa: lungo le stradine tortuose, tutta zona pedonale, si susseguono eleganti piazzette, mercati dei fiori e di goloserie, un elegante Municipio con una singolare e scenografica Torre dell’Orologio e, in fondo, la bella chiesa di St.Sauveur dal ricco portale, che si affaccia su una piazzetta riservata agli artisti.
Ritornando sul viale principale della città moderna, pranziamo in uno dei tanti ristorantini sul corso con la solita insalata veloce e poi ci rimettiamo in macchina per uno spostamento tutto autostradale verso
Antibes, precisamente nella zona balneare di St.Juan les pins.
Arriviamo in spiaggia con acqua ancora calda alle 18 circa,vedendo un bel tramonto accompagnato da due clamorose coppe di gelato. La spiaggia è sabbiosa (per la gioia di Elena), ben tenuta e di buona qualità, anche se un po’ stretta per tutta la sua lunghezza così come il lungomare, dove si affaccia il nostro hotel. La cena la facciamo in un ristorante vicino talmente buono per i dolci (due clamorose crepes per mamma ed Adriana) che ci torniamo l’indomani per la colazione.
30 maggio:
A colazione (per noi sempre più brunch avendo cominciato i primi giorni le nostre colazioni verso le 9 di solito, scivolando alle 9,30 a metà viaggio e chiudendo con questa alle 10! ) io recupero la crepe che avevo trascurato ieri, le donne ovviamente sono strafogate della sera prima e si limitano a succhi e croissants, ed eccoci in macchina per la tappa giornaliera di
Montecarlo!
Entrare nell’elegantissimo principato di Monaco risveglia ovviamente in me bei ricordi di quando, accampatomi nell’unico ostello con camerate miste mai visto in Europa, passai velocemente …. nell’hotel Loews da intruso (oggi scopro chiamarsi Fairmont Hotel), in quanto nel 1992 qui alloggiò lo squadrone di basket americano del cosiddetto Dream Team della NBA!
I giocatori furono assediati dai tifosi fuori dall’albergo e dentro fecero entrare per…disperazione solo il sottoscritto, oggi tutto compassato con madre, moglie e figlie a carico!
Proprio sotto l’albergo passa la famosa galleria del circuito di Formula 1 , tracciato interamente cittadino e per quest’anno disputatosi proprio domenica scorsa.
Un lungo giro, in parte con la macchina ed in parte a piedi, per ammirare i maestosi yacht dei miliardari, il castello Grimaldi e gli eleganti giardini proprio davanti al famoso Casinò dove facciamo la foto finale del nostro viaggio! Per il ritorno ci servono 3 ore (compresa la sosta per pranzo in un autogrill) per Genova dove mamma prende l’aereo per tornare in Sicilia, mentre io ed Adriana in altre 4 ore (compresa altra sosta per cena bimbe) raggiungiamo Imola!
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