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ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Inverno 1988 - Egitto: dal CAIRO ad ABU SIMBEL


UNA SETTIMANA PRIMA

Leggere, leggere, questo è il primo punto di partenza, leggere le caratteristiche del paese, le tradizioni. Ho trovato molto interessante la guida Traveller. Comode cartine, spiegazioni chiare, notizie utilissime per chi deve viaggiare, specialmente se uno lo vuole fare da solo. Fotocopie di cartine, lettura di itinerari tipo ed esperienze di persone che mi sono stati molto utili. Un sintetico elenco delle cose da vedere, dei numeri utili, un rimpinguare la lista delle cose da mettere in valigia in modo da non dimenticare niente. Lire cambiate in Dollari, rullini da acquistare, Imodium soprattutto perchè la cosa di cui tutti parlano, la parola che si sente più spesso quando senti parlare d’Egitto è DIARREA!!! Dissenteria, riuscirò a sconfiggerti? Niente acqua da lavandini, niente ghiaccio, niente frutta, solo bottiglie in confezione chiusa, e la frutta? E’ l’unica cosa di cui so ancora poco. Eppure la frutta in Egitto è da ASSAGGIARE!! Comunque x sicurezza, visita medica che attesta il mio benessere. Poi una settimana prima comincio con i Fermenti Lattici e una dieta che mi metta sano, senza problemi di intestino o stomaco. Oggi provo a cercare quelle pastiglie che purificano l’acqua, almeno per lavarci i denti, oppure da portare in giro. Credo che a questo punto manchi da fare la valigia, cambiare i soldi, comprare le ultime cose e poi via, tutto da vedere, da vivere, da respirare, da ascoltare, da annotare e da fotografare.
Mi impegno a vivere al meglio l’Egitto, a fare più foto possibili, senza per questo perdermi qualcosa mentre sono dietro all’obbiettivo, ad annotare tante cose, specialmente descrivendo tutto quello che i miei sensi provano: cosa vedo, cosa sento sulla pelle, cosa annuso, cosa ascolto. Cercherò di stare attento alla dissenteria senza per questo perdermi niente delle tradizioni culinarie locali.

ARRIVO
La solita trafila aeroportuale e via. L’arrivo è affascinante, intorno alle 3 di notte dopo un ritardo infinito, io cerco al finestrino di scorgere le Piramidi, dopo aver dormito tre ore esatte pure con una felpa avvolta attorno alla testa (non mi sono accorto di averla messa così per le luci, è un mistero che non sono soffocato!) ma tutto quello che vedo è un’immensa vastità di luci e di minuscole creature luminose in movimento quasi ordinato su lunghe piste delineate da punti gialli e bianchi. Scendendo dall’aereo l’impatto con i trenta gradi della città è quasi soffocante, e penso a che razza di temperatura ci potrà essere l’indomani magari a mezzogiorno. Disbrigate le solite formalità vado a Giza in hotel. C’è una guida di riferimento di un altro gruppo italiano che descrive un po’ ciò che incontriamo per strada, visto che dall’aeroporto a Giza ci sono circa 30 min. Il traffico è modesto, ma comincio a rendermi conto di cosa intendevano per città "caotica e rumorosa" parlandoci di El Cairo. Sembra una metropoli normalissima, se non che ad un tratto spunta qualcosa di giallognolo tra gli edifici: le Piramidi. Di notte sono uno spettacolo ancor più mozzafiato; paiono creature di un altra dimensione, non sembrano x niente inserite nel contesto della città, sembrano "cose" che spuntano da una nebbia di millenni in una città che oramai ha poco a che fare con certe ere passate di ricchezza, ponti verso qualcosa di sconosciuto. Sembra di guardare una cartolina in contrasto ad una città normalissima del 20° secolo. Non c’è molto movimento, ma s’intenda che per poco movimento intendo quel poco movimento che può avere una città con 18 milioni di abitanti! Quindi molti taxi, molte persone ancora a spasso e soprattutto moltissimi TIR e camion; infatti come apprendo poi, i camion possono circolare da una certa ora della sera fino alle 8 o alle 9 di mattina credo. Le strade sono molto illuminate, x lo meno quelle principali, ricche di insegne di hotel (sto parlando della zona di Giza, ad ovest del Nilo, dove stavo, ad un Km dalle Piramidi).
 
PRIMO GIORNO
Il giorno successivo fa molto caldo, ci sono circa 33 gradi, l’aria ha un odore calmo, indefinito, comunque molto caldo, credo sia l’odore del deserto, della sabbia, della città, anche se da questa sono abbastanza lontano. Si ode il canto del muezzin, che dal minareto torna a ricordare, come il canto del gallo, che ci si deve destare dal sonno delle attività quotidiane per pregare Allah. In albergo gli operatori sono tutti musulmani e quindi spengono la radio e limitano le attività. Non stendono comunque tappeti per pregare, anzi, vivono la cosa con disinvoltura, continuando comunque a controllare i bagnanti, solo ricordando col pensiero l’attimo di preghiera. Decido di farmi un giro attorno alla piscina. Non c’è molta gente, d’altronde la maggior parte degli ospiti devono essere usciti per le escursioni;
Verso l’ora di pranzo ho deciso di sperimentare la cucina locale cominciando dall’alimento forse più comune: il Kebab. E’ delizioso, molto saporito e devo dire che come inizio non è male. Bevo molta acqua, ovviamente in bottiglia, visto che fa molto caldo, e l’acqua è l’elemento che non deve mancare mai in zone come queste. Il pomeriggio, con altre persone, ci avviamo x andare alle Piramidi, e subito, appena usciti dall’albergo, uno stuolo di taxisti ci avvolge letteralmente. Noi, data la confusione e il gran caldo, decidiamo di prendere la compagnia dell’albergo, un bel taxi con aria condizionata ci porta alle Piramidi; il guidatore ci avverte subito che essendo già le 16 la biglietteria delle Piramidi è chiusa e quindi non si può più entrare. Ci offre però la possibilità di effettuare il tour del deserto con il cammello o a cavallo attorno alle Piramidi stesse. Decidiamo che può valere la pena fare questa esperienza e quindi decidiamo di andare.
Fa molto caldo, ma abbiamo il nostro zaino con l’acqua, i cappelli e l’immancabile macchina fotografica. Dall’albergo arriviamo ad un piazzale proprio davanti alla spianata della Sfinge. Le Piramidi si stagliano dietro a questa, in un infuocato ambiente desertico. Scendiamo dal taxi e subito ci si presenta davanti un egiziano col quale concordiamo di affittare un cammello e un cavallo. Io salgo subito sul cammello. Ci avviamo. L’andatura del cammello non è molto spedita, inoltre l’animale puzza esageratamente, ma non è un problema che mi limiti particolarmente e quindi via. Nel tragitto dal negozio all’ingresso passiamo x un quartierino molto povero: qualche negozietto di souvenir, pulitori di scarpe sui marciapiedi, venditori di scarabei portafortuna, cammellieri e cavalli.
Molto caldo, 32 gradi ma sopportabile, grazie anche alla ventilazione continua che arrivava dal deserto. Il deserto egiziano non è il classico deserto a dune e sabbia finissima. Qui si tratta di un misto tra zone rocciose e sabbia, molto granito. L’odore del deserto è indescrivibile, caldo, profondo, intenso, quasi rilassante. Il sole picchia ma si suda poco se si è coperti. Abbiamo visto dapprima la Sfinge, bellissima e suggestiva, ma le parole non rendono il concetto di quello che ti trovi davanti. Siamo passati poi attorno alle Piramidi, ma c’era un piccolo inconveniente, nel senso che i poliziotti turistici ci hanno seguito mentre la nostra guida facendo finta di niente ci ha fatto camminare velocemente. La polizia ci ha poi raggiunto e al ritmo di incalzanti Yallah ci intimava di andarcene perchè era tardi. La guida ci ha lasciati per qualche secondo per andare a parlare con la guardia alla quale ha allungato una mancia per consentirci il proseguimento. Abbiamo scattato alcune foto alle Piramidi e abbiamo proseguito fino ad arrivare dietro alle stesse vedendo il Cairo letteralmente distesa ai piedi delle Piramidi. Dietro di noi immenso il deserto, misterioso, affascinante deserto. Siamo tornati abbastanza velocemente, stanchissimi e accaldati. Ci siamo accomodati nel negozio dove ci hanno offerto coca-cola e il narghilé alla mela. Ci siamo ristorati un poco prima di pagare. Sono stati tutti molto gentili quanto insistenti nel cercare di appiopparti ogni genere di articolo da regalo. Comunque siamo poi tornati all’albergo, qualcuno sfinito e stordito dalla dolcezza del tabacco alla mela.

SECONDO GIORNO
Siamo partiti piuttosto tardi a causa di un disguido con la compagnia che ci doveva portare alla Cittadella.
Essa è situata ad est del Cairo, sulle colline del Moqqan. Si tratta si una collina sopra la quale Mohammed Alì, uno dei sultani del Cairo ha costruito un palazzo, una moschea, detta d’Alabastro o di Mohammed Alì e delle mura fortificate intorno. Sembra davvero un mondo a parte.
La moschea è detta d’alabastro per la copertura delle sue cupole. Attualmente è adibita solamente al turismo. E’ la classica moschea, molto bella, ricoperta di tappeti; fuori dalla moschea si ha una panoramica de El Cairo stupenda.
Siamo poi passati per il palazzo di Mohammed Alì, dove il sultano sterminò i Mamelucchi, i suoi nemici storici. E’ un bel palazzo, interessanti gli arredi, la sala dove si riuniva con i suoi consiglieri, la camera da letto. Al ritorno ci siamo fermati al Bazar Khan el Kalili. Abbiamo passato solo una mezz’oretta vagando tra le vie con un ragazzo universitario che si è offerto di accompagnarci, naturalmente facendoci vedere solo negozi prescelti i cui proprietari erano sicuramente suoi conoscenti. Il Bazar mi ha sempre affascinato, ho vagato per le viuzze annusando gli odori di incenso, di spezie, e guardando i colori variegati dei tessuti locali. Nelle orecchie avevo il vociare della gente e di tanto in tanto del Corano proposto da qualche mangiacassette nei negozi di musica. Era come un mondo a parte. Il frastuono dei clacson che pure era molto vicino apparteneva come ad un altro mondo. Nel tragitto tra l’albergo e la Cittadella e il Bazar siamo passati per una strada che percorre dall’alto ed esternamente la Città dei Morti. La città dei morti anticamente era la necropoli di ricchi sultani o principi musulmani che abitavano la città. Purtroppo l’ammassarsi di persone attorno alla città ha creato un’enorme domanda di case non soddisfatta dall’amministrazione e molta gente povera, non avendo dove andare, ha cominciato ad abitare i mausolei e le tombe della Città dei Morti. A poco a poco si sono costruite case fino ad ora che la zona è divenuta una vera e propria seconda El Cairo. Niente asfalto, povertà estrema ed estremo pericolo. Infatti tutti ci hanno sconsigliato di andarci perchè rischiavamo di essere assaliti e derubati di tutto. La sera abbiamo cenato in un ristorante nubiano all’aperto. Ho preso una grigliata mista e della birra; ho mangiato bene.

TERZO GIORNO
Anche Il Cairo, benchè caotica e rumorosa, è bellissima, la periferia è dominata dalla Sfinge e dalle tre Piramidi di Cheophe, Chefren e Micerino, la loro visita è indimenticabile soprattutto se fatta con le ultime luci del giorno. Con tanti gruppi diversi intorno a me, siamo arrivati alla spianata delle Piramidi dove si nota subito la maestosità della Piramide maggiore. Abbiamo fatto un giro attorno alla Piramide dalla parte sinistra. In alcuni punti della base c’è ancora traccia della copertura originaria in pietra calcarea bianca. Infatti le Piramidi originariamente non erano a gradoni come sono al giorno d’oggi, bensì erano ricoperte e avevano una superficie esterna liscia perfetta. Intorno inoltre avevano un pavimento in basalto nero e quindi dovevano, con il bianco della superficie e il nero della pavimentazione creare un contrasto straordinario che dava, dall’alto, maggior rilievo alla loro presenza. Intorno ci sono delle enormi buche in cui erano contenute le barche, ora conservate, se non distrutte dal tempo, nei musei, che secondo la religione egiziana consentivano all’anima di arrivare nell’aldilà. Vicino alla Piramide di Cheope ci sono le Piramidi delle regine, piccole e a gradoni. Si dice che sotto le Piramidi ci siano cunicoli che colleghino le tre Piramidi e la Sfinge. Abbiamo curiosato un po’ intorno notando anche delle entrate a gallerie, sbarrate però da cancelli, lamiere ecc. Ad un tratto ci avvicina un poliziotto turistico che ci propone x pochi dollari di accedere ad una delle gallerie chiuse. Noi logicamente accettiamo. Chinati siamo entrati in un cunicolo angusto e buio che ci ha portato ad una sala a funeraria con alcuni sarcofagi. Il cunicolo proseguiva verso altre camere ma sinceramente mi sentivo un po’ come un intruso e mi salivano alla mente tutte quelle leggende sulla maledizione dei faraoni; inoltre non mi fidavo molto del nostro cicerone-accompagnatore, siamo così usciti, un po’ a malincuore devo dire. Usciti da lì ci siamo portati alla Sfinge. Il vederla è stato emozionante. Dopo tanto tempo, dopo averla vista tante volte in fotografie di ogni genere, dopo averla tante volte immaginata era lì, maestosa ma molto piccola rispetto a quello che puoi pensare, ma comunque stupenda, enigmatica, dolcissima, commuovente. Un insieme di emozioni che credo di possano provare solo dopo aver desiderato tanto una cosa come io ho desiderato vederla.

QUARTO GIORNO
In viaggio ho letto un libro sull’oasi di El Fayoum, a 100 km dal Cairo, (libro di Paulo Coelho "L’alchimista"), che la descrive così: "Un tempo c’erano 50000 palme e poche donne che aspettavano il ritorno dei loro uomini dal deserto. Ora ci sono 50000 persone e molte palme. Le cose cambiano così come cambia il mondo così come cambiano le persone.....".
Le cose sono cicliche. Le persone tornano sempre a casa prima o poi.
Quel che accade un volta forse non si ripeterà più, ma ciò che accade 2 volte accadrà quasi sicuramente una terza e una quarta volta
Il viaggio al Cairo sta ormai giungendo al termine, credo sia molto importante il contatto con la gente. Quindi mi porto al Bazar con il taxista degli ultimi due giorni. Cominciamo subito a fare un giro, visto che devo fare parecchi acquisti. Mi porta innanzitutto a fare colazione, ma essendo già sazio non prendo altro che un ottimo the alla menta, lui si fuma un narghilè e poi ripartiamo. Visitiamo speziali, venditori di tessuti, di gioielli. E’ tutto molto bello, incredibile, profumi molto intensi ti stordiscono la mente, tutto condito con le voci della gente, dei suoni del Corano. Da qualche parte in giro per la città assisto alla costruzione di un papiro. E’ risaputo che nell’antico Egitto il papiro era sacro perchè la forma della pianta è simile a quella del fiore di loto, poi perchè la forma della sezione del fusto è triangolare, come le Piramidi. La sua preparazione richiede tempo e pazienza.

CROCIERA SUL NILO
( POSTILLA 2005: Una crociera in mare non mi vedrà mai all’opera, mi son capitate delle navi cargo ma solo x brevi spostamenti e solo come parte di un viaggio cominciato e finito in un altro modo.
Un cargo poi non sai se e quando lo prendi e chi ci trovi, in una nave da turismo invece trovi chi, giustamente dal suo punto di vista, ha solo voglia di spaparanzarsi al sole e/o rilassarsi in generale).
Alle barche dei faraoni si sono sostituite quelle dei turisti, ma il fascino della navigazione lungo il Nilo, il fiume sacro degli egizi, resta immutato, così come la grandiosità dei monumenti edificati qualche millennio fa. Costruiti dai più potenti sovrani del tempo x lasciare un ricordo indelebile di sè, hanno raggiunto perfettamente il loro obiettivo.
Una crociera sul Nilo è il modo migliore x farsi conquistare dalle meraviglie di una delle civiltà più perfette e più misteriose che siano mai esistite. La crociera copre l'itinerario Luxor-Assuan toccando durante il tragitto le città di Tebe, Edfu e Komombo.

1°giorno LUXOR
Visita al tempio di Karnak, alla Valle dei Re e delle Regine, al tempio della regina Hatshepsut e ai colossi di Memnon.
Ricordo soprattutto nel tempio di Luxor le sfingi a testa umana! Luxor, l'antica Tebe, è stata per circa 1500 anni la capitale della civiltà dei faraoni ( sulla riva destra sorgeva la città, la riva sinistra ospitava la città dei morti).
La testimonianza più affascinante è il tempio di Karnak, dedicato a Amon, dio del sole, padre di tutti gli dei, enorme e maestoso anche se veniva usato una sola volta all'anno x la festa dell'anno nuovo, la sola sala ipostila con le enormi colonne alte più di 20 m. è più grande della cattedrale di Notre-Dame!
Attraversando la riva si passa dalla città dei vivi a quella dei morti preceduta dagli enormi colossi di Memnon. La necropoli di Tebe raccoglie circa 500 tombe di faraoni, regine e nobili disseminate nella Valle dei Re. Anche se gran parte degli immensi tesori sono stati saccheggiati, la visita alle tombe rimane uno dei momenti più emozionanti di tutto il viaggio, anche se x me la Valle dei Re e delle Regine è stata un po’ deludente, forse perché il nome mi evocava qualcosa di fastoso e invece mi sono ritrovato in mezzo alla terra e ai sassi…..Ho visitato più di qualche tomba anche quella di Nefertari, e quella famosissima di Tutankhamon, bè non ci crederete ma una volta uscito mi sentivo poco bene e alla sera avevo la febbre a 38 (forse perché ho fatto una foto furtiva e la maledizione ha colpito ancora??!!)
Poi abbiamo proseguito fino al tempio della Regina Hatshepsut. ( POSTILLA 2005: penso a come anni dopo nel camminare in quella valle per raggiungere il tempio tanti turisti sono stati uccisi proprio lungo quella strada). La navigazione verso Edfu consente di vedere un panorama fermo nel tempo con gente che da secoli ripete le stesse tradizioni.

2°-3°giorno EDFU-ASSUAN
Visita al tempio di Horus ad Edfu. Edfu e Komombo sono le tappe intermedie tra Luxor e Assuan. Il tempio di Edfu, relativamente recente ed è tra i meglio conservati di tutto il paese, dal suo tetto si ha un colpo d'occhio stupendo sulla valle del Nilo. Komombo è costruito in modo speculare con due ingressi che attraverso un percorso conducono a due santuari identici dedicati a Horus il dio falco, e Sobek il dio coccodrillo.
Navigazione per Assuan.

4°giorno ASSUAN
Visita alla diga di Assuan, all’obelisco incompiuto ed al tempio di Philae. Escursione in feluca all’isola botanica.
Sull’isola di Philae, ricostruita 300 m. più a nord del suo sito originario, x sottrarre i suoi monumenti alle acque del lago Nasser, sorge lo splendido tempio di Iside e il piccolo tempio di Hathor ( l’ho messa al 2° posto x la sua bellezza nella mia classifica personale, tanto che poi ho deciso di fare anche l’escursione notturna denominata “Suoni e Luci” ed è stata veramente un’emozione essere seduto fra quelle mura con quel gioco di luci mentre una voce ti raccontava la storia di questo tempio).

5°-6°giorno ASSUAN
E’ la più importante città dell’Alto Egitto, grande centro commerciale fin dall’antichità, ora non è particolarmente ricca di antichità ma vale sempre la pena di visitare il suk dove si possono trovare oggetti artigianali e spezie. L'elemento più caratteristico di Assuan sono le centinaia di feluche bianche che solcano le acque del Nilo, e questa città è il punto migliore x ammirare il mausoleo dell'Aga Khan, un'altra meta a portata di feluca è l'isola Elefantina, più a sud la grande diga che ha formato il lago di Nasser che ha permesso di fornire energia elettrica a tutto il paese e costretto a fare a pezzi e ricostruire in posizione più elevata i templi di Abu Simbel, il capolavoro architettonico di RAMSES II, dove mi sono recato in escursione aerea. Ad essere sincero pur avendo già viaggiato molto, ero x la prima volta davanti a dei “trabiccoli” piccoli che a guardarli sembra non abbiano nemmeno la forza di alzarsi, però una volta arrivato sul posto ho visto qualcosa di incredibilmente bello.
Questo tempio, sempre nella mia classifica personale, è al primo posto in assoluto. Il monumento è stato smontato e trasportato ad alcune decine di metri più su dalla sua posizione originale altrimenti sarebbe stato sommerso dall’acqua. Hanno dovuto tagliare pietra dopo pietra e rimontarla esattamente nella stessa posizione, sono stati dei veri artisti.
E’ stato un lavoro immenso ma ne è valsa veramente la pena. Nei giorni di equinozio i raggi del sole all'alba illuminano l'ultima sala del tempio lasciando i turisti a bocca aperta.
Il grande tempio di RAMSES II dedicato ad Hamon-Ra, e il piccolo tempio di Hathor e NEFERTARI situato a un centinaio di metri dal precedente, all’interno sono ricchi di disegni che hanno ancora dei colori vivissimi ( il rosso e il blu spiccano in modo particolare ). E’ un’escursione costosa ma è un vero peccato non farla! E’stata la degna conclusione del mio viaggio sentimentale in Egitto che si è concluso col rientro aereo al Cairo ed in Italia.
 

 
           
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