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Non descrivo nei dettagli il percorso, sarebbe certamente noioso, ma
assicuro che ne abbiamo fatta di strada con dei miei carissimi amici
delle parti di Meta, vicino Sorrento! Soprattutto a piedi, vicoli,
piazze, salite, discese, da Via Caracciolo al Vomero passando x la
Napoli vecchia. Luce, colore e rumore, questo è quello che ricordo,
ma anche la quiete del chiostro di S.Chiara, la maestosità del
Castello di San Martino con il panorama della città ai nostri piedi
a perdita d'occhio. Stanchi ma pienamente soddisfatti, siamo
rientrati a casa convinti di aver trascorso una giornata molto
speciale.
Ho trovato una città molto più pulita rispetto a dieci anni fa,
l’ultima volta che l’ho vista di sfuggita: meno anarchica, ma con
sempre lo stesso cuore caldo e pulsante. Dalla terrazza panoramica
di San Martino il panorama è sconvolgente, il vecchio ed il nuovo si
compenetrano e l'insieme lascia senza fiato. Da vedere certamente.
Il giorno successivo, siamo andati a Ischia usando sempre i mezzi
pubblici. Arrivati al porto, visto che prudentemente avevamo
consultato gli orari, avevamo ancora una mezz'ora da attendere; con
calma ci siamo diretti alla biglietteria, ma questa era inagibile
perchè alcuni mesi fa ha preso fuoco, sempre camminando
tranquillamente siamo arrivati alla sede provvisoria dove abbiamo
scoperto che il traghetto stava per partire perchè solo x quel
giorno gli orari erano modificati. Via di corsa e per fortuna
l'abbiamo preso. La giornata è trascorsa serena, abbiamo camminato a
lungo gironzolando pigramente per un'isola che si è rivelata
bellissima; i tedeschi che ad Ischia non mancano mai, coloravano di
rosso l'ambiente, ma come fanno a scottarsi come gamberi al sole pur
essendo sempre coperti? La strada tortuosa costeggia il mare e
permette di godere di panorami spettacolari e sorprendenti! E'
un'isola verdissima, piena di vegetazione, ci siamo ripromessi di
tornare con un po’ più di tempo x fare mare e vedere giardini e
grotte come descrive la guida di cui mi sono ovviamente fornito. La
prima fermata l'abbiamo fatta alla chiesa del Soccorso che bianca
domina il mare, l'unico essere umano presente era una signora che
con l'uncinetto faceva dei cestini di rafia, seduta al sole
silenziosa e sorridente. Ischia si trova nel Golfo di Napoli ad
un’ora e mezzo di traghetto da Napoli e tre quarti d’ora da
Pozzuoli.
L’isola è vulcanica ed il suo vulcano spento si chiama Epomeo.
Nell’isola si trovano diverse sorgenti calde e fumarole (fumo che
traspira dalla roccia e dal terreno).
Le fumarole sono visibili dalla spiaggia dei Maronti (la più grande
dell’isola), nella parte sud dell’isola stessa.
A Sorgeto, sempre a sud, una sorgente termale sbocca in mare e
l’acqua del mare in quel punto diventa ben calda, anzi un cartello
avverte: “acqua bollente”.
Ci si arriva con una scalinata di 200 gradini!
S. Angelo è un grazioso e caratteristico paesino, a sud dell’isola,
non perdetevi almeno una passeggiata!!
Forio ha una chiesetta bianca in ottima posizione a ridosso del
mare, la Chiesa del Soccorso.
Il Castello Aragonese ad Ischia Ponte è una meraviglia x la
posizione (su un promontorio) e le bellissime terrazze da cui la
vista spazia all’isola di Capri e non solo. Il Castello è dal 1912
di proprietà privata; la famiglia ischitana che l’acquistò dal
demanio ne cura anche il restauro. Fu costruito a partire dal 474
a.c. e nei secoli successivi le varie dominazioni ne cambiarono
l’aspetto. Nel XVI secolo, al massimo splendore, ospitò 1892
famiglie che lì si recarono per difendersi dai pirati; merita
un’occhiata il cimitero delle Clarisse.
Nel 1823, Ferdinando I Re di Napoli, ridusse il castello a luogo di
pena x gli ergastolani, quindi divenne carcere politico fino al 1860
quando Garibaldi lo soppresse.
Nel 1912 il demanio lo vendette a privati che ne curano la gestione
ed il restauro.
Il rientro in vaporetto ha concluso in gloria una giornata speciale
con un tramonto da urlo.
Il giorno successivo siamo andati a Capri! Un'isola che mi ha
conquistato, sia x l'aria un pò retrò che vi si respira, dove
all'improvviso sembri essere catapultato nei fasti degli anni 50/60,
sia x la bellezza della natura.
Appena si arriva su quest'isola la prima cosa che ti colpisce sono i
colori e quei fantastici taxi che si vedono solo qui. Lunghi come
limousine, senza tettino ma con delle tendine come tettoie.
Ovviamente presi dal fremito della novità siamo immediatamente
saliti su uno di questi taxi ed abbiamo percorso circa 1.5Km, un
panorama da mozzare il fiato, tutto in salita, gli alberi, il mare.
Finalmente arriviamo alla tanto conosciuta piazzetta. Ci
incamminiamo verso un bar e vedo il calciatore Luca Vialli con cui
mi faccio la foto. Dimenticavo di dire che a Capri TUTTO E’ A PIEDI:
le auto non entrano neanche nelle strette vie del centro! Guardiamo
la vista che si gode dal belvedere, abbiamo attraversato la MITICA
piazzetta ( si resta un po’ perplessi nel notare le ridotte
dimensioni di questo luogo, ma di assoluta perfezione scenografica).
Ci consigliano una casetta che era una meraviglia affacciata sul
mare con la vista sui faraglioni.
Nei 2 giorni che abbiamo trascorso, abbiamo camminato quanto non
abbiamo mai fatto in tanti anni, ma posso garantire che ne vale la
pena. Abbiamo visitato tutto il visitabile. La villa dell'Imperatore
Tiberio che da classico dritto romano si era fatto costruire a Capri
la sua residenza estiva. Un posto unico che affaccia sulla penisola
Sorrentina talmente vicina che si ha la sensazione di toccarla con
la mano.
X raggiungere la villa di Tiberio occorrono 45 minuti di cammino in
salita.
Da evitare nelle ore calde, ma ne varrà la pena. I giardini di
Augusto, giardini che meravigliano x la loro bellezza affacciati sul
mare che mostra tonalità di azzurro mai viste. Il posto più bello da
vedere è il percorso che parte dall'arco naturale (un arco creatosi
nella roccia dovuto dall' erosione del mare), passando per la grotta
di Matermania che erano le terme dell'Imperatore e prosegue tra
bellezze naturali che non è facile descrivere fino a riportare sulla
via Camerelle, a via della vita di Capri, la via dei negozi delle
grandi firme, dei grandi alberghi, di quella Capri che fa sognare ma
anche un pò rammaricare. La grotta azzurra ad Anacapri è un luogo
cult, dove si entra attraverso una insenatura piccolissima su di una
barchetta tipica caprese. Ad un tratto sembra di sbattere contro la
roccia dell'ingresso e poi ci si trova catapultati in un quadro! Un
azzurro che non vedrete facilmente da altre parti, la sensazione di
essere piccoli piccoli e il signore della barchetta che cantava x
noi.....
L’indomani la costiera amalfitana. Prima però era d'obbligo fare una
puntata al mercatino di Fuorigrotta, x me assolutamente
affascinante; non è turistico nè particolarmente pregevole ma la
confusione , il rumore, i colori sono come il caldo abbraccio di un
vecchio amico che ritrovi dopo tanto tempo e ti pare che non sia
trascorso nemmeno un giorno.
La costiera è molto suggestiva, da Castellammare a Sorrento abbiamo
gironzolato senza una meta precisa, dopo un panino, scendendo verso
il mare siamo arrivati a Nerano con la sua spiaggetta incorniciata
dai monti, il mare era splendido ed il sole ormai al tramonto
sfiorava la riva ciottolosa. Poi siamo andati verso Amalfi ed
abbiamo trovato un po’ di fresco in un hotel poco prima del centro
abitato proprio sulla riva del mare, si gode un panorama stupendo,
dalla terrazza del salone d’ingresso sembrava di stare su di una
nave. Il portiere ci ha consigliato di cenare da "Ciccio, cielo
terra e mare" , abbiamo seguito quest'indicazione e ne siamo stati
pienamente soddisfatti, mangiato e bevuto ottimamente.
La mattina seguente prima di poter andare ad Amalfi, visto che la
strada era interrotta per lavori, siamo andati verso Pompei: il sito
archeologico è fantastico, giri x tutto il giorno in mezzo ad un
paese greco-romano con case, templi, piazze, teatri, monumenti molto
ben conservati che ti fanno sentire quasi come se vivessi in quei
secoli. L'unica cosa che mi fa un po' rabbia è che c'è un po' troppo
pattume x terra, specie se si considera che ci sono molte decine di
"custodi" e di giardinieri. Poi non capirò mai perché circa un terzo
di Pompei è ancora da ripulire dalle erbacce e restaurare ed in
tutto il giorno abbiamo visto solo 4-5 archeologi-operai in azione
(di cui 3 sembravano giovani studenti stranieri) e la mia mappa di
Pompei, che è del 1976, indicava le stesse parti visitabili e le
stesse in attesa di restauro, mah! Comunque Pompei è bellissima!
Poi, verso Furore, una deviazione ottima. Il paese è disseminato di
murales di ogni stile, si chiama paese dipinto per qualcosa, ed
anche da lassù ogni angolo di panorama era uno spettacolo. Abbiamo
attraversato gole, siamo saliti per strade strette e scoscese,
arrivando poi a Ravello, altra gemma incastonata nella costiera. Una
breve sosta per pranzo, panino e via, un altro stop in un negozio di
ceramiche x i souvenir di rito, poi quando finalmente la strada era
transitabile abbiamo visitato Amalfi e proseguito sino a Vietri,
attraversando Maiori e Minori.
Il giorno seguente, l'ultimo della nostra vacanza siamo passati per
Positano, che non poteva essere più bella. Girare a piedi per quei
vicoli, scendere curiosando nei negozi pieni di colore, bere un
caffè in riva al mare, osservare gli artisti che tappezzano i muri
con le loro opere un po’ naif, ammirare le buganvillee sempre in
fiore, è unico!
Poi la strada ci ha ricondotti verso casa, ma i profumi dei limoni e
dei fiori, del mare e della città li abbiamo ancora dentro, serrati
nel cuore e nella mente, sono qualcosa di molto prezioso che
speriamo possano apprezzare anche altri, quelli che si fermano a
guardare e non passano oltre, quelli che sentono quello che una
terra ha da dire, con la molteplicità di emozioni che riesce a
trasmettere. Proprio come Napoli e i suoi dintorni. Saluto i miei
straordinari amici napoletani, Gianmario di Avellino e gli altri
amici milanesi doc mai conosciuti e decisamente pazzi, un certo
Andrea e soprattutto un certo Gianleone(!) con i quali ci facciamo
risate clamorose in tutte le serate.
E' finita così questa nostra escursione nel "mio" sud, dove ho
vissuto anni felici e dove ho ritrovato una parte di me, sereno. Non
è poco mi pare, dati gli esami universitari che ancora mi aspettano
in quella metropoli che tutti si divertono a definire come fredda,
cinica e deprimente e che invece mi ha regalato amici solari, aperti
ed ottimisti di ogni parte d’Italia. Se poi qualcuno, come spesso
capita, mi risponde che non sono milanesi, basterebbero questo
Andrea ed il suo compare Gianleone a riscrivere ogni stereotipo sui
milanesi.
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