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ARCHIVIO FOTOGRAFICO 

 
 

Estate 1995 - Italia:Campania(Napoli, Capri e Ischia)


Non descrivo nei dettagli il percorso, sarebbe certamente noioso, ma assicuro che ne abbiamo fatta di strada con dei miei carissimi amici delle parti di Meta, vicino Sorrento! Soprattutto a piedi, vicoli, piazze, salite, discese, da Via Caracciolo al Vomero passando x la Napoli vecchia. Luce, colore e rumore, questo è quello che ricordo, ma anche la quiete del chiostro di S.Chiara, la maestosità del Castello di San Martino con il panorama della città ai nostri piedi a perdita d'occhio. Stanchi ma pienamente soddisfatti, siamo rientrati a casa convinti di aver trascorso una giornata molto speciale.
Ho trovato una città molto più pulita rispetto a dieci anni fa, l’ultima volta che l’ho vista di sfuggita: meno anarchica, ma con sempre lo stesso cuore caldo e pulsante. Dalla terrazza panoramica di San Martino il panorama è sconvolgente, il vecchio ed il nuovo si compenetrano e l'insieme lascia senza fiato. Da vedere certamente.
Il giorno successivo, siamo andati a Ischia usando sempre i mezzi pubblici. Arrivati al porto, visto che prudentemente avevamo consultato gli orari, avevamo ancora una mezz'ora da attendere; con calma ci siamo diretti alla biglietteria, ma questa era inagibile perchè alcuni mesi fa ha preso fuoco, sempre camminando tranquillamente siamo arrivati alla sede provvisoria dove abbiamo scoperto che il traghetto stava per partire perchè solo x quel giorno gli orari erano modificati. Via di corsa e per fortuna l'abbiamo preso. La giornata è trascorsa serena, abbiamo camminato a lungo gironzolando pigramente per un'isola che si è rivelata bellissima; i tedeschi che ad Ischia non mancano mai, coloravano di rosso l'ambiente, ma come fanno a scottarsi come gamberi al sole pur essendo sempre coperti? La strada tortuosa costeggia il mare e permette di godere di panorami spettacolari e sorprendenti! E' un'isola verdissima, piena di vegetazione, ci siamo ripromessi di tornare con un po’ più di tempo x fare mare e vedere giardini e grotte come descrive la guida di cui mi sono ovviamente fornito. La prima fermata l'abbiamo fatta alla chiesa del Soccorso che bianca domina il mare, l'unico essere umano presente era una signora che con l'uncinetto faceva dei cestini di rafia, seduta al sole silenziosa e sorridente. Ischia si trova nel Golfo di Napoli ad un’ora e mezzo di traghetto da Napoli e tre quarti d’ora da Pozzuoli.
L’isola è vulcanica ed il suo vulcano spento si chiama Epomeo. Nell’isola si trovano diverse sorgenti calde e fumarole (fumo che traspira dalla roccia e dal terreno).
Le fumarole sono visibili dalla spiaggia dei Maronti (la più grande dell’isola), nella parte sud dell’isola stessa.
A Sorgeto, sempre a sud, una sorgente termale sbocca in mare e l’acqua del mare in quel punto diventa ben calda, anzi un cartello avverte: “acqua bollente”.
Ci si arriva con una scalinata di 200 gradini!
S. Angelo è un grazioso e caratteristico paesino, a sud dell’isola, non perdetevi almeno una passeggiata!!
Forio ha una chiesetta bianca in ottima posizione a ridosso del mare, la Chiesa del Soccorso.
Il Castello Aragonese ad Ischia Ponte è una meraviglia x la posizione (su un promontorio) e le bellissime terrazze da cui la vista spazia all’isola di Capri e non solo. Il Castello è dal 1912 di proprietà privata; la famiglia ischitana che l’acquistò dal demanio ne cura anche il restauro. Fu costruito a partire dal 474 a.c. e nei secoli successivi le varie dominazioni ne cambiarono l’aspetto. Nel XVI secolo, al massimo splendore, ospitò 1892 famiglie che lì si recarono per difendersi dai pirati; merita un’occhiata il cimitero delle Clarisse.
Nel 1823, Ferdinando I Re di Napoli, ridusse il castello a luogo di pena x gli ergastolani, quindi divenne carcere politico fino al 1860 quando Garibaldi lo soppresse.
Nel 1912 il demanio lo vendette a privati che ne curano la gestione ed il restauro.
Il rientro in vaporetto ha concluso in gloria una giornata speciale con un tramonto da urlo.
Il giorno successivo siamo andati a Capri! Un'isola che mi ha conquistato, sia x l'aria un pò retrò che vi si respira, dove all'improvviso sembri essere catapultato nei fasti degli anni 50/60, sia x la bellezza della natura.
Appena si arriva su quest'isola la prima cosa che ti colpisce sono i colori e quei fantastici taxi che si vedono solo qui. Lunghi come limousine, senza tettino ma con delle tendine come tettoie.
Ovviamente presi dal fremito della novità siamo immediatamente saliti su uno di questi taxi ed abbiamo percorso circa 1.5Km, un panorama da mozzare il fiato, tutto in salita, gli alberi, il mare. Finalmente arriviamo alla tanto conosciuta piazzetta. Ci incamminiamo verso un bar e vedo il calciatore Luca Vialli con cui mi faccio la foto. Dimenticavo di dire che a Capri TUTTO E’ A PIEDI: le auto non entrano neanche nelle strette vie del centro! Guardiamo la vista che si gode dal belvedere, abbiamo attraversato la MITICA piazzetta ( si resta un po’ perplessi nel notare le ridotte dimensioni di questo luogo, ma di assoluta perfezione scenografica). Ci consigliano una casetta che era una meraviglia affacciata sul mare con la vista sui faraglioni.
Nei 2 giorni che abbiamo trascorso, abbiamo camminato quanto non abbiamo mai fatto in tanti anni, ma posso garantire che ne vale la pena. Abbiamo visitato tutto il visitabile. La villa dell'Imperatore Tiberio che da classico dritto romano si era fatto costruire a Capri la sua residenza estiva. Un posto unico che affaccia sulla penisola Sorrentina talmente vicina che si ha la sensazione di toccarla con la mano.
X raggiungere la villa di Tiberio occorrono 45 minuti di cammino in salita.
Da evitare nelle ore calde, ma ne varrà la pena. I giardini di Augusto, giardini che meravigliano x la loro bellezza affacciati sul mare che mostra tonalità di azzurro mai viste. Il posto più bello da vedere è il percorso che parte dall'arco naturale (un arco creatosi nella roccia dovuto dall' erosione del mare), passando per la grotta di Matermania che erano le terme dell'Imperatore e prosegue tra bellezze naturali che non è facile descrivere fino a riportare sulla via Camerelle, a via della vita di Capri, la via dei negozi delle grandi firme, dei grandi alberghi, di quella Capri che fa sognare ma anche un pò rammaricare. La grotta azzurra ad Anacapri è un luogo cult, dove si entra attraverso una insenatura piccolissima su di una barchetta tipica caprese. Ad un tratto sembra di sbattere contro la roccia dell'ingresso e poi ci si trova catapultati in un quadro! Un azzurro che non vedrete facilmente da altre parti, la sensazione di essere piccoli piccoli e il signore della barchetta che cantava x noi.....
L’indomani la costiera amalfitana. Prima però era d'obbligo fare una puntata al mercatino di Fuorigrotta, x me assolutamente affascinante; non è turistico nè particolarmente pregevole ma la confusione , il rumore, i colori sono come il caldo abbraccio di un vecchio amico che ritrovi dopo tanto tempo e ti pare che non sia trascorso nemmeno un giorno.
La costiera è molto suggestiva, da Castellammare a Sorrento abbiamo gironzolato senza una meta precisa, dopo un panino, scendendo verso il mare siamo arrivati a Nerano con la sua spiaggetta incorniciata dai monti, il mare era splendido ed il sole ormai al tramonto sfiorava la riva ciottolosa. Poi siamo andati verso Amalfi ed abbiamo trovato un po’ di fresco in un hotel poco prima del centro abitato proprio sulla riva del mare, si gode un panorama stupendo, dalla terrazza del salone d’ingresso sembrava di stare su di una nave. Il portiere ci ha consigliato di cenare da "Ciccio, cielo terra e mare" , abbiamo seguito quest'indicazione e ne siamo stati pienamente soddisfatti, mangiato e bevuto ottimamente.
La mattina seguente prima di poter andare ad Amalfi, visto che la strada era interrotta per lavori, siamo andati verso Pompei: il sito archeologico è fantastico, giri x tutto il giorno in mezzo ad un paese greco-romano con case, templi, piazze, teatri, monumenti molto ben conservati che ti fanno sentire quasi come se vivessi in quei secoli. L'unica cosa che mi fa un po' rabbia è che c'è un po' troppo pattume x terra, specie se si considera che ci sono molte decine di "custodi" e di giardinieri. Poi non capirò mai perché circa un terzo di Pompei è ancora da ripulire dalle erbacce e restaurare ed in tutto il giorno abbiamo visto solo 4-5 archeologi-operai in azione (di cui 3 sembravano giovani studenti stranieri) e la mia mappa di Pompei, che è del 1976, indicava le stesse parti visitabili e le stesse in attesa di restauro, mah! Comunque Pompei è bellissima!
Poi, verso Furore, una deviazione ottima. Il paese è disseminato di murales di ogni stile, si chiama paese dipinto per qualcosa, ed anche da lassù ogni angolo di panorama era uno spettacolo. Abbiamo attraversato gole, siamo saliti per strade strette e scoscese, arrivando poi a Ravello, altra gemma incastonata nella costiera. Una breve sosta per pranzo, panino e via, un altro stop in un negozio di ceramiche x i souvenir di rito, poi quando finalmente la strada era transitabile abbiamo visitato Amalfi e proseguito sino a Vietri, attraversando Maiori e Minori.
Il giorno seguente, l'ultimo della nostra vacanza siamo passati per Positano, che non poteva essere più bella. Girare a piedi per quei vicoli, scendere curiosando nei negozi pieni di colore, bere un caffè in riva al mare, osservare gli artisti che tappezzano i muri con le loro opere un po’ naif, ammirare le buganvillee sempre in fiore, è unico!
Poi la strada ci ha ricondotti verso casa, ma i profumi dei limoni e dei fiori, del mare e della città li abbiamo ancora dentro, serrati nel cuore e nella mente, sono qualcosa di molto prezioso che speriamo possano apprezzare anche altri, quelli che si fermano a guardare e non passano oltre, quelli che sentono quello che una terra ha da dire, con la molteplicità di emozioni che riesce a trasmettere. Proprio come Napoli e i suoi dintorni. Saluto i miei straordinari amici napoletani, Gianmario di Avellino e gli altri amici milanesi doc mai conosciuti e decisamente pazzi, un certo Andrea e soprattutto un certo Gianleone(!) con i quali ci facciamo risate clamorose in tutte le serate.
E' finita così questa nostra escursione nel "mio" sud, dove ho vissuto anni felici e dove ho ritrovato una parte di me, sereno. Non è poco mi pare, dati gli esami universitari che ancora mi aspettano in quella metropoli che tutti si divertono a definire come fredda, cinica e deprimente e che invece mi ha regalato amici solari, aperti ed ottimisti di ogni parte d’Italia. Se poi qualcuno, come spesso capita, mi risponde che non sono milanesi, basterebbero questo Andrea ed il suo compare Gianleone a riscrivere ogni stereotipo sui milanesi.

 
           
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