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ARCHIVIO FOTOGRAFICO

 
 

Estate 1992 - Principato di Monaco&Spagna


MONTECARLO
Arrivo a Montecarlo direttamente dal mio ultimo esame della sessione estiva e nel borsone ho infilato tanta roba visto che non so quanto tempo starò fuori. Arrivo e chiedo di un ostello e me lo indicano proprio di fronte la stazione, bene bene e per giunta è pure a camerata mista, mai visto niente di simile nei miei viaggi europei.
(POSTILLA 2005: dopo anni di viaggi europei continuo a non aver visto niente di misto in Europa, molto meglio il resto del mondo!)
vado subito in giro mentre sono sconvolto x l’omicidio di borsellino a Palermo, qui sono lontano anni luce da qualunque pensiero legato all’Italia, nel bene e nel male e nonostante la vicinanza perché ci sono gli americani del basket NBA con la loro nazionale! Il loro albergo è il Loews dove riesco ad intrufolarmi, la costruzione è proprio sopra un grande polo d’attrazione che è il Gran Premio di Formula 1, che si svolge, ogni anno, sul circuito probabilmente più famoso del mondo, ricavato sulle strade pubbliche della città di Montecarlo (compreso il tunnel sotto al Loews). Amato, odiato, discusso, è rimasto l’unico vero tracciato cittadino delle corse automobilistiche!
Mi “spaparanzo” in piscina da abusivo mentre le stelle della NBA mi girano intorno ed il cameriere mi chiede se voglio champagne con caviale o senza. Ho la decenza di dire senza, dato anche il gran caldo, ed intesto la consumazione ad una stanza inventata! Poi rivedo i giocatori nell’amichevole con la nazionale francese l’indomani e mentalmente li saluto sperando di essere a Barcelona tra un mese x i giochi olimpici.
Mi faccio il giro completo della città di Monte-Carlo, con il famosissimo Casinò, i lussuosi hotel e i suoi locali, meta tutto l’anno di teste coronate, personaggi dell’alta finanza internazionale, vip e semplici turisti. Vedo il Palais Princier (Palazzo del Principe) ubicato nello stesso punto dove sorgeva una fortezza fondata dai genovesi nel 1215, in una posizione che domina l’intera area. La sua visita costituisce un meraviglioso viaggio attraverso i secoli. Ornata da batterie di cannoni fusi, la Piazza del Palazzo offre un panorama unico sul Porto e Monte-Carlo fino alla punta di Bordighera. Ogni giorno, alle ore 11.55 precise, si effettua davanti all'entrata principale del Palazzo lo spettacolare cambio della Guardia dei Carabinieri in alta uniforme (nero in inverno, bianco in estate), secondo un cerimoniale immutato da oltre un secolo. La Fanfara si esibisce in concerti pubblici nonché in occasione di cerimonie ufficiali, manifestazioni sportive o festival internazionali.
il Museo delle Cere è situato nella rue Basse, una delle vie più pittoresche della vecchia rocca, questo museo illustra delle scene storiche riguardanti la dinastia dei Grimaldi, nelle quali dei personaggi in cera sono rappresentati a grandezza naturale, spesso in costumi autentici ( ovviamente molto più completo il museo delle cere a Parigi!).
Il Monte-Carlo Film Story, situato nelle vicinanze del Museo Oceanografico, ci aiuta a scoprire l'origine, la storia e l'evoluzione del Principato. Il Museo del Cinema, con entrata libera e gratuita, presenta invece "Monte-Carlo au Cinéma", una retrospettiva di locandine originali di film in omaggio a Monaco da parte dei maestri della settima arte, così come un'esposizione di lanterne magiche e altri oggetti antesignani de cinema.
La Cattedrale di Monaco, eretta nel 1875, dove anticamente sorgeva una vecchia Chiesa del XIII secolo, dedicata a S.Nicola, in stile romano-bizantino, custodisce le tombe dei Principi defunti. L’antica fortezza Fort Antoine, costruita all'inizio del XVIII secolo sulla punta nord-est della Rocca, è oggi un magnifico teatro all'aperto con 350 posti nel quale in estate si svolgono spettacoli di grande qualità.
Il Casino di Monte-Carlo deve la sua origine al principe Carlo III, che ne affidò la realizzazione al celebre architetto Charles Garnier nel 1862. Il motivo della creazione del Casinò va ricercato nei problemi economici che lo stato monegasco dovette affrontare: come finanziare lo stato con la sola popolazione della Rocca? Questa soluzione ebbe talmente successo che dopo pochi anni, nel 1869, furono abolite definitivamente le tasse per i cittadini monegaschi (beati loro!).
Il suo "atrio" lastricato in marmo, circondato da 28 colonne ioniche in onice, dà accesso alla sala dell'Opera, detta "Salle Garnier", decorata interamente in rosso e oro, nella quale ha spicco una profusione di bassorilievi, affreschi e sculture. Il suo palcoscenico è da oltre un secolo cornice di manifestazioni liriche internazionali, di prestigiosi concerti e di balletti eccezionali.
Quanto ai "Salons de Jeux", essi costituiscono un vasto insieme di sale dalle vetrate colorate, mirabilmente decorate con sculture, pitture allegoriche, lampadari in bronzo.
Monte-Carlo con la sua immagine, la sua storia e quella dei suoi regnanti, è celebre per l’atmosfera mondana e paesaggistica che si respira, unica e indissolubile di fronte al tempo. Non a caso hanno deciso di abitare, in questo paradiso del lusso, più di 5000 italiani ma x me è ora di lasciarla x raggiungere con calma Barcelona attraverso la Francia del sud che ben conosco; mi vedo con un amico che sta ad Agay sempre in Costa Azzurra e poi continuo verso la Spagna, in tempo x l’apertura dei giochi olimpici.

BARCELLONA
Arrivo a Barcellona seguendo la costa col treno. La città abbraccia due colline principali - Montjuïc e Tibidabo – che fungono da punto di riferimento per orientarsi. L'asse di riferimento stradale della città è invece La Rambla, un viale lungo circa un km e mezzo che procede in direzione nord-ovest e leggermente in salita da Port Vell (Vecchio Porto) a Plaça de Catalunya. La Plaça segna il limite fra la Ciutat Vella (Città Vecchia) e gli agglomerati più recenti.
La Ciutat Vella, un intrico di stradine, edifici secolari e possibilità di alloggio a prezzi economici, si sviluppa su entrambi i lati de La Rambla. Al suo cuore si trova il Barrio Gòtic. Il Port Vell ha uno splendido acquario moderno e due porticcioli; al lato nordorientale si trova La Barceloneta, il vecchio quartiere dei marinai.
Da qui in direzione nord-est, corrono le spiagge e una passeggiata pedonale fino al Port Olímpic, il porto costruito da poco x le Olimpiadi (POSTILLA 2005: oggi è un luogo di ritrovo, sia di giorno sia di notte, con molti bar e ristoranti vivaci).
L’Eixample è invece il centro moderno di Barcellona, progettato dall'architetto Ildefons Cerdà è realizzato dal 1870 al 1936. Tutte le strade vi si incrociano in maniera regolare, andando così a formare isolati perfettamente squadrati e compatti come un quaderno a quadretti. E' in questo quartiere che trovano spazio quasi tutte le opere architettoniche di Antoni Gaudì, come la Sagrada Familia, le varie case Batlò, Milà. La piazza principale è la Plaza De Catalunya, di dimensioni comparabili a quelle del Vaticano a Roma. Merita una visita anche il Paseio de Gràcia, un ampio boulevard, e la strada Diagonal, che spezza la regolarità geometrica della planimetria di Barcellona.
X tutti quelli con il portafoglio “sgonfio” l’unica soluzione di alloggio accettabile rimane l’ostello, per chi non ha neanche quello, come me dopo un mese in giro, non resta che arrangiarsi col sacco a pelo. Del resto chiunque durante le Olimpiadi non trova alloggio in giornata, ma questo lo immaginavo e non è un problema “accucciarmi” in un parco con tantissimi altri viaggiatori di mezzo mondo, anche se come al solito facendo amicizia con uno spagnolo di Valencia, che l’indomani torna a casa sua scopro che da un suo amico a Barcellona ci sarebbe posto per terra.
La seconda notte siamo dall’amico suo x altre 3 notti, il mio zainetto piccolo come cuscino e quello grande al sicuro nello scompartimento a pagamento della stazione. La magia di Vicente, che sarebbe il valenciano, è che ha un biglietto x la leggendaria finale di basket tra il dream team USA ed un avversario ancora da definire, lo forzo tantissimo a vendermelo ed alla fine x un onesto prezzo quasi doppio lui rinuncia alla finalissima ( da bravo spagnolo aveva comprato i biglietti degli sports che gli interessavano ma del basket può farne a meno!). Mi vedo anche la città alternandola ad un paio di pomeriggi di atletica allo stadio e resto incantato dall’architettura cittadina!
Barcellona infatti è famosa per le opere architettoniche di Gaudi che peraltro già da sole sarebbero un valido motivo per visitare la città. Uno degli architetti più originali e innovatori del Novecento, uomo profondamente devoto, Antoni Gaudì venne soprannominato già dai contemporanei "l'architetto di Dio"! D'altronde i poveri della capitale catalana non hanno certo aspettato il processo ecclesiastico per capire chi fosse davvero Gaudì sul piano umano: per loro era già un santo, e il miracolo più grande, anche se incompiuto, è stato proprio quel Tempio Espiatorio della Sagrada Familia per cui è diventato famoso in tutto il mondo (e che rappresenta il fulcro catalizzatore del turismo barcellonese). Straordinaria e stravagante opera edificata grazie alle elemosine raccolte per decenni, la Sagrada Familia è un'opera fantastica: le magnifiche spire della cattedrale incompleta si stagliano nel cielo con il loro profilo ondulato. Sono decorate con numerosissime sculture che sembrano soffiare la vita nella pietra. Gaudí morì nel 1926, senza aver portato a termine il suo capolavoro e da allora ci sono sempre state grandi controversie che hanno ritardato il completamento della costruzione. Ma la bellezza di questo tempio probabilmente, a mio parere, sta proprio nel fatto che non è finito; i lavori sono tutt’ora in corso ed è da più di cento anni che viene modificata e arricchita la sua struttura!
Altro monumento tipico dello stile di Gaudì è La Pedrera.
La prima impressione che ho avuto nell’ammirare le linee irregolari di questa Casa è stata quella di essere davanti alle dune del deserto. Non a caso quando fu progettata, anticipò i dettami del futurismo. Oggi è considerata una pietra angolare dell'architettura moderna.
Costruita tra il 1905 e il 1910, come edificio che doveva contenere appartamenti e uffici, un tempo veniva chiamata Casa Milá, ma oggi è nota con il nome di La Pedrera (La Pietraia) a causa della sua facciata irregolare di pietra grigia che si inarca intorno all'angolo della strada, creando un effetto a onda ulteriormente enfatizzato dagli elaborati balconi in ferro battuto. È possibile visitare l'edificio e anche salire sul tetto, da cui sporgono camini multicolori simili a cavalieri medievali.
Un altro capolavoro futurista è la Casa Batllò. Non c'è una linea retta, i muri, le finestre, gli spigoli sono ricurvi. Questo dà alla casa la sensazione di essere coperta da un telo di pelle.
Si trova nel quartiere dell’’EIXAMPLE vicinissima alla Pedrera . Terminata nel 1907 e progettata per l’industriale Josep Batllò è la rielaborazione di un condominio già esistente ma ritenuto troppo anonimo dai contemporanei. Gaudi riuscì a crearne un’opera che più tardi Dalì paragonò alle “calme acque di un lago”.
Da non perdere le mansarde e i camini: un vastissimo repertorio di soluzioni visive. Il prezzo per entrare non è affatto economico, però ne vale la pena!
Il Parc Güell è il luogo in cui Gaudí ha messo la sua ispirazione al servizio del paesaggio, con risultati davvero interessanti. Il parco si trova su una collina con una straordinaria vista sulla città. Enormi panchine di ceramica, lucertole decorative giganti, mosaici di ceramica e padiglioni di pietra lavorata si combinano in un vero e proprio turbinio della fantasia. All'interno del parco si può ammirare la famosa Sala Hipóstila, una 'foresta' costituita da 84 colonne di pietra, concepita originariamente per essere un mercato. Sopra di essa, c'è un ampio spazio aperto con innumerevoli panchine decorate con mosaici e caratterizzate da curve sinuose. La casa rosa alla sua destra è la Casa Museo, dove Gaudí passò gli ultimi vent'anni della sua vita. Questo parco peraltro è uno dei pochissimi posti a Barcellona dove non si paga il biglietto di ingresso…
Ma il cuore di Barcellona è La Rambla (o meglio Las Ramblas), un viale diviso da tre marciapiedi, pullulante di suonatori, statue viventi, mimi e venditori ambulanti che vendono di tutto, dai biglietti della lotteria ai gioielli. Deve il nome ad un torrente stagionale ('rawl' in arabo), che un tempo scorreva al suo posto.
Per bere e mangiare, faccio una visita a Plaza Real, una delle più gettonate dai turisti. Disegnata anch’essa dal solito Antoni Gaudi, con fontane e lampioni di ferro battuto decorato finemente, la piazza infatti offre veramente un bel colpo d'occhio! Non lontano da questa piazza c'è il già citato quartiere gotico medievale noto come Barrio Gotico; il quartiere gotico vecchio di 500 anni è un dedalo di stradine strette attorno alla cattedrale con case bellissime e tipiche. Tra i bar di Plaza Real, ci sono anche tapas, bars e cafés . Nei dintorni della Catedral, uno dei migliori esempi di architettura gotica in Spagna, è ancora visibile una parte delle mura antiche incorporate in strutture più recenti. Il centro del quartiere è costituito dalla Plaza de Sant Jaume, una piazza molto ampia e luogo di ritrovo per le danze settimanali della sardana. Qui sorgono due dei più importanti edifici della città, l'Ajuntament e il Palau de la Generalitat. Una grande abbuffata di cultura questa Barcelona! (POSTILLA 2005: si può andare alla sezione sportiva Playgrounds del mondo x vedere che sono anche riuscito a divertirmi alla mia maniera!)

SIVIGLIA
Riprendo un treno x 10 ore andando verso Siviglia x vedere l’Expo, una gigantesca esposizione tipo la BIT (borsa internazionale del turismo, si svolge a Milano ogni anno) ma nella capitale Andalusa si tiene all’aperto ed è la prima volta che vedo tutto il mondo in un paio di pomeriggi. Sono talmente incantato che nemmeno penso a vedere la città che pure sò essere molto bella, un’altra volta vedrò sia la città sia la zona circostante piena di altre belle e famose città.
(POSTILLA 2005: mentre ero nel mio viaggio indiano del 2003, i miei genitori erano a Siviglia e gli ricordai via sms col telefonino il punto molto particolare ed esatto della stazione dei treni dove dormii una notte, loro lo ritrovarono tale e quale!)
Dormo alla stazione dei treni dopo che buttano fuori me ed il solito oceano di saccopelisti x la città ovviamente piena pure quella fino all’ultimo buco, tutti escono mestamente dalla stazione, ma solo sulla destra trovo una quindicina di gradini rialzati con uno spiazzetto di 4 metri quadrati dove dormo da Dio.
Distrutto faccio una notte intera di treno a dormire 10 ore filate da Siviglia a Barcellona x continuare con altri mezzi x l’Italia. La cosa fantastica è che arrivato a Genova trovo uno sciopero totale dei treni e potrei prendere un bus ma quello dovrei pagarlo mentre nel mio biglietto Interrail è ovviamente compreso il ritorno in Sicilia. Vado a singhiozzo su treni locali fino a Roma, praticamente un’altra giornata di viaggio in cui mi diverto a conoscere mezza Italia ed i soliti inferociti turisti stranieri verso la nostra facilità di sciopero! E prendetevi un bus o un aereo, voi che siete qui x divertirvi, io devo solo tornare a casa con un borsone che mi trascino da Milano ed uno zainetto che ha assunto un colore indefinibile! Ancora con cambio di tre treni tra Roma e Reggio Calabria, al traghetto ci arrivo a piedi scendendo a Villa San Giovanni ed arrivando a Messina, qui un’anima pia mi dà un passaggio x la stazione dei bus che ovviamente a quell’ora non posso prendere (non ho il coraggio di dirgli che ho finito i soldi da tempo). Con un suo amico vado in macchina a Catania, in tutta la Sicilia anche i treni regionali sono fermissimi… in piazza stazione a Catania un gruppo di tassisti in piena notte si giocano a carte una marea di soldi ottenuti in una giornata di straordinari e con altri viaggiatori ( che erano fermi da un giorno!). Otteniamo di giocare: appena arrivo a 10.000 lire (partendo da un prestito di 2000 lire di uno di loro) propongo un taxi collettivo per 50.000 ad uno dei tassisti che ha la madre originaria della provincia di Agrigento. Siamo in cinque tra italiani e stranieri. All’alba sono il primo ad essere scaricato davanti casa dei miei al mare alle 6.30 del mattino (gli altri 4 sconosciuti andavano un paio ad Agrigento ed altri due in paesi dell’interno!).
Un ritorno più avventuroso non avrei potuto organizzarlo.

 
           
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