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ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Estate 2001 - Dalla PUGLIA in ALBANIA, MONTENEGRO e CROAZIA


Dopo una settimana di vacanza nella mia città natia, con la mia ragazza decidiamo di risalire lo stivale deviando leggermente da una via da me ripetuta centinaia di volte su e giù x Milano.
Stavolta cogliamo l’invito di amici della Nomadcommunity nella casa di una di esse, Carla, che vive a Roma ma è originaria del sud pugliese. Penso di proseguire con una nave sull’altra costa adriatica e di ritornare ad Imola (dove abita Adriana, la mia ragazza) via Trieste.
Sono stato decine di volte in Puglia, ma sempre da giocatore di basket, pertanto sono contento adesso di vederla bene: come giocatore la sequenza di ogni città era albergo-palazzetto-partita-ristorante-viaggio notturno in bus x arrivare entro le 8.30 del mattino e andare direttamente a scuola nella mia Agrigento!
Motivo x il quale ho sempre odiato la Puglia, in serie b il nostro girone arrivava in Campania e Lazio, dove le trasferte aeree erano facili ( se si sorvola sul fatto che Agrigento è ad 1.30 h. da entrambi gli aeroporti siculi) ma niente voli diretti sulla Puglia che ci toccava fare in botta unica di bus dalla Sicilia con conseguente sonno nelle ultime sedie del bus gentilmente prestatemi dai compagni x due volgari motivi: loro non andavano a scuola essendo dai 20 ai 30 e passa anni ed erano almeno 8 di loro incompatibili come misure x coricarsi nei famosi ultimi 5 sedili!
Stavolta con Adriana, tanto x rimembrare appunto quei tempi, ci si ferma scientificamente a Messina x una partita amichevole della nazionale di basket in serata x poi viaggiare di notte e trovare poco traffico.
Il mitico traghetto Messina-Villa San Giovanni verso le 10 di sera, meglio mitizzato dalla letteratura da viaggio nella traversata da Cariddi a Scilla, la solita autostrada infinita della Calabria ma che stavolta non mi porta al nord del continente: esco a Sibari e vado verso Taranto che vediamo assonnati all’alba dall’autostrada, proseguendo per il sud pugliese conosciuto come il Salento.
Arriviamo tra l’alba ed una parvenza di inizio giornata svegliando i nostri amici da ogni parte d’Italia, colazione e ci ricorichiamo tutti quanti!
C’è Eddy dal lago di Varese, Sonia dalla Valtellina, Silvia dal Veneto, io e Adri che abitiamo un po’ dappertutto, e la padrona di casa Carla nella sua città natale di Galatina.
Bellissima compagnia, le giornate scivolano leggere tra grasse risate e mangiate oltre ogni limite, in varie giornate abbiamo visto una città medioevale come Otranto con incredibili gallerie di luci sui bastioni che davano sul mare tra un casino di giostre, canti e balli che fanno molto la mia amata Coney Island newyorchese e la sua replica in piccolo: la mia San Leone (frazione balneare di Agrigento).
Poi le spiagge di San Cataldo vicino Lecce, la stessa città è bellissima e ci passiamo una giornata intera, poi sulla costa ovest pugliese vediamo la spiaggia di Gallipoli con un tramonto da urlo!
Tristissimo lasciarsi, io e Adri proseguiamo x Bari dove vive da 40 anni il fratello di mio nonno, spesso visto in Sicilia con figlia e nipoti: bella la zona dove vive lui in una serie di ville a schiera con piscina comune vicino la spiaggia di Santo Spirito, a pochi km dal capoluogo.
In serata li lasciamo x traghettare in mezzo a tante Mercedes una più rubata dell’altra in…

ALBANIA
Si meraviglia il controllore dei documenti che la macchina risulta effettivamente intestata a me!! E’ la Peugeot di mia madre che me la intestò x il solito discorso delle miglia Alitalia in premio a chi si assicurava con Assitalia, tutto sempre in funzione di prossimi viaggi…
Io di solito uso la Golf di mio nonno che in tale viaggio si fermerebbe prima o poi… l’arrivo a Durazzo in mattinata, dopo aver dormito sulle sedie, avviene in un porto pieno di bambini che elemosinano in mezzo ai militari di mezza Europa pronti ad andare nella Macedonia abbastanza calda in questi giorni! Ci sono anche pulmini carichi di missionarie, come non ricordare che madre Teresa era albanese, mentre notiamo la semplicità e l’ingenuità della gente cui chiedevamo le indicazioni essendo la segnaletica proprio inesistente ( troppo facile dire che gli albanesi sono tutti dei criminali quando vengono in Italia ).
Dentro il paese una sola strada va da sud a nord passando sul mare solo da Durazzo e poi una deviazione (non indicata nemmeno quella, le stradine sono tutte uguali…) porta a Tirana, noi siamo rimasti almeno in teoria sulla strada più vicina al mare passando attraverso una città che non riesco a vedere come povera, semidistrutta o altro: penso solo che l’Italia anni fa doveva essere tutta così visto anche che i bambini fanno tutti quei giochi x strada che in Italia esistono solo nei racconti dei nostri nonni! La città si chiama Schroder, ma quello che mi ha divertito in un viaggio tutto sull’asfalto ma molto rabberciato è stata la presenza incessante del cartello “lavazh”. Chiedo ad Adriana se esiste questo paese nella nostra cartina, vedo il cartello in prossimità di una specie di stazione di benzina con 4 case prima di un dirupo oltre il quale secondo me si doveva aprire un paese o anche una città con quel nome…niente…stessa scena poco dopo ed al secondo tentativo capisco che erano parvenze di autolavaggi! morti dalle risate, l’intero paese è pieno di lavazh che superano le scarne pompe di benzina, di cui una molto poetica in stile route 66 americana; notiamo anche i tantissimi satelliti su catapecchie fatiscenti!
Nemmeno abbiamo cambiato i soldi ed in un bel ristorante con una suggestiva visuale formata da un fiume (che abbiamo costeggiato x mezzo viaggio) con 10.000 lire (!!!) prendiamo primo, secondo e contorno in due. Pensiamo di essere sotto la solita stella fortunata e fantasiosa dei viaggiatori ma al regolare posto di blocco del confine col….

MONTENEGRO
Ci pelano assicurazioni di tutti i tipi ed un supplemento sul passaporto canadese di Adriana in quanto “mezza americana” mentre io sopporto con reciproci sorrisi la solita battuta su “Marco Polo”. Controllo bagagliaio e subito si entra nella terra dei canestri, proprio dopo il confine sono già a decine, perfetti e solitari sulla più sperduta delle case, magari con terra battuta o erba spelacchiata sotto il cesto. Mi colpisce uno che lavora sui cosiddetti fondamentali del basket come se avesse un libro in materia davanti: effettua il cosiddetto autopassaggio, essendo solo, e prova tutti i tipi di partenze in palleggio! La ragazza mi richiama alla guida essendomi fermato a guardarlo quasi al centro della strada solitaria, entriamo nella capitale Podgorica e ci si tuffa sullo strapiombo spettacolare dalle montagne al mare di Budva.
Una mondanissima città di mare dove però arrivare di sabato è mortale se si viaggia al solito senza prenotazioni e soprattutto senza soldi cambiati. Noi abbiamo 200.000 lire italiane e le banche riaprono il lunedì e non esiste il bancomat esterno, nemmeno a pensare di cambiare clandestinamente ( e dove poi?è già mezzanotte) o in una stazione ferroviaria o alberghi, ma lo stesso albergo che trovo dopo tanti tentativi di cambio in altri alberghi accetta 100.000 lire
Ne bastavano 80.000 e mi dà il cambio locale, x ringraziarla mi sembra il minimo insistere x lasciarle la metà di quel cambio, (tanto resto un solo giorno in questa nazione ufficialmente facente parte della Serbia ma agli effetti indipendente, diversa moneta compresa) dopo essersi fidati che il lunedì potranno cambiare le mie lire in…marchi tedeschi! (che è la moneta locale).
Carte di credito?! Giammai, sono tutte americane…
Bell’albergo, buono x tenere al sicuro la macchina all’interno e soprattutto x l’enorme prima colazione compresa dalla simpatica albergatrice, una donnona sui due metri.
E’il primo esemplare che vedo di quella che il mondo del basket conosce come la razza bianca geneticamente più alta del mondo, come i watussi x i neri del mondo..
L’indomani, passeggiando nel moderno lungomare di Budva si ha la sensazione di essere finiti nel paese di Gulliver, sembra un concentramento di allenatori e giocatori di basket, e dire che io sono abituato alle persone alte, ma mi basta guardarli in faccia o come camminano x intendere che molti sono alti, anche coordinati, ma non sono dei giocatori di basket (esistono in Italia file intere di anziani più alti di me che non sono un colosso ma di sicuro nel nostro paese non vengo superato da tutti?!) ma ci sarebbe qualche bambino che però guardo con rabbia dall’alto al basso più che altro perché se dimostrano dieci anni li vedo già pronti per superarmi!
Bellissimo vedere la cittadina di Cattaro con le famose bocche, create dal mare, dove il maresciallo Tito veniva a riposarsi e Caterina d’Austria andava nell’isolotto di Sveti Stefan.
Qui vedo il più bel campo da basket mai visto: è praticamente rannicchiato su un’insenatura del mare cioè il cemento dell’intero bordocampo è anche una barriera dal mare, sembra uno di quei campi da dopoguerra, un muretto a circa 1 metro d’altezza dal bordocampo, si alza la rete metallica come quelle da giardinaggio che delimitano i parchi quindi la luce del sole discretamente continua a passare.
Sempre su bellissimi tornanti a strapiombo sul mare, per fortuna sul lato destro dato che andavamo verso nord, passiamo un altro confine consistente in una baracca in pieno tornante di montagna con gente armatissima tale e quale ad un imboscata montanara, ma è solo un violentissimo timbro sul passaporto per la…

CROAZIA
Arrivati a Dubrovnik, conosciuta anche come Ragusa, facciamo la conoscenza della moneta locale, x fortuna qui all’ufficio cambi mi occupo delle ultime 100.000 lire e più avanti i bancomat funzionano.
Logisticamente e culturalmente il viaggio è abbastanza simile x tutta la settimana: dormiamo ogni sera in una delle diverse decine di camere in affitto da coppie perlopiù di anziani con l’incredibile cifra di 50 o 60.000 lire x entrambi ed un corollario di gentilezze e cultura che solo la gente dell’est può avere, poi culturalmente simile perché fino a Rijeka i centri storici di Dubrovnik, Spalato, Trogir, Sebenico, Zara e Rijeka sono di matrice veneziana con i classici campielli, i leoni scolpiti nelle mura e tutto il fascino di quella che fu una grande repubblica marinara..
Per la prima volta in 15 anni di viaggio mangio sistematicamente al ristorante dove con 25 o 30.000 lire in due ci sbafiamo il pesce più buono del mondo!
A Zara in giornata ci facciamo una gita nelle famose e vicine isole Incoronate, con una barca piena di italiani, bello il pranzetto ovviamente a base di pesce appena pescato, gita + pesce appena mangiato a 80.000 lire, sempre più incredibile!
Altre isole viste a nord sono la bella isola di Rab e la grande isola di Krk, ormai alle porte di Trieste, dappertutto abbiamo fatto bei bagni ma, essendo una costa interamente rocciosa, il relax dato dalla sabbia te lo scordi! Tutti parlano italiano perfettamente o quasi, poi a Zara, che fu italiana fino a pochi decenni fa, vedo lo stadio dove ha giocato mio nonno in trasferta ( è incredibile come sia rimasto uguale: al ritorno confronterò i miei filmati e foto con le sue foto! ).
La facilità di comprensione e la curiosità intellettuale di ogni giovane, dal cameriere allo studente col lavoretto estivo, mi lascia allibito ma x quanto vicini al belpaese questo è l’est con i suoi pregi culturali e la sua precaria economia. Quest’ultima sensazione si avverte di meno qui grazie al turismo di una nazione quasi tutta sul mare, ma è fresca la guerra di 10 anni fa in quasi tutti i loro discorsi: ce ne fosse uno che riesce almeno a nominare Serbia e America x nome!
A Trieste riusciamo ad incontrare dei parenti di Adriana anche qui, vivono in America da 40 anni e nella bella Trieste hanno altri parenti; pranziamo da loro mentre ricomincia in una assurda domenica 31 agosto il campionato di calcio con l’Inter vittoriosa, poi usciamo e rivediamo la splendida piazza d’Italia ( il resto della città lo avevamo già visto ); in serata siamo ad Imola!

 
           
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