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MONTECARLO
Arrivo a Montecarlo direttamente dal mio ultimo esame della
sessione estiva e nel borsone ho infilato tanta roba visto che non
so quanto tempo starò fuori. Arrivo e chiedo di un ostello e me lo
indicano proprio di fronte la stazione, bene bene e per giunta è
pure a camerata mista, mai visto niente di simile nei miei viaggi
europei.
(POSTILLA 2005: dopo anni di viaggi europei continuo a non aver
visto niente di misto in Europa, molto meglio il resto del mondo!)
vado subito in giro mentre sono sconvolto x l’omicidio di borsellino
a Palermo, qui sono lontano anni luce da qualunque pensiero legato
all’Italia, nel bene e nel male e nonostante la vicinanza perché ci
sono gli americani del basket NBA con la loro nazionale! Il loro
albergo è il Loews dove riesco ad intrufolarmi, la costruzione è
proprio sopra un grande polo d’attrazione che è il Gran Premio di
Formula 1, che si svolge, ogni anno, sul circuito probabilmente più
famoso del mondo, ricavato sulle strade pubbliche della città di
Montecarlo (compreso il tunnel sotto al Loews). Amato, odiato,
discusso, è rimasto l’unico vero tracciato cittadino delle corse
automobilistiche!
Mi “spaparanzo” in piscina da abusivo mentre le stelle della NBA mi
girano intorno ed il cameriere mi chiede se voglio champagne con
caviale o senza. Ho la decenza di dire senza, dato anche il gran
caldo, ed intesto la consumazione ad una stanza inventata! Poi
rivedo i giocatori nell’amichevole con la nazionale francese
l’indomani e mentalmente li saluto sperando di essere a Barcelona
tra un mese x i giochi olimpici.
Mi faccio il giro completo della città di Monte-Carlo, con il
famosissimo Casinò, i lussuosi hotel e i suoi locali, meta tutto
l’anno di teste coronate, personaggi dell’alta finanza
internazionale, vip e semplici turisti. Vedo il Palais Princier
(Palazzo del Principe) ubicato nello stesso punto dove sorgeva una
fortezza fondata dai genovesi nel 1215, in una posizione che domina
l’intera area. La sua visita costituisce un meraviglioso viaggio
attraverso i secoli. Ornata da batterie di cannoni fusi, la Piazza
del Palazzo offre un panorama unico sul Porto e Monte-Carlo fino
alla punta di Bordighera. Ogni giorno, alle ore 11.55 precise, si
effettua davanti all'entrata principale del Palazzo lo spettacolare
cambio della Guardia dei Carabinieri in alta uniforme (nero in
inverno, bianco in estate), secondo un cerimoniale immutato da oltre
un secolo. La Fanfara si esibisce in concerti pubblici nonché in
occasione di cerimonie ufficiali, manifestazioni sportive o festival
internazionali.
il Museo delle Cere è situato nella rue Basse, una delle vie più
pittoresche della vecchia rocca, questo museo illustra delle scene
storiche riguardanti la dinastia dei Grimaldi, nelle quali dei
personaggi in cera sono rappresentati a grandezza naturale, spesso
in costumi autentici ( ovviamente molto più completo il museo delle
cere a Parigi!).
Il Monte-Carlo Film Story, situato nelle vicinanze del Museo
Oceanografico, ci aiuta a scoprire l'origine, la storia e
l'evoluzione del Principato. Il Museo del Cinema, con entrata libera
e gratuita, presenta invece "Monte-Carlo au Cinéma", una
retrospettiva di locandine originali di film in omaggio a Monaco da
parte dei maestri della settima arte, così come un'esposizione di
lanterne magiche e altri oggetti antesignani de cinema.
La Cattedrale di Monaco, eretta nel 1875, dove anticamente sorgeva
una vecchia Chiesa del XIII secolo, dedicata a S.Nicola, in stile
romano-bizantino, custodisce le tombe dei Principi defunti. L’antica
fortezza Fort Antoine, costruita all'inizio del XVIII secolo sulla
punta nord-est della Rocca, è oggi un magnifico teatro all'aperto
con 350 posti nel quale in estate si svolgono spettacoli di grande
qualità.
Il Casino di Monte-Carlo deve la sua origine al principe Carlo III,
che ne affidò la realizzazione al celebre architetto Charles Garnier
nel 1862. Il motivo della creazione del Casinò va ricercato nei
problemi economici che lo stato monegasco dovette affrontare: come
finanziare lo stato con la sola popolazione della Rocca? Questa
soluzione ebbe talmente successo che dopo pochi anni, nel 1869,
furono abolite definitivamente le tasse per i cittadini monegaschi
(beati loro!).
Il suo "atrio" lastricato in marmo, circondato da 28 colonne ioniche
in onice, dà accesso alla sala dell'Opera, detta "Salle Garnier",
decorata interamente in rosso e oro, nella quale ha spicco una
profusione di bassorilievi, affreschi e sculture. Il suo
palcoscenico è da oltre un secolo cornice di manifestazioni liriche
internazionali, di prestigiosi concerti e di balletti eccezionali.
Quanto ai "Salons de Jeux", essi costituiscono un vasto insieme di
sale dalle vetrate colorate, mirabilmente decorate con sculture,
pitture allegoriche, lampadari in bronzo.
Monte-Carlo con la sua immagine, la sua storia e quella dei suoi
regnanti, è celebre per l’atmosfera mondana e paesaggistica che si
respira, unica e indissolubile di fronte al tempo. Non a caso hanno
deciso di abitare, in questo paradiso del lusso, più di 5000
italiani ma x me è ora di lasciarla x raggiungere con calma
Barcelona attraverso la Francia del sud che ben conosco; mi vedo con
un amico che sta ad Agay sempre in Costa Azzurra e poi continuo
verso la Spagna, in tempo x l’apertura dei giochi olimpici.
BARCELLONA
Arrivo a Barcellona seguendo la costa col treno. La città abbraccia
due colline principali - Montjuïc e Tibidabo – che fungono da punto
di riferimento per orientarsi. L'asse di riferimento stradale della
città è invece La Rambla, un viale lungo circa un km e mezzo che
procede in direzione nord-ovest e leggermente in salita da Port Vell
(Vecchio Porto) a Plaça de Catalunya. La Plaça segna il limite fra
la Ciutat Vella (Città Vecchia) e gli agglomerati più recenti.
La Ciutat Vella, un intrico di stradine, edifici secolari e
possibilità di alloggio a prezzi economici, si sviluppa su entrambi
i lati de La Rambla. Al suo cuore si trova il Barrio Gòtic. Il Port
Vell ha uno splendido acquario moderno e due porticcioli; al lato
nordorientale si trova La Barceloneta, il vecchio quartiere dei
marinai.
Da qui in direzione nord-est, corrono le spiagge e una passeggiata
pedonale fino al Port Olímpic, il porto costruito da poco x le
Olimpiadi (POSTILLA 2005: oggi è un luogo di ritrovo, sia di giorno
sia di notte, con molti bar e ristoranti vivaci).
L’Eixample è invece il centro moderno di Barcellona, progettato
dall'architetto Ildefons Cerdà è realizzato dal 1870 al 1936. Tutte
le strade vi si incrociano in maniera regolare, andando così a
formare isolati perfettamente squadrati e compatti come un quaderno
a quadretti. E' in questo quartiere che trovano spazio quasi tutte
le opere architettoniche di Antoni Gaudì, come la Sagrada Familia,
le varie case Batlò, Milà. La piazza principale è la Plaza De
Catalunya, di dimensioni comparabili a quelle del Vaticano a Roma.
Merita una visita anche il Paseio de Gràcia, un ampio boulevard, e
la strada Diagonal, che spezza la regolarità geometrica della
planimetria di Barcellona.
X tutti quelli con il portafoglio “sgonfio” l’unica soluzione di
alloggio accettabile rimane l’ostello, per chi non ha neanche
quello, come me dopo un mese in giro, non resta che arrangiarsi col
sacco a pelo. Del resto chiunque durante le Olimpiadi non trova
alloggio in giornata, ma questo lo immaginavo e non è un problema
“accucciarmi” in un parco con tantissimi altri viaggiatori di mezzo
mondo, anche se come al solito facendo amicizia con uno spagnolo di
Valencia, che l’indomani torna a casa sua scopro che da un suo amico
a Barcellona ci sarebbe posto per terra.
La seconda notte siamo dall’amico suo x altre 3 notti, il mio
zainetto piccolo come cuscino e quello grande al sicuro nello
scompartimento a pagamento della stazione. La magia di Vicente, che
sarebbe il valenciano, è che ha un biglietto x la leggendaria finale
di basket tra il dream team USA ed un avversario ancora da definire,
lo forzo tantissimo a vendermelo ed alla fine x un onesto prezzo
quasi doppio lui rinuncia alla finalissima ( da bravo spagnolo aveva
comprato i biglietti degli sports che gli interessavano ma del
basket può farne a meno!). Mi vedo anche la città alternandola ad un
paio di pomeriggi di atletica allo stadio e resto incantato
dall’architettura cittadina!
Barcellona infatti è famosa per le opere architettoniche di Gaudi
che peraltro già da sole sarebbero un valido motivo per visitare la
città. Uno degli architetti più originali e innovatori del
Novecento, uomo profondamente devoto, Antoni Gaudì venne
soprannominato già dai contemporanei "l'architetto di Dio"!
D'altronde i poveri della capitale catalana non hanno certo
aspettato il processo ecclesiastico per capire chi fosse davvero
Gaudì sul piano umano: per loro era già un santo, e il miracolo più
grande, anche se incompiuto, è stato proprio quel Tempio Espiatorio
della Sagrada Familia per cui è diventato famoso in tutto il mondo
(e che rappresenta il fulcro catalizzatore del turismo barcellonese).
Straordinaria e stravagante opera edificata grazie alle elemosine
raccolte per decenni, la Sagrada Familia è un'opera fantastica: le
magnifiche spire della cattedrale incompleta si stagliano nel cielo
con il loro profilo ondulato. Sono decorate con numerosissime
sculture che sembrano soffiare la vita nella pietra. Gaudí morì nel
1926, senza aver portato a termine il suo capolavoro e da allora ci
sono sempre state grandi controversie che hanno ritardato il
completamento della costruzione. Ma la bellezza di questo tempio
probabilmente, a mio parere, sta proprio nel fatto che non è finito;
i lavori sono tutt’ora in corso ed è da più di cento anni che viene
modificata e arricchita la sua struttura!
Altro monumento tipico dello stile di Gaudì è La Pedrera.
La prima impressione che ho avuto nell’ammirare le linee irregolari
di questa Casa è stata quella di essere davanti alle dune del
deserto. Non a caso quando fu progettata, anticipò i dettami del
futurismo. Oggi è considerata una pietra angolare dell'architettura
moderna.
Costruita tra il 1905 e il 1910, come edificio che doveva contenere
appartamenti e uffici, un tempo veniva chiamata Casa Milá, ma oggi è
nota con il nome di La Pedrera (La Pietraia) a causa della sua
facciata irregolare di pietra grigia che si inarca intorno
all'angolo della strada, creando un effetto a onda ulteriormente
enfatizzato dagli elaborati balconi in ferro battuto. È possibile
visitare l'edificio e anche salire sul tetto, da cui sporgono camini
multicolori simili a cavalieri medievali.
Un altro capolavoro futurista è la Casa Batllò. Non c'è una linea
retta, i muri, le finestre, gli spigoli sono ricurvi. Questo dà alla
casa la sensazione di essere coperta da un telo di pelle.
Si trova nel quartiere dell’’EIXAMPLE vicinissima alla Pedrera .
Terminata nel 1907 e progettata per l’industriale Josep Batllò è la
rielaborazione di un condominio già esistente ma ritenuto troppo
anonimo dai contemporanei. Gaudi riuscì a crearne un’opera che più
tardi Dalì paragonò alle “calme acque di un lago”.
Da non perdere le mansarde e i camini: un vastissimo repertorio di
soluzioni visive. Il prezzo per entrare non è affatto economico,
però ne vale la pena!
Il Parc Güell è il luogo in cui Gaudí ha messo la sua ispirazione al
servizio del paesaggio, con risultati davvero interessanti. Il parco
si trova su una collina con una straordinaria vista sulla città.
Enormi panchine di ceramica, lucertole decorative giganti, mosaici
di ceramica e padiglioni di pietra lavorata si combinano in un vero
e proprio turbinio della fantasia. All'interno del parco si può
ammirare la famosa Sala Hipóstila, una 'foresta' costituita da 84
colonne di pietra, concepita originariamente per essere un mercato.
Sopra di essa, c'è un ampio spazio aperto con innumerevoli panchine
decorate con mosaici e caratterizzate da curve sinuose. La casa rosa
alla sua destra è la Casa Museo, dove Gaudí passò gli ultimi vent'anni
della sua vita. Questo parco peraltro è uno dei pochissimi posti a
Barcellona dove non si paga il biglietto di ingresso…
Ma il cuore di Barcellona è La Rambla (o meglio Las Ramblas), un
viale diviso da tre marciapiedi, pullulante di suonatori, statue
viventi, mimi e venditori ambulanti che vendono di tutto, dai
biglietti della lotteria ai gioielli. Deve il nome ad un torrente
stagionale ('rawl' in arabo), che un tempo scorreva al suo posto.
Per bere e mangiare, faccio una visita a Plaza Real, una delle più
gettonate dai turisti. Disegnata anch’essa dal solito Antoni Gaudi,
con fontane e lampioni di ferro battuto decorato finemente, la
piazza infatti offre veramente un bel colpo d'occhio! Non lontano da
questa piazza c'è il già citato quartiere gotico medievale noto come
Barrio Gotico; il quartiere gotico vecchio di 500 anni è un dedalo
di stradine strette attorno alla cattedrale con case bellissime e
tipiche. Tra i bar di Plaza Real, ci sono anche tapas, bars e cafés
. Nei dintorni della Catedral, uno dei migliori esempi di
architettura gotica in Spagna, è ancora visibile una parte delle
mura antiche incorporate in strutture più recenti. Il centro del
quartiere è costituito dalla Plaza de Sant Jaume, una piazza molto
ampia e luogo di ritrovo per le danze settimanali della sardana. Qui
sorgono due dei più importanti edifici della città, l'Ajuntament e
il Palau de la Generalitat. Una grande abbuffata di cultura questa
Barcelona! (POSTILLA 2005: si può andare alla sezione sportiva
Playgrounds del mondo x vedere che sono anche riuscito a divertirmi
alla mia maniera!)
SIVIGLIA
Riprendo un treno x 10 ore andando verso Siviglia x vedere l’Expo,
una gigantesca esposizione tipo la BIT (borsa internazionale del
turismo, si svolge a Milano ogni anno) ma nella capitale Andalusa si
tiene all’aperto ed è la prima volta che vedo tutto il mondo in un
paio di pomeriggi. Sono talmente incantato che nemmeno penso a
vedere la città che pure sò essere molto bella, un’altra volta vedrò
sia la città sia la zona circostante piena di altre belle e famose
città.
(POSTILLA 2005: mentre ero nel mio viaggio indiano del 2003, i miei
genitori erano a Siviglia e gli ricordai via sms col telefonino il
punto molto particolare ed esatto della stazione dei treni dove
dormii una notte, loro lo ritrovarono tale e quale!)
Dormo alla stazione dei treni dopo che buttano fuori me ed il solito
oceano di saccopelisti x la città ovviamente piena pure quella fino
all’ultimo buco, tutti escono mestamente dalla stazione, ma solo
sulla destra trovo una quindicina di gradini rialzati con uno
spiazzetto di 4 metri quadrati dove dormo da Dio.
Distrutto faccio una notte intera di treno a dormire 10 ore filate
da Siviglia a Barcellona x continuare con altri mezzi x l’Italia. La
cosa fantastica è che arrivato a Genova trovo uno sciopero totale
dei treni e potrei prendere un bus ma quello dovrei pagarlo mentre
nel mio biglietto Interrail è ovviamente compreso il ritorno in
Sicilia. Vado a singhiozzo su treni locali fino a Roma, praticamente
un’altra giornata di viaggio in cui mi diverto a conoscere mezza
Italia ed i soliti inferociti turisti stranieri verso la nostra
facilità di sciopero! E prendetevi un bus o un aereo, voi che siete
qui x divertirvi, io devo solo tornare a casa con un borsone che mi
trascino da Milano ed uno zainetto che ha assunto un colore
indefinibile! Ancora con cambio di tre treni tra Roma e Reggio
Calabria, al traghetto ci arrivo a piedi scendendo a Villa San
Giovanni ed arrivando a Messina, qui un’anima pia mi dà un passaggio
x la stazione dei bus che ovviamente a quell’ora non posso prendere
(non ho il coraggio di dirgli che ho finito i soldi da tempo). Con
un suo amico vado in macchina a Catania, in tutta la Sicilia anche i
treni regionali sono fermissimi… in piazza stazione a Catania un
gruppo di tassisti in piena notte si giocano a carte una marea di
soldi ottenuti in una giornata di straordinari e con altri
viaggiatori ( che erano fermi da un giorno!). Otteniamo di giocare:
appena arrivo a 10.000 lire (partendo da un prestito di 2000 lire di
uno di loro) propongo un taxi collettivo per 50.000 ad uno dei
tassisti che ha la madre originaria della provincia di Agrigento.
Siamo in cinque tra italiani e stranieri. All’alba sono il primo ad
essere scaricato davanti casa dei miei al mare alle 6.30 del mattino
(gli altri 4 sconosciuti andavano un paio ad Agrigento ed altri due
in paesi dell’interno!).
Un ritorno più avventuroso non avrei potuto organizzarlo.
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