Home Page Scrivimi


EMAIL GUESTBOOK

Guestbook

ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Estate 1997 - Sicilia: Isole Eolie


Siamo i soliti scazzati milanesi, questa volta io, Oscar e Tranquillo (è un nome) che ci decidiamo x chiamare l’ostello di Lipari e ci dicono che non ci sono problemi di posto! E allora è deciso: andiamo alle Eolie. Arriviamo a Milazzo e lasciamo la macchina dall’ennesimo ragazzo del nostro collegio milanese, il mitico San Filippo Neri ( il santo in terra che ci permette di mettere al sicuro la macchina a casa sua si chiama Giuseppe La Bella e casa sua dista dal porto 5 minuti a piedi! ). Ci informiamo x il primo traghetto in partenza e abbiamo 5 minuti scarsi! Ok, facciamo i biglietti, ci facciamo mettere due arancini in un sacchetto alla Rosticceria Panineria da Carlo e alle 13.30 montiamo sul traghetto “molestando” subito un paio di ragazze… Partiamo e costeggiamo la parte vecchia della città di Milazzo che, essendo lontana dal porto, è molto carina. Cominciamo anche a intravedere le sagome di tutte le isole dell’arcipelago. Due ore dopo cominciamo a distinguere nettamente il profilo del cratere di un vulcano. E’ l’isola di Vulcano dove faremo la prima fermata. Costeggiamo l’isola ed è tutto veramente deserto. Solo qualche albero è cresciuto sulle vecchie colate di lava! E’ molto suggestivo! Il porticciolo è veramente carino ed alla sua destra c’è il Monte Vulcanello che, con i sui 123 metri, è piccolissimo! Ripartiamo e dopo 30 minuti arriviamo al porto dell’isola di Lipari! Ci dirigiamo subito all’ostello dentro una specie di fortezza. Dopo una bella doccia facciamo un giretto per Canneto. Il paese è pieno di ristorantini, fornai, bar, basse casette bianche, belle spiagge e tante barchette in mare. La pancia brontola e quindi facciamo sosta "Dal fornaio" in via Marina Garibaldi n. 98 dove ci mangiamo un bel pezzo di pizza! Poi lasciamo Canneto e, su consiglio del gestore dell’ostello, andiamo a caccia di “Capitan Felice - l’ultimo Pirata delle Eolie” x fare un’escursione a Stromboli. Lipari città è molto carina ma è decisamente troppo “turistica” e notiamo che anche i prezzi non sono più molto “siciliani”. Però finalmente ritroviamo la GRANITA e ne prendiamo una (molto buona) nel primo bar a destra entrando in città da sud. Impieghiamo un’ora x comprare un rullino ed una crema idratante (pare una vera rarità da queste parti!!!!!) e poi ricominciamo la caccia x l’escursione! Alla fine non troviamo Capitan Felice e finiamo da un certo Francesco conosciuto al porto e decidiamo di cenare con lui che ci consiglia su tutto e di più. Scegliamo la pizzeria in centro “La Piazzetta” dove siamo all'aperto, ma è un caldo allucinante. Un discreto sole l’indomani e sono tutti in gran fermento, in un mega gruppone riempiamo una barca e ci prepariamo per andare questa volta a visitare Vulcano! Arriviamo a Vulcano in 5 minuti e, appena sbarcati, veniamo assaliti da un forte odore di zolfo. Dirigiamo subito alla famosa “Pozza dei Fanghi” e qui l’odore è veramente fortissimo! All’entrata ci consigliano di stare immersi per 20 minuti al massimo! A mie spese invece intuisco che fuori dall’acqua è meglio usare le ciabatte perché ci sono fessure nel terreno dalle quali esce vapore bollente! Ci immergiamo e, puzza a parte, è molto rilassante! Sinceramente mi aspettavo una pozza di fango denso ed invece è una pozza piena di acqua sporca fangosa caldissima che addirittura è bollente nei punti da dove escono i vapori dal terreno! Una volta fuori, ci laviamo nell’acqua del mare della spiaggia adiacente! Anche qui l’acqua è calda e in alcuni punti ribolle creando un effetto “idromassaggio”. La differenza è solo che qui non c’è il fango ma il sale! Ma per me diventa una vera tortura! I vapori cominciano a crearmi problemi agli occhi e a causa dei grossi massi scivolosi non riesco neppure ad uscire dall’acqua! Oscar è costretto a trascinarmi (non riesco più a tenere gli occhi aperti) e dopo mille peripezie riusciamo finalmente ad uscire dall’acqua! Passato lo spavento è il momento di accorgerci che facciamo una puzza incredibile (tornato ad Agrigento sono stato costretto a buttare i costumi usati in questo bagno!!! Li ho lavati 6-7 volte in lavatrice ma non c’è stato nulla da fare!!!) Proseguiamo il nostro giro e chiediamo indicazioni x la famosa spiaggia di sabbia: 5 minuti a piedi e si apre davanti a noi uno spettacolo mozzafiato! Un golfo con ai lati alte scogliere nere, grandi faraglioni in mezzo ad un’acqua chiarissima e una spiaggia di sabbia finissima e nerissima … Davvero impressionante! Noi per 30 minuti torniamo bambini buttandoci tra le onde e rotolandoci nella sabbia! Prendiamo l’aliscafo delle 14.45 e rimettiamo piede a Lipari! Sosta spuntino con calzone al solito “Mancia e Fui” e ci sdraiamo al sole nella bella spiaggia liparota davanti al nostro ostello e nonostante i diversi bagni fatti nell’acqua di mare la puzza di zolfo da addosso non se ne vuole proprio andare. Ci prepariamo x cenare e andiamo a Lipari! Dopo un giretto decidiamo per “ Pulera ”, un ristorantino molto chic e carino! Mangiamo molto bene. Prendiamo antipasto x cinque, secondo con contorno x cinque, acqua ed anche vino e grappa x i veneti ( Oscar e Tranquillo ), siamo un quintetto con le stesse due ragazze viste alla partenza.

Mercoledì 19 luglio
Stamattina il tempo è molto variabile; ci informiamo e le escursioni anche questa mattina non partono perché il mare è troppo agitato! Decidiamo quindi di fare il giro dell’isola! Ci fermiamo a fare colazione a Canneto e nella piazzetta finalmente ritroviamo granita e brioche. Ottima! Partiamo per il nostro giretto in moto. Facciamo una sosta alle famose Cave di Pomice dove una volta la gente usava le colline di polvere di pomice (gli scarti dalla lavorazione) x scivolare direttamente in mare! Da qualche anno però la Soprintendenza per i Beni Culturali ha deciso di vietare l’estrazione della pomice in tutta l’isola e quindi in questa baia ormai ci sono solo fabbriche in disuso da anni. La spiaggia è comunque molto bella e le cave abbandonate sono suggestive! Proseguiamo il nostro giro e ad ogni curva si apre davanti a noi uno spettacolo nuovo!! I punti panoramici sono tantissimi e l’aria oggi è così limpida che riusciamo a vedere nitidamente tutte le altre isole Eolie. In pochissime ore ritorniamo a Canneto dove proviamo ad effettuare l’escursione pomeridiana a Stromboli ma siamo distrutti e passiamo il pomeriggio io a scolpire opere nella pomice e gli amici a leggere tutti i dettagli dell’efferato omicidio di Gianni Versace a Miami. Ed è presto ora di cena. Ci prepariamo e andiamo a Lipari per prenotare l’escursione a Stromboli di domani. Anche la Capitaneria di Porto ha dato l’ok. Speriamo bene!!! Lasciamo un acconto di 40.000 lire assicurandoci gli ultimi tre posti disponibili (ci mancava solo che non ci fosse stato più posto ). Ceniamo al "Ritrovo Sottomonastero", poi ci ritroviamo nella famosa pasticceria “Subba 1930”. Facciamo un giretto x il paese per acquistare qualche ricordino e infine corriamo all’ostello per saldare le 4 notti. Domani sera infatti, al nostro rientro da Stromboli, la cassa sarà già chiusa e dopodomani mattina vogliamo partire molto presto.

Giovedì 20 Luglio
… e finalmente si va a Stromboli, corriamo a fare colazione in piazza a Canneto con brioche e granita e poi ci dirigiamo a Lipari x imbarcarci. Sulla barca siamo stipati come sardine e una simpatica famiglia di Genova, con il figlio un po’ molesto, è proprio dietro di noi … La gita comincia ma … ehi, stiamo andando dalla parte opposta. Facciamo un passaggio da Vulcano a caricare altra gente (perché non siamo “mica” stipati a sufficienza!!!). Finalmente ci dirigiamo alla famosa Cala Junco di Panarea dove ci aspetta un bel bagno nelle acque color acquamarina! E invece no, ci fanno vedere la baia dalla barca e ci concedono un bagno un po’ più al largo. Pazienza … il mare è comunque molto bello e qui possiamo anche fare i tuffi dalla cima della barca! Facciamo sosta pranzo a Panarea. Il paese è molto carino e molto pittoresco, pranziamo sul molo con un panino e della frutta e attendiamo di ripartire da questo mondo troppo mondano la sera. La barca riparte e si ferma per farci fare altri due bagni, ma dopo il primo e dopo aver visto una serie di meduse io decido di stare a guardare. Non si sa mai! Continuando la navigazione, vediamo altri sei isolotti che fanno parte del piccolo arcipelago di Panarea. Basiluzzo è il più grande e ci coltivano i capperi. Stromboli è sempre più vicino ed è impressionante vedere come fuma e come ogni tanto butta fuori qualcosa! Passiamo accanto alla vecchia sciara del Fuoco (che è immensa) e poi attracchiamo x visitare l’isola da terra! Viottoli troppo stretti e troppo in salita x le nostre forze … finalmente la barca riparte e continuiamo a girare attorno al vulcano che, con l’avanzare del buio, offre un paesaggio sempre più spettacolare! Passiamo di fianco all’isolotto di Strombolicchio (che da lontano sembra un castello di quelli delle fiabe). Infine arriviamo davanti alla sciara del Fuoco attiva e ci fermiamo. La cima del vulcano è incredibilmente rossa! In continuazione lancia spruzzi di lava incandescente che risaltano nel cielo ormai scuro. Davanti a questo spettacolo della natura, ceniamo con una specie di pasta alla norma e vino! Ma Tranquillo dove è finito? È un po’ che non lo vedo e quindi vado a cercarlo … lo trovo attaccato ad una corda che pesca i totani. E con una faccia un po’ terrorizzata, me ne mostra uno!! Mi spiega che stava cercando il bagno quando un marinaio l’ha reclutato x pescare. E così mentre Stromboli continua ad eruttare, noi riprendiamo la via di casa … navighiamo x quasi due ore nel buio più totale, ma grazie a questo buio vediamo proprio tantissime stelle! Finalmente arriviamo a Lipari … siamo stanchissimi ma alla fine, nonostante il primo impatto, è stata davvero una bella giornata!

Venerdì 21 luglio
Prendiamo il traghetto delle 6.30 per Milazzo e, nonostante siamo tormentati da due “simpatici” cani, ci addormentiamo sulle panchine della nave come barboni. Arriviamo a Milazzo dove Oscar fa colazione e dove comincia a telefonare per prenotare il traghetto x Napoli! Ironia della sorte … trova solo il passaggio ponte ( stavolta che voleva la cabina ). Gli dicono comunque di riprovare nel pomeriggio direttamente al porto. Imbocchiamo l’autostrada x Palermo e usciamo a ndari con l’intenzione di visitare il santuario. Ma all’entrata c’è moltissima gente e così cominciamo a scendere godendoci dal promontorio la vista delle famose lingue di sabbia di Tindari. Arriviamo a Cefalù che è un paese molto pittoresco. Sinceramente loro se lo aspettavano più piccolo e quindi, con il poco tempo a nostra disposizione, ci limitiamo a raggiungere la piazza x scattare un paio di foto e gironzolare x le vie in cerca di uno spuntino; ci allontaniamo dal paese ammirando la sua posizione ai piedi dello stupendo promontorio! Ci sono stato quattro anni fa con i miei genitori che qui vicino si sono sposati nel 68, pertanto 4 anni fa festeggiammo il loro venticinquennale. Quindi, subito prima di Termini Imerese, ci fermiamo alla trattoria "Ron & Salvo" dove, con 50.000 lire, mangiamo molto bene! Ma finalmente arriviamo al porto di Palermo dove, verso le 16, danno la cabina ai veneti. Aspetto che si imbarchino, mentre un simpatico marinaio ci regala anche un grosso melone giallo. Finalmente salgono e ci facciamo due birre fresche al momento della loro partenza x il “continente” proprio sulla scaletta. Sono pure venute a salutarci le palermitane da noi conosciute a Lipari e che erano tornate nel capoluogo il giorno prima!

 
           
marcopenna.com © 2005 • Sito ideato da Antonella Attanasio •