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Dopo una settimana di vacanza nella mia città natia, con la mia
ragazza decidiamo di risalire lo stivale deviando leggermente da una
via da me ripetuta centinaia di volte su e giù x Milano.
Stavolta cogliamo l’invito di amici della Nomadcommunity nella casa
di una di esse, Carla, che vive a Roma ma è originaria del sud
pugliese. Penso di proseguire con una nave sull’altra costa
adriatica e di ritornare ad Imola (dove abita Adriana, la mia
ragazza) via Trieste.
Sono stato decine di volte in Puglia, ma sempre da giocatore di
basket, pertanto sono contento adesso di vederla bene: come
giocatore la sequenza di ogni città era
albergo-palazzetto-partita-ristorante-viaggio notturno in bus x
arrivare entro le 8.30 del mattino e andare direttamente a scuola
nella mia Agrigento!
Motivo x il quale ho sempre odiato la Puglia, in serie b il nostro
girone arrivava in Campania e Lazio, dove le trasferte aeree erano
facili ( se si sorvola sul fatto che Agrigento è ad 1.30 h. da
entrambi gli aeroporti siculi) ma niente voli diretti sulla Puglia
che ci toccava fare in botta unica di bus dalla Sicilia con
conseguente sonno nelle ultime sedie del bus gentilmente prestatemi
dai compagni x due volgari motivi: loro non andavano a scuola
essendo dai 20 ai 30 e passa anni ed erano almeno 8 di loro
incompatibili come misure x coricarsi nei famosi ultimi 5 sedili!
Stavolta con Adriana, tanto x rimembrare appunto quei tempi, ci si
ferma scientificamente a Messina x una partita amichevole della
nazionale di basket in serata x poi viaggiare di notte e trovare
poco traffico.
Il mitico traghetto Messina-Villa San Giovanni verso le 10 di sera,
meglio mitizzato dalla letteratura da viaggio nella traversata da
Cariddi a Scilla, la solita autostrada infinita della Calabria ma
che stavolta non mi porta al nord del continente: esco a Sibari e
vado verso Taranto che vediamo assonnati all’alba dall’autostrada,
proseguendo per il sud pugliese conosciuto come il Salento.
Arriviamo tra l’alba ed una parvenza di inizio giornata svegliando i
nostri amici da ogni parte d’Italia, colazione e ci ricorichiamo
tutti quanti!
C’è Eddy dal lago di Varese, Sonia dalla Valtellina, Silvia dal
Veneto, io e Adri che abitiamo un po’ dappertutto, e la padrona di
casa Carla nella sua città natale di Galatina.
Bellissima compagnia, le giornate scivolano leggere tra grasse
risate e mangiate oltre ogni limite, in varie giornate abbiamo visto
una città medioevale come Otranto con incredibili gallerie di luci
sui bastioni che davano sul mare tra un casino di giostre, canti e
balli che fanno molto la mia amata Coney Island newyorchese e la sua
replica in piccolo: la mia San Leone (frazione balneare di
Agrigento).
Poi le spiagge di San Cataldo vicino Lecce, la stessa città è
bellissima e ci passiamo una giornata intera, poi sulla costa ovest
pugliese vediamo la spiaggia di Gallipoli con un tramonto da urlo!
Tristissimo lasciarsi, io e Adri proseguiamo x Bari dove vive da 40
anni il fratello di mio nonno, spesso visto in Sicilia con figlia e
nipoti: bella la zona dove vive lui in una serie di ville a schiera
con piscina comune vicino la spiaggia di Santo Spirito, a pochi km
dal capoluogo.
In serata li lasciamo x traghettare in mezzo a tante Mercedes una
più rubata dell’altra in…
ALBANIA
Si meraviglia il controllore dei documenti che la macchina risulta
effettivamente intestata a me!! E’ la Peugeot di mia madre che me la
intestò x il solito discorso delle miglia Alitalia in premio a chi
si assicurava con Assitalia, tutto sempre in funzione di prossimi
viaggi…
Io di solito uso la Golf di mio nonno che in tale viaggio si
fermerebbe prima o poi… l’arrivo a Durazzo in mattinata, dopo aver
dormito sulle sedie, avviene in un porto pieno di bambini che
elemosinano in mezzo ai militari di mezza Europa pronti ad andare
nella Macedonia abbastanza calda in questi giorni! Ci sono anche
pulmini carichi di missionarie, come non ricordare che madre Teresa
era albanese, mentre notiamo la semplicità e l’ingenuità della gente
cui chiedevamo le indicazioni essendo la segnaletica proprio
inesistente ( troppo facile dire che gli albanesi sono tutti dei
criminali quando vengono in Italia ).
Dentro il paese una sola strada va da sud a nord passando sul mare
solo da Durazzo e poi una deviazione (non indicata nemmeno quella,
le stradine sono tutte uguali…) porta a Tirana, noi siamo rimasti
almeno in teoria sulla strada più vicina al mare passando attraverso
una città che non riesco a vedere come povera, semidistrutta o
altro: penso solo che l’Italia anni fa doveva essere tutta così
visto anche che i bambini fanno tutti quei giochi x strada che in
Italia esistono solo nei racconti dei nostri nonni! La città si
chiama Schroder, ma quello che mi ha divertito in un viaggio tutto
sull’asfalto ma molto rabberciato è stata la presenza incessante del
cartello “lavazh”. Chiedo ad Adriana se esiste questo paese nella
nostra cartina, vedo il cartello in prossimità di una specie di
stazione di benzina con 4 case prima di un dirupo oltre il quale
secondo me si doveva aprire un paese o anche una città con quel
nome…niente…stessa scena poco dopo ed al secondo tentativo capisco
che erano parvenze di autolavaggi! morti dalle risate, l’intero
paese è pieno di lavazh che superano le scarne pompe di benzina, di
cui una molto poetica in stile route 66 americana; notiamo anche i
tantissimi satelliti su catapecchie fatiscenti!
Nemmeno abbiamo cambiato i soldi ed in un bel ristorante con una
suggestiva visuale formata da un fiume (che abbiamo costeggiato x
mezzo viaggio) con 10.000 lire (!!!) prendiamo primo, secondo e
contorno in due. Pensiamo di essere sotto la solita stella fortunata
e fantasiosa dei viaggiatori ma al regolare posto di blocco del
confine col….
MONTENEGRO
Ci pelano assicurazioni di tutti i tipi ed un supplemento sul
passaporto canadese di Adriana in quanto “mezza americana” mentre io
sopporto con reciproci sorrisi la solita battuta su “Marco Polo”.
Controllo bagagliaio e subito si entra nella terra dei canestri,
proprio dopo il confine sono già a decine, perfetti e solitari sulla
più sperduta delle case, magari con terra battuta o erba
spelacchiata sotto il cesto. Mi colpisce uno che lavora sui
cosiddetti fondamentali del basket come se avesse un libro in
materia davanti: effettua il cosiddetto autopassaggio, essendo solo,
e prova tutti i tipi di partenze in palleggio! La ragazza mi
richiama alla guida essendomi fermato a guardarlo quasi al centro
della strada solitaria, entriamo nella capitale Podgorica e ci si
tuffa sullo strapiombo spettacolare dalle montagne al mare di Budva.
Una mondanissima città di mare dove però arrivare di sabato è
mortale se si viaggia al solito senza prenotazioni e soprattutto
senza soldi cambiati. Noi abbiamo 200.000 lire italiane e le banche
riaprono il lunedì e non esiste il bancomat esterno, nemmeno a
pensare di cambiare clandestinamente ( e dove poi?è già mezzanotte)
o in una stazione ferroviaria o alberghi, ma lo stesso albergo che
trovo dopo tanti tentativi di cambio in altri alberghi accetta
100.000 lire
Ne bastavano 80.000 e mi dà il cambio locale, x ringraziarla mi
sembra il minimo insistere x lasciarle la metà di quel cambio,
(tanto resto un solo giorno in questa nazione ufficialmente facente
parte della Serbia ma agli effetti indipendente, diversa moneta
compresa) dopo essersi fidati che il lunedì potranno cambiare le mie
lire in…marchi tedeschi! (che è la moneta locale).
Carte di credito?! Giammai, sono tutte americane…
Bell’albergo, buono x tenere al sicuro la macchina all’interno e
soprattutto x l’enorme prima colazione compresa dalla simpatica
albergatrice, una donnona sui due metri.
E’il primo esemplare che vedo di quella che il mondo del basket
conosce come la razza bianca geneticamente più alta del mondo, come
i watussi x i neri del mondo..
L’indomani, passeggiando nel moderno lungomare di Budva si ha la
sensazione di essere finiti nel paese di Gulliver, sembra un
concentramento di allenatori e giocatori di basket, e dire che io
sono abituato alle persone alte, ma mi basta guardarli in faccia o
come camminano x intendere che molti sono alti, anche coordinati, ma
non sono dei giocatori di basket (esistono in Italia file intere di
anziani più alti di me che non sono un colosso ma di sicuro nel
nostro paese non vengo superato da tutti?!) ma ci sarebbe qualche
bambino che però guardo con rabbia dall’alto al basso più che altro
perché se dimostrano dieci anni li vedo già pronti per superarmi!
Bellissimo vedere la cittadina di Cattaro con le famose bocche,
create dal mare, dove il maresciallo Tito veniva a riposarsi e
Caterina d’Austria andava nell’isolotto di Sveti Stefan.
Qui vedo il più bel campo da basket mai visto: è praticamente
rannicchiato su un’insenatura del mare cioè il cemento dell’intero
bordocampo è anche una barriera dal mare, sembra uno di quei campi
da dopoguerra, un muretto a circa 1 metro d’altezza dal bordocampo,
si alza la rete metallica come quelle da giardinaggio che delimitano
i parchi quindi la luce del sole discretamente continua a passare.
Sempre su bellissimi tornanti a strapiombo sul mare, per fortuna sul
lato destro dato che andavamo verso nord, passiamo un altro confine
consistente in una baracca in pieno tornante di montagna con gente
armatissima tale e quale ad un imboscata montanara, ma è solo un
violentissimo timbro sul passaporto per la…
CROAZIA
Arrivati a Dubrovnik, conosciuta anche come Ragusa, facciamo la
conoscenza della moneta locale, x fortuna qui all’ufficio cambi mi
occupo delle ultime 100.000 lire e più avanti i bancomat funzionano.
Logisticamente e culturalmente il viaggio è abbastanza simile x
tutta la settimana: dormiamo ogni sera in una delle diverse decine
di camere in affitto da coppie perlopiù di anziani con l’incredibile
cifra di 50 o 60.000 lire x entrambi ed un corollario di gentilezze
e cultura che solo la gente dell’est può avere, poi culturalmente
simile perché fino a Rijeka i centri storici di Dubrovnik, Spalato,
Trogir, Sebenico, Zara e Rijeka sono di matrice veneziana con i
classici campielli, i leoni scolpiti nelle mura e tutto il fascino
di quella che fu una grande repubblica marinara..
Per la prima volta in 15 anni di viaggio mangio sistematicamente al
ristorante dove con 25 o 30.000 lire in due ci sbafiamo il pesce più
buono del mondo!
A Zara in giornata ci facciamo una gita nelle famose e vicine isole
Incoronate, con una barca piena di italiani, bello il pranzetto
ovviamente a base di pesce appena pescato, gita + pesce appena
mangiato a 80.000 lire, sempre più incredibile!
Altre isole viste a nord sono la bella isola di Rab e la grande
isola di Krk, ormai alle porte di Trieste, dappertutto abbiamo fatto
bei bagni ma, essendo una costa interamente rocciosa, il relax dato
dalla sabbia te lo scordi! Tutti parlano italiano perfettamente o
quasi, poi a Zara, che fu italiana fino a pochi decenni fa, vedo lo
stadio dove ha giocato mio nonno in trasferta ( è incredibile come
sia rimasto uguale: al ritorno confronterò i miei filmati e foto con
le sue foto! ).
La facilità di comprensione e la curiosità intellettuale di ogni
giovane, dal cameriere allo studente col lavoretto estivo, mi lascia
allibito ma x quanto vicini al belpaese questo è l’est con i suoi
pregi culturali e la sua precaria economia. Quest’ultima sensazione
si avverte di meno qui grazie al turismo di una nazione quasi tutta
sul mare, ma è fresca la guerra di 10 anni fa in quasi tutti i loro
discorsi: ce ne fosse uno che riesce almeno a nominare Serbia e
America x nome!
A Trieste riusciamo ad incontrare dei parenti di Adriana anche qui,
vivono in America da 40 anni e nella bella Trieste hanno altri
parenti; pranziamo da loro mentre ricomincia in una assurda domenica
31 agosto il campionato di calcio con l’Inter vittoriosa, poi
usciamo e rivediamo la splendida piazza d’Italia ( il resto della
città lo avevamo già visto ); in serata siamo ad Imola! |